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C’era una volta, tanto tempo fa un paese felice con tanta luce, con quasi sempre il sole: insomma là era estate tutto l’anno. I bambini giocavano per le strade e nei prati fino a tarda sera e quando andavano a letto erano sempre molto stanchi e felici per cui si addormentavano immediatamente dormendo come sassi facendo dei sogni belli per tutta la breve notte. Ma un brutto giorno arrivarono in quel paese 3 stregoni : il primo si chiamava “Ventone gelidone”, il secondo “Nebbione nuvolone” e il terzo più terribile di tutti chiamato“Vampiro brutto sogno”. I tre stregoni misero in atto immediatamente il loro terribile piano: incominciò a girare per il paese in lungo e in largo lanciando a piene mani i suoi sortilegi Ventone gelidone: soffiò con tutto il suo fiato sulle strade e sulle case e le ghiacciò , poi arrivò Nebbione nuvolone che avvolse il paese nelle sue reti malefiche fatte di bruma e di umidità. La gente spaventata si rifugiò dentro in casa e nessuno più aveva il coraggio di uscire, i bambini non potevano certo correre più fuori nei prati e nelle strade e alla sera andavano a dormire controvoglia e di malumore. Ed ecco che arrivò il terribile Vampiro brutto sogno a portare la paura nelle notti di quei bambini: non c’era una notte in cui non si facesse un brutto sogno, le mamme e i papà non sapevano più cosa fare, non servivano più né decotti né camomille, ne peluches o ninnananne, le notti erano ormai lunghe e piene di incubi. Finché una notte un bambino di nome Alberto fece Il Sogno Più Brutto che c’è: sognò di una strega che scriveva TI UCCIDO!!! con sangue colante su di una parete della sua cameretta , subito dopo la malefica si mise a balla re sul letto del bambino il valzer in compagnia di un mostro sghignazzante che ad ogni giro gettava nell’aria scorpioni velenosi che cadevano tutti tra i capelli del povero Alberto , poi il mostro uccideva la mamma e il papà che a loro volta diventavano mostri sghignazzanti che ballavano come dei matti in tutta la casa. Il bambino si svegliò di soprassalto urlando BASTA!!! E DECISE CHE BISOGNAVA FARE QUALCHE COSA.. Alberto sapeva che sul monte Luce viveva un mago di nome Arcobaleno, certamente l’avrebbe aiutato e, senza pensarci tanto, salutò papà, mamma, gli amici e partì. Camminò e camminò ma il giorno durava poco e fu subito notte, Alberto aveva paura ma vide un albero cavo e pensò di rifugiarsi dentro. Mentre era lì sentì una vocina gentile che lo chiamava per nome e poi vide un piccolo folletto colorato con un lumicino acceso che gli disse: -ciao , io sono un folletto colorino mi chiamo azzurro, sono un figlio di mago Arcobaleno se vuoi io e i miei fratellini ti possiamo aiutare. Subito spuntarono altri folletti e accompagnarono Alberto con la loro lanterna fino su alla casa di Mago Arcobaleno. Mago Arcobaleno accolse gentilmente il bambino, ascoltò la triste storia poi disse: io ti posso aiutare ecco ti regalo questa polvere colorata, mettila in questo lanternino, anche i miei figlioli verranno con te e ricorda quando vedrai dei pericoli o delle strane figure apparire chiudi gli occhi tutto sparirà. Quando sarai quasi arrivato a casa fermati sul poggio che guarda l’intera città: tutti insieme aprirete le vostre lanterne e il maleficio scomparirà! Detto questo si salutarono e Alberto partì in compagnia dei suoi nuovi amici. Dopo aver fatto un po’ di strada ecco che videro danzare davanti a loro uno strano fazzolettino parlante che diceva con voce strana: aprite le vostre lampade, sono lo straccio antipolvere le devo lucidare!! Subito tutti chiusero gli occhi e lo straccio sparì: era un sortilegio degli stregoni! Trovarono anche delle streghe camuffate in radici, pietre rotolanti o cose simili, ma tutte le volte che chiudevano gli occhi spariva tutto. Finalmente arrivarono al poggio: tutti insieme contarono 1, 2 3 e aprirono contemporaneamente le lanterne quella polvere magica si trasformo in bianchi fiocchi di neve che subito dopo divennero di ogni colore. Quella neve colorata cadde sulla città: la gente stupita uscì di casa prima timorosa poi sempre più sorridente e poi felice si mise a ballare, nel vedere questo spettacolo gli stregoni si arrabbiarono tantissimo fino a che scoppiarono in mille scintille che presto si trasformarono in un mucchietto di cenere, ma nessuno se ne accorse perché ormai tutti erano intenti a festeggiare Alberto e i folletti Colorini. Ora in quel paese è ritornata la felicità non è più sempre estate, questo no di certo, ma gli abitanti sanno che il freddo e il buio possono essere rallegrati da quella strana neve di tutti colori donata da Mago Arcobaleno: i coriandoli. E i brutti sogni? Non se ne fanno più ma se per caso succede i bambini si svegliano e guardano sul comodino: accanto a loro brilla la lanterna dono dei Folletti colorini, i figli di Mago Arcobaleno.
Il gruppo azzurro e la maestra Silvia Fiaberia, gennaio 2007 MODULO 1 : Computer e didattica
TEMATICA:. Fare didattica con la videoscrittura.
ATTIVITÀ : Scrivere e pubblicare storie.
DIARIO DI BORDO
Questa attività è stata eseguita nel laboratorio di “FIABERIA” della Scuola infanzia di Varallo con un gruppo di bambini dell’ultimo anno e l’insegnante specializzata del laboratorio stesso.
Pubblicazione di:
per la realizzazione del cartellone i bambini hanno:
l’insegnante ha: · digitato i testi con programma Word · salvato i file e stampato
per la realizzazione del minilibretto i bambini hanno: · ascoltato il testo letto dall’insegnante · scansionato i disegni realizzati dall’illustratrice · usato WordArt · stampato il file
l’insegnante ha:
· copiato e incollato i testi e le immagini · salvato i file
per la pubblicazione della brochure i bambini hanno: · inserito i disegni nei riquadri giusti · stampato il file l’insegnante ha: · copiato e incollato il testo nella brochure
I libretti sono stati stampati in due versioni una a colori da donare alla biblioteca e uno con le immagini in bianco e nero: ogni bambino ha poi colorato il proprio libro.
Riflessioni sull’attività
I bambini hanno partecipato con entusiasmo a questo tipo di attività, il lavoro al computer è stato un po’ faticoso in quanto tutti volevano partecipare nel medesimo momento. I bambini sono stati stimolati ad apprendere più velocemente il codice scritto per poter digitarlo e stampare.
Difficoltà incontrate
Molteplici sono state le difficoltà in quanto nella scuola infanzia vi è un solo pc ( anche piuttosto obsoleto) che spesso va in tilt e l’insegnante ha dovuto sostituirlo con il suo portatile purtroppo con uno schermo non molto grande. I bambini dunque hanno dovuto pazientare parecchio per aspettare il proprio turno nell’operare con la macchina.
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