BAZZONI VIAGGIATORE
|
Bazzoni non è stato solo un romanziere. Infatti, durante le mie ricerche è emerso un aspetto sinora inesplorato della sua produzione letteraria, le prose odeporiche. Tali scritti, sia pure quantitativamente inferiori rispetto ai romanzi, sono di gran qualità, e mostrano come l’autore raggiungesse in questo settore un alto livello letterario. Si riscontra nel nostro autore una gran passione per i viaggi, e quindi per le stesure di memorie di viaggio. A tal proposito occorre sottolineare la necessità, avvertita da lui come cogente, di tradurre sempre i luoghi, le persone, le emozioni scaturite da questi incontri, in parole e immagini, termine che non mi pare improprio, in quanto lo scrittore conferisce al proprio dettato una particolare forza iconica. Nell’esperienza umana del Bazzoni si riscontra poi una dicotomia tra l’anelito al lungo viaggio, fuori dei confini europei, e l’impossibilità concreta di compierlo. Infatti, negli anni giovanili, lo scrittore si limitò a visitare le zone nei pressi di Milano, e poté compiere viaggi solo in Europa, che non riuscirono a soddisfarlo del tutto. Bazzoni cercava sempre nel viaggio il tratto dell’avventura, quasi animata da un’estetica del rischio, trovandolo, almeno in parte, negli anni Venti, con i suoi ripetuti viaggi sulle Alpi. A parte questi diari “alpini”, tra cui emerge Venendo da Lucerna, in questo contesto merita un rapido cenno Da Napoli a Procida. |