Attinio simbolo: come si riconosce questo elemento chimico? A che serve?

In chimica si scoprono molti elementi di cui la natura è circondati, e da cui è riuscita a sfruttare per poter crescere in modo rigoglioso.

Molti di quegli elementi di cui è composta la tabella sono sia innocui, per non dire essenziali per noi, come l’ossigeno, ma ci sono anche elementi pericolosi e a cui dobbiamo stare molto attenti in caso anche di inalazione.

Oggi parleremo dell’attinio, ecco quale simbolo è, in che posizione della tabella è collocato e anche a cosa in realtà serve.

Come si riconosce questo elemento chimico?

L’attinio, nella tabella degli elementi chimici è il numero 89, e sempre in quella tabella ha il simbolo “Ac”.

Esso è un metallo morbido di colore argenteo, a tratti anche bianco, radioattivo, infatti grazie a questa sua caratteristica, riesce ad emettere una luce blu/azzurra quando è nei posti bui, tutto questo da sola.

Riesce ad agire all’ossigeno e all’umidità che è presente nell’aria, da solo riesce a creare come un rivestimento di colore bianco che impedisce al metallo di rovinarsi e ossidarsi troppo.

Si può trovarne anche qualche traccia nel torio e nell’uranio come isotopo, ovvero, come un atomo che mantiene lo stesso numero atomico ma con un numero diverso di massa, ciò è dovuta al numero di neutroni presenti nel nucleo di tale atomo.

La sia reattività è molto simile a quella che emette il Lantanio, e grazie a questa somiglianza di proprietà chimiche e fisiche, rende la separazione del minerale impossibile.

L’attinio è stato il primo elemento radioattivo ad essere isolato nell’anno 1899, questo metallo radioattivo ha dato origine al nome attinoidi, un insieme di 15 elementi simili tra loro e che si trovano anch’essi nella tavola periodica e si trovano tra il Laurenzio e l’Attinio.

A che serve?

L’attinio dato che la sua emissione radioattiva è di 150 volte più intensa di un elemento chimico che si chiama Radio (il suo simbolo è semplicemente Ra), questa sua caratteristica la rende una delle fonti più importanti di neutroni, per questo viene usato in una piccola parte nel mondo industriale.

Ma anche in medicina nucleare trova il suo massimo uso perché aiuta a diagnosticare malattie rare con l’utilizzo di piccole quantità di farmaci radioattivi e controllati.

In questo modo si può analizzare la funzionalità e la struttura di organi e tessuti malati riuscendo a risalire alla presunta causa della malattia senza essere troppo invasiva.

Ora anche i radiofarmaci possono essere usati a scopo terapeutico perché con le radiazioni possono distruggere la fonte della malattia senza causare danni agli altri organi.

Viene sperimentata anche per le patologie come le metastasi ossee da carcinoma prostatico, della policitemia, dell’artrite reumatoide e anche per il trattamento dell’ipertiroidismo.

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