|
riferimenti
teorici
analisi
del compito della ricerca
piste
di ricerca possibili
Gli
studi sull’apprendimento evidenziano che in
campo scolastico
esso deve essere interattivo
(in situazione di scambio sociale), situato
(cioè posto in un contesto ben connotato da
segni culturali), costruttivo (il soggetto
partecipa attivamente) e strategico
( cioè legato alla capacità di controllare i
processi). Le prospettive offerte dalle tecnologie
consentono alla scuola di utilizzare in queste
prospettive i nuovi linguaggi multimediali. Il
visivo e il non verbale ( emisfero destro, secondo
le neuroscienze) usati contemporaneamente al
verbale consentono
l’approccio a più stili cognitivi . La
multimedialità permette di superare la logica
sequenziale dei testi scritti poiché consente la
reticolarità, che lascia a chi fruisce di un
ipermedia la scelta delle proprie strategie di
perlustrazione e di utilizzo dei canali visivo,
sonoro, scritto, ecc.,
rendendo così più individualizzata la
costruzione dei significati.
·
Numerosi studiosi hanno analizzato
l’influenza degli strumenti tecnologici sulle
capacità di conoscere ed in particolare sul fatto
che si attivano, con il loro uso, momenti
metacognitivi.
·
Clotilde Pontecorvo ha individuato come i
cambiamenti prodotti dall’introduzione delle
tecnologie determinino “trasformazioni cognitive
e sociali” che mutano l’apprendimento in
“apprendistato cognitivo”. Si nota un
aumento di comunicazione e di interazione tra i
soggetti con la macchina e tra di loro : a livello
sociale le attività connesse all’uso delle
tecnologie favoriscono forme di collaborazione
cognitiva : la “co-costruzione”.
·
In campo linguistico l’accento si pone
sull’importanza della prospettiva comunicativa e
l’uso didattico che si potrebbe fare di
strumenti quali e-mail, video-conferenze, chat,
ecc ha riportato alla memoria la prassi didattica
di Freinet.
·
Il
Consiglio d’Europa
approntando, per quanto concerne le lingue
straniere, il
Quadro Europeo comune di Riferimento, ha descritto
gli apprendimenti necessari nella realtà europea
attuale, individuando come scopo principale
l’uso attivo della lingua per comunicare.
In
Italia la sperimentazione del Progetto Lingue 2000
ha individuato quale finalità il raggiungimento
di competenze pragmatico-comunicative e tra i suoi
assi portanti ha indicato
lo sviluppo delle competenze comunicative
di ricezione, interazione e produzione
nell’orale e nello scritto , da
perseguire con un uso “ diffuso
delle risorse tecnologiche e multimediali”.
Analisi
del compito di ricerca
L’esperienza
ha dimostrato come l’uso delle TIC sia positivo
perchè:
-crea
motivazione ( per la novità, per la possibilità
di essere inseriti in un contesto di lavoro, di
apprendimento e di informazione reale e spesso
immediata autentica,
per la possibilità da parte di tutti gli alunni di collaborare secondo le
proprie competenze,… )
-favorisce
l’individualizzazione dei ritmi e della scelta
dei canali mediatici, quindi anche dello stile
cognitivo
-permette
contemporaneamente l’uso di canali differenti
-richiede
e stimola interazione e interattività
-consente
di alternare fasi di lavoro individuale e di
gruppo.
Alcuni
dei rischi individuati sono:
-lo
zapping da una videata ad un’altra
-la
velocità di navigazione e la curiosità di
proseguire talvolta ostacolano la riflessione ( ad
esempio quando si fanno esercizi di associazione,
completamento o altro, seguiti da un messaggio di
correzione)
-l’uso
del copia-incolla senza vero sforzo di sintesi e
rielaborazione
I
docenti individuano nella gestione delle attività
alcuni problemi diffusi:
-le
scuole posseggono strumenti tecnologici, ma non è
sempre possibile accedervi nel momento in cui se
ne ha necessità
-il
piccolo gruppo davanti ad un solo computer limita
l’uso contemporaneo da parte di tutti di mouse,
tastiera e cuffia
-l’ascolto
tramite altoparlanti crea disturbo tra i
differenti gruppi
inoltre
-
attualmente non è facile trovare sul mercato un
prodotto multimediale realmente interattivo da
poter utilizzare costantemente in classe ( in
particolare per quanto riguarda le abilità di
produzione ed interazione orale)
-
i prodotti in commercio si integrano solo
parzialmente con i materiali abitualmente in uso
in classe
perciò
-
l’inserimento di attività con l’uso di
tecnologie deve articolarsi in modo tale da
diventare un valore aggiunto non solo per la
motivazione o l’apprendimento tecnologico, ma
anche per gli apprendimenti linguistici
quindi
ogni
docente ricercatore
.
analizzerà il proprio contesto di lavoro
.
appronterà un percorso d’uso delle TIC
finalizzato a consentire agli alunni lo
sviluppo di capacità comunicative ( per quali
obiettivi, con quali modalità, in che tempi,
dove, con quali supporti?)
.
osserverà
l’apporto delle TIC a livello disciplinare,
metacognitivo e relazionale.
Piste di ricerca possibili
Gli
interrogativi di fondo sugli aspetti
problematizzanti, determinati dall’uso delle
TIC, possono portare ad
ipotesi di osservazione (ricercazione)
su alcune nuove attività che prevedono
l’impiego di
supporti tecnologici
per obiettivi specifici ( l’uso dell’
e-mail, utilizzo di CD-rom per recupero/rinforzo,
navigazione in internet per la documentazione, uso
della videoscrittura, uso di software
specifici,….. ).
In
tal modo assumeranno significato più specifico
domande riguardanti il modo di calibrare le
attività in relazione al contesto delle classi
e dei segmenti scolari come:
·
Quali cambiamenti nel ruolo del docente
e nella sua progettazione sono determinati
dall’introduzione delle TIC?
·
Quali cambiamenti nella gestione della
classe?
·
Quali cambiamenti nelle relazioni tra
alunni?
·
Quali TIC per quali attività?
·
Quali TIC in base all’età degli alunni?
·
Quali percorsi curricolari di inserimento
delle TIC ?
·
Come uscire progressivamente dall’uso
finalizzato temporaneo delle TIC ed integrarle
sistematicamente nel progetto educativo ?
|