Quando una famiglia valuta un trasferimento all’estero, la domanda sulla scuola arriva quasi sempre prima di quella sulla casa. A Dubai la risposta ha una particolarità che conviene conoscere subito: per i figli di famiglie straniere la scuola è, nei fatti, solo privata.
Le scuole pubbliche dell’emirato accolgono soprattutto studenti emiratini. Gli espatriati si rivolgono al sistema privato, che è molto ampio e cresce ogni anno.
Un sistema privato in espansione
I numeri danno l’idea della scala. All’inizio dell’anno scolastico 2026/27 gli studenti iscritti alle scuole private di Dubai erano 406.563, secondo i dati della Knowledge and Human Development Authority riportati da Gulf News. A giugno 2026 erano circa 388.731: una crescita del 4,6% in pochi mesi.
Nello stesso anno hanno aperto 26 nuove istituzioni private: sette scuole, diciassette centri per la prima infanzia e due sedi universitarie internazionali. Le sole nuove scuole hanno aggiunto quasi 17.000 posti. L’autorità ha anche annunciato circa 18.000 posti a costo più contenuto nei prossimi due anni scolastici.
Per una famiglia che arriva, questo significa due cose. C’è molta scelta. E i posti nelle scuole più richieste vanno cercati con anticipo, perché la domanda cresce insieme all’offerta.
Chi controlla le scuole
L’ente di riferimento è la KHDA, la Knowledge and Human Development Authority. Autorizza le scuole private, le ispeziona e pubblica ogni anno i giudizi assegnati a ciascun istituto. Per un genitore che non conosce la città è lo strumento più utile: permette di confrontare scuole diverse con criteri uguali per tutte, invece di affidarsi solo al passaparola o ai siti delle scuole stesse.
La KHDA controlla anche le rette. Le scuole private a scopo di lucro non possono aumentare le tariffe a piacimento: possono chiedere un aumento entro un indice fissato dall’autorità, l’Education Cost Index. Per l’anno 2025/26 l’indice era del 2,35%, come annunciato a maggio 2025 e riportato sempre da Gulf News. Le scuole aperte da meno di tre anni non possono chiedere aumenti, e ogni richiesta passa dalla revisione della KHDA.
In concreto, una retta da 40.000 dirham l’anno poteva salire al massimo di 940 dirham per il 2025/26. È un tetto utile da conoscere quando si confrontano scuole con tariffe simili: la cifra del primo anno non resterà ferma, ma nemmeno potrà crescere senza limiti.
Il livello degli studenti
Una domanda che i genitori si fanno spesso riguarda la qualità media, al di là della singola scuola. Un riferimento esterno c’è: nei test internazionali PISA 2025, secondo quanto riportato dal quotidiano Khaleej Times sulla base delle comunicazioni della KHDA, le scuole private di Dubai si sono collocate fra i primi dieci sistemi educativi al mondo in tutti gli ambiti valutati.
Il dato riguarda l’insieme delle scuole private, non ciascuna. Fra un istituto e l’altro le differenze restano ampie, ed è proprio per questo che i giudizi delle ispezioni annuali contano più della media cittadina. Per una famiglia il numero utile è quello della scuola in cui il figlio entrerà ogni mattina.
I programmi di studio
Qui la differenza con l’Italia è netta. Le scuole private di Dubai seguono curricoli di Paesi diversi, e la scelta del programma pesa più della scelta del singolo istituto.
I più diffusi sono il curricolo britannico e il Baccalaureato Internazionale. Il primo è organizzato per tappe progressive e punta molto sulle capacità di analisi. Il secondo ha un’impostazione interdisciplinare. Ci sono poi scuole con programma americano, francese e cinese.
Per un ragazzo italiano la domanda pratica è: cosa succede se fra qualche anno la famiglia rientra? Il passaggio da un percorso straniero a una scuola italiana richiede una valutazione degli studi svolti all’estero. Chi pensa a una permanenza di pochi anni fa bene a informarsi su questo prima di iscrivere i figli, non dopo, scegliendo un programma che renda il rientro meno complicato.
La lingua è l’altro nodo. Nei curricoli britannico, americano e internazionale si studia in inglese. Un bambino di sei anni si adatta in fretta; un ragazzo di quindici che arriva con un inglese scolastico può avere bisogno di un periodo di sostegno, che conviene organizzare già nei mesi che precedono la partenza.
Quanto costa
Le rette annuali variano moltissimo. Si va da poche migliaia di dirham a diverse decine di migliaia, a seconda della scuola, del programma e dell’anno frequentato. A queste cifre si aggiungono materiali e trasporto. Molte scuole applicano riduzioni per le famiglie con più figli iscritti.
Per una famiglia italiana è la voce che più cambia il bilancio del trasferimento. Chi arriva con un contratto di lavoro dipendente ha interesse a verificare se il pacchetto prevede un contributo per l’istruzione dei figli. Chi si trasferisce per avviare un’attività in proprio deve invece mettere la retta nel conto fin dall’inizio, moltiplicata per il numero di figli e per gli anni di permanenza previsti.
Una panoramica ordinata di tipi di scuola, curricoli e costi per chi arriva dall’Italia si trova sul portale Trasferisciti a Dubai, che dedica una pagina proprio al sistema scolastico dell’emirato.
Il percorso dall’infanzia all’università
La struttura è quella che ci si aspetta: scuola dell’infanzia, primaria, secondaria. I centri per la prima infanzia sono una realtà a parte, molto diffusa, e accolgono i bambini prima dell’ingresso a scuola: solo quest’anno ne hanno aperti diciassette, con oltre 1.700 posti in più.
Dopo il diploma molti studenti restano. Negli ultimi tre anni a Dubai hanno aperto undici nuove istituzioni universitarie e le iscrizioni all’istruzione superiore sono aumentate del 29%, secondo gli stessi dati diffusi dalla KHDA a inizio anno scolastico.
Prima di partire
Il calendario va preparato a ritroso. Le scuole più richieste hanno posti limitati e le famiglie che si muovono all’ultimo momento rischiano di trovare solo gli istituti meno ambiti, o di dover rinviare l’inserimento dei figli di qualche mese.
Conviene quindi partire dai giudizi pubblicati dalla KHDA, restringere il campo a poche scuole con il programma scelto e poi chiedere direttamente alle segreterie disponibilità, test d’ingresso e documenti richiesti. Se la scuola chiede le pagelle tradotte in inglese, sapere in anticipo quale formato accetta evita di pagare due volte traduzioni e timbri.



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