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Dal PECUP nazionale al PECUP d’ IstitutoUna novità della Riforma consisteva nell’avere formulato un documento basilare che doveva sorreggere tutta l’attività formativa ed educativa della Scuola: il Profilo educativo, culturale e professionale dello studente alla fine del primo ciclo di istruzione (6-14 anni) (All. D al D.L. 19 febbraio 2004, n. 59). Il punto nodale di tutto il documento riguardava l’obiettivo finale, che non concerneva unicamente il contenuto culturale che la Scuola doveva fornire, quanto piuttosto l’armonico compenetrarsi tra le conoscenze disciplinari ed interdisciplinari (il sapere) e le abilità operative (il fare), maturate in competenze apprese ed esercitate nel sistema formale (la Scuola), non formale (le altre istituzioni) e informale (la vita sociale nel suo complesso). La Riforma ha introdotto così a tutti i livelli un rovesciamento delle finalità primarie del sistema educativo: al centro del suo agire c’è una operazione complessa, finalizzata all’accompagnamento del discente attraverso tappe educative (Conoscenza di sé, Relazione con gli altri, Orientamento) fino al raggiungimento di una prima già strutturata coscienza sociale e civile.
Il
PECUP guarda alla costruzione del cittadino, inteso come persona
che, conoscendo se stessa e le sue capacità, acquisendo e sintetizzando
conoscenze di base di tipo culturale, sappia affrontare con coscienza i
compiti che la Costituzione gli affiderà in quanto membro di una comunità.
Non guarda alla costruzione del sapiente, inteso invece come
colui-che-sa-tutto, ma che, per ottenere questo, può-deve astrarsi dal
mondo che lo circonda... Da qui la necessità di modulare le vecchie indicazioni nazionali in una sintesi che accompagni gli studenti di questo territorio, a vivere dapprima questa loro realtà (quella più vicina a loro e quella che loro sperimentano tutti i giorni), fornendo loro anche degli strumenti per affrontare la realtà sociale, civile e culturale dello Stato in cui vivono e dell’Europa, di cui essi sono chiamati ad essere cittadini...
Le tappe della formazione Sul piano dell’articolazione delle tappe formative rimane inalterata la divisione in Scuola dell’Infanzia, Scuola Primaria e Scuola Secondaria di 1° grado. La novità della diversa articolazione interna del Primo ciclo di Formazione che prevede l’anticipazione ai due anni e mezzo per la frequenza della prima tappa del processo formativo nella Scuola dell’Infanzia e l’articolazione in un anno e due bienni nella Scuola Primaria e in un bienno più un anno finale nella Scuola Secondaria per ora sono rimaste inalterate e come tali vengono recepite. Questo tipo di razionalizzazione dell’ordinamento temporale permette di agire con continuità in un’ottica di sviluppo senza soluzione di continuità, attraverso momenti di lavoro biennali, che possono favorire il dispiegamento coerente e continuo degli interventi formativi.
Gli Obiettivi Generali del Processo FormativoL’articolazione degli obiettivi generali del processo formativo specifici per ordine di Scuola verrà fissato nella sezione dedicata ai singoli ordini di scuola. Qui, invece, si vuole sintetizzare il percorso di formazione, al fine di rendere più unitario il cammino che i discenti dovranno percorrere per raggiungere l’obiettivo finale. Si sono scelti i titoli degli obiettivi specifici della Scuola Secondaria di 1° Grado, perché essi articolano con migliore chiarezza tutte le tappe del processo formativo.
.La Scuola si propone come luogo che promuove l’educazione integrale della persona, attraverso un alto grado di coinvolgimento e di attivazione delle risorse dei singoli. .. Negli anni passati l’attenzione alla persona nella sua integralità è stata punto di partenza formativa di tutti gli ordini di scuola, nella gradualità degli interventi. La Scuola dell’Infanzia si proponeva e si propone come un ambiente educativo di esperienze concrete, che concorrono all’iniziale maturazione dell’identità personale (coscienza di sé, autostima, equilibrio), che dovrà consolidarsi nella Scuola Primaria attraverso lo sviluppo dell’autonomia e della responsabilità. La Scuola Secondaria deve diventare poi il luogo in cui si apprende radicando le conoscenze sull’esperienza, che viene valorizzata e via via integrata, per giungere all’acquisizione di linguaggi ed abilità attraverso l’autoregolazione degli apprendimenti, l’autorinforzo cognitivo e di personalità, l’esercizio della responsabilità intellettuale, morale e sociale, della creatività e del gusto.
L'’Istituto
accompagna e guida i discenti lungo un percorso che, partendo dalle prime
esperienze condotte in forme pressoché spontanee, li conduce dapprima a
sviluppare abilità e competenze, quindi a trasformare quanto appreso in
conoscenza strutturata e formale, sino ad approdare ad una riflessione sul
mondo come scenario in cui assume significato il proprio agire. ..
Orientarsi significa costruire il proprio percorso di vita e progettare le
scelte migliori, conoscendo le proprie capacità. Perciò obiettivo
irrinunciabile del processo formativo è l’acquisizione da parte
dell’alunno della capacità di elaborare, esprimere ed argomentare
consapevolmente un’ipotesi circa il proprio futuro esistenziale, sociale e
professionale, collegando organicamente ogni scelta al percorso scolastico
e formativo precedente, superato ed arricchito via via da una sempre più
realistica progettualità.
Intenzione è quella di accompagnare gradualmente il bambino ad una globale maturazione del sé, fino alla soglia dell’adolescenza. Già a partire dalla Scuola dell’Infanzia la maturazione personale viene proposta come maturazione integrale di tutti gli aspetti della persona. Arrivando alla Scuola Primaria, i fanciulli continuano questa maturazione e la rafforzano attraverso l’espressione corporea, avvalorata da tutte le altre dimensioni della persona. Attraverso una graduale riflessione critica, che parte ancora dall’esperienza, arricchisce la sua visione del mondo e della vita integrandola nella sua personalità; tale maturazione va orientata verso la cura e il miglioramento del sé e della realtà in cui vive. Il fanciullo giunge poi alla Scuola Secondaria da preadolescente, portandosi dentro molti interrogativi sulla propria identità. Gli adulti che lo circondano, a partire dai genitori e dalla famiglia, devono considerare seriamente ogni aspetto, rendendosi responsabili di una corretta educazione affettiva e sessuale...
Condizioni di fondamentale importanza che fanno sì che il processo di
apprendimento del discente sia efficace sono due: la motivazione e
il bisogno di significato. Partendo da una situazione motivante e vicina
alla realtà del bambino,seguendo l’interesse dello stesso che, guida, con
le sue conoscenze e le sue curiosità l’iter dell’attività proposta.
Durante la Scuola Primaria e la Scuola Secondaria si trovano in
queste due condizioni la spinta necessaria per un apprendimento più
motivato, che segua le reali esigenze di ciascuno, che lo aiuti a crescere
personalmente, lo responsabilizzi e non si limiti ad autoreferenziarlo.
L’Istituto si propone quindi di attivare proposte didattiche, laboratori,
progetti e, dove occorra, percorsi individualizzati che abbiano un senso
per gli allievi e forniscano loro le preliminari capacità di dare senso a
ciò che fanno e a ciò che diventeranno.
“La migliore prevenzione è l’educazione”.
Educare significa accompagnare il discente alla conquista della capacità
di pensarsi e, quindi, di comprendersi per quello che è, e di pensare agli
altri, in un continuo confronto. Fin da piccoli i bambini devono essere
accompagnati nella riflessione sulla diversità, dapprima di genere
(maschi-femmine), quindi di gruppo (io-gli altri), infine nella
riflessione sulla diversità di cultura e di svantaggio psico-fisico. La
diversità dovrà essere presentata come ricchezza, come confronto continuo
per imparare-educare anche gli altri coetanei. E ciò ha tanto più valore
quando la consapevolezza della diversità si accentua, rischiando di
generare azioni di esclusione non solo di tipo culturale, ma anche di tipo
sociale.
Il rapporto educativo con i vari soggetti della Scuola rimane alla base di un sereno e costante cammino di maturazione della persona. In particolare il rapporto tra docente e discente, che è quello maggiormente sentito dagli studenti, deve essere curato in maniera specifica, traducendosi in una vera e propria relazione educativa. La relazione educativa, pur nel rispetto e nel riconoscimento dei ruoli e delle funzioni, coinvolge direttamente i due soggetti in una mutua interdipendenza che non è puramente orientata verso il solo dare (dare regole, dare informazioni), ma li deve proiettare su di un piano diverso, quello del rapporto personale di fiducia. L’educatore-insegnante diventa nello stesso tempo figura dell’Istituzione, testimone di modelli di vita positivi e tramite per la relazione tra la Scuola e la società. Proporre un modello di relazione di questo tipo impegna gli insegnanti fin dalla Scuola dell’Infanzia, quando l’insegnante è percepito come l’adulto-estraneo, che si sostituisce alla figura centrale dei genitori e della famiglia, alla Scuola Primaria, dove l’insegnante accompagna l’alunno nella formazione di una idea di insegnante veramente educatore, al quale ci si rivolge per risolvere non solo i problemi scolastici, ma anche per imparare a dialogare con il mondo degli adulti, in un’ottica di conquista dell’autonomia. Ancora di più la relazione educativa nella Scuola Secondaria deve consolidarsi in quanto, molto spesso, le inquietudini del preadolescente, desideroso di autonomia, tendono a scontrarsi con una figura percepita come estranea ed opprimente, perché rigida, come rigida inizia ad essere considerata l’Istituzione L’articolazione schematica degli Obiettivi FormativiL’Istituto
Comprensivo si propone il perseguimento di quattro
finalità, diverse solo nella gradualità, che fanno capo a quattro aree
estrapolabili dagli OGPF, a loro volta ispirate alle tre componenti
specifiche classiche della persona (corpo, mente, spirito): ¨ Area formativo-relazionale ¨ Area dello sviluppo cognitivo-culturale ¨ Area dello sviluppo dell’autonomia sociale
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