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SCUOLA
MEDIA STATALE DI GATTINARA
RICERCA
METODOLOGICO DISCIPLINARE "L'analisi del testo in un percorso triennale"
Premessa: Tutti
noi insegnanti siamo consapevoli: 1. che i nostri allievi imparano, al di là dell'interesse intrinseco della disciplina che insegniamo, al di là delle attitudini individuali, solo se motivati all'apprendimento
2.
che,
soprattutto nella scuola di base, dobbiamo dare ai ragazzi gli strumenti per
comprendere, per fare, per diventare protagonisti attivi
3.
che
per motivare, dobbiamo noi stessi "coltivare" le nostre motivazioni,
il nostro piacere di insegnare. L'iniziativa
di formazione promossa dal Provveditorato agli Studi di Vercelli, nell'anno
scolastico 1998/99, sulla "Didattica Breve", ha stimolato, all'interno della
nostra scuola, un dibattito, ci ha portato a riflettere
sull'efficacia dei processi di apprendimento che abitualmente attiviamo, sul concetto di motivazione e a studiare strategie.
Per accendere la motivazione di uno studente bisogna fornirgli
informazioni che siano il più possibili pertinenti. Dove per "pertinenti"
si intende che siano funzionali
ed adeguati agli schemi di pensiero, allo sviluppo e alla capacità di
apprendimento dell’alunno.
[1]
Quando le conoscenze proposte dalla scuola possono essere
considerate "pertinenti" per gli studenti? Non
quando facciamo leva sulla pertinenza
"esogena", che non deriva dal desiderio di ampliare le proprie
conoscenze, ma da un obbligo esterno, il desiderio di ottenere un "premio" o
di evitare una "punizione". In tale situazione la motivazione viene
meno ogni volta che si presenta qualche attività più pertinente, anche solo
chiacchierare con il vicino di banco…. Sul piano educativo, questo approccio
da "gendarme" non favorisce lo sviluppo critico, abitua l'individuo
a fare le cose che gli sono imposte dall'esterno, ad accontentarsi, educa alla
dipendenza e al conformismo e non all'autonomia, alla libertà e alla
creatività. Quindi il punto di forza di un percorso vincente è la pertinenza
"endogena", che attiva motivazioni a livello metacognitivo (attese, immagine di sé,
spinta psicologica al successo o all'insuccesso), parte dalla
considerazione che gli adolescenti vivono
quel faticoso periodo in cui la loro personalità è in formazione e perciò
hanno bisogno di essere apprezzati, valorizzati ai loro occhi e a quelli dei
coetanei. In
quest'ottica l'allievo è motivato da tutte quelle attività e da quei
comportamenti che lo valorizzano ed è demotivato da attività e comportamenti
che diminuiscono la stima in sé e quella che i compagni hanno di lui. Dunque,
programmare "motivazione", programmare attività capaci di creare
capacità , interesse… vuol
dire:
Le insegnanti di lettere si sono impegnate nella programmazione di un percorso triennale, che insegni al ragazzo a "possedere" il testo per studiare, comprendere la realtà, parlare, scrivere..... In tale percorso assumerà un ruolo fondamentale il riassunto, visto come "luogo" di focalizzazione del testo e punto di partenza per ampliamenti, generalizzazioni, uso delle informazioni in altri contesti.
La
pianificazione del progetto
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