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La mappa dei bisogni
La valutazione della realtà socio-relazionale, culturale e formativa
dell’utenza effettuata nel corso degli anni dai docenti di ogni ordine di
scuola, ha permesso di individuare con chiarezza ed unanimità alcuni
bisogni “primari”, legati alla realtà territoriale, quali:
FAVORIRE L’INTEGRAZIONE;
PREVENIRE E SUPERARE IL DISAGIO;
SVILUPPARE LA
MATURAZIONE INDIVIDUALE;
VALORIZZARE LE ECCELLENZE.
Questi bisogni necessitano di interventi mirati.
Benché le classi del nostro Istituto Comprensivo siano
prevalentemente costituite da alunni italiani, da alcuni anni, a causa del
flusso migratorio, il numero degli alunni extra-comunitari è divenuto
gradualmente più consistente e quindi tale da richiedere un immediato
intervento di alfabetizzazione e di integrazione culturale.
Nel contempo, non meno ponderante è
divenuta la presenza di alunni in condizioni di svantaggio, la cui
richiesta di attenzione e di interventi individualizzati va fronteggiata
con tempestività e competenza.
Il disagio, altro fenomeno complesso e
multifattoriale presente, sul quale influiscono il tipo e la qualità degli
incontri e delle relazioni intersoggettive che una persona affronta, sta
lentamente attenuandosi pur essendo da non sottovalutare.
I soggetti che a vario titolo
vengono ritenuti potenziali costruttori di benessere/malessere sono:
l’istituzione scolastica, gli insegnanti, gli alunni, la famiglia, il
gruppo dei pari.
La mappa del disagio scolastico

E’ così possibile ricostruire una mappa del disagio scolastico, presente
nel nostro Istituto Comprensivo, la cui origine può essere esterna al
soggetto:
a.
famiglia:
svantaggio socio-culturale (basso livello di istruzione,condizione
economica disagiata,
condizione abitativa non favorevole);
b.
scuola:
strutture (insufficienza di spazi didattici, mancanza di attrezzature), metodologie (stile di
insegnamento tradizionale o
prevalentemente trasmissivo), relazioni (scarsa competenza
relazionale e
considerazione dell’alunno non sempre adeguata);
c.
contesto sociale:
cultura (adeguamento a modelli culturali effimeri quali la produttività,
il
consumismo, l’indifferenza civica), devianza (cultura del rischio e
della sfida).
Esistono anche alcuni aspetti del disagio di origine interna al soggetto:
a.
caratteristiche psicologiche
(bassa o eccessiva autostima, scarsa motivazione, immaturità dell’io);
b.
scarso livello di conoscenze
(povertà di contenuti cognitivi, di informazioni immagazzinate, carenti
strutture cognitive, inadeguati processi cognitivi, stile di apprendimento
poco funzionale)
c.
apatia
(mancanza di curiosità e di interessi, debole capacità di affermarsi in
relazione a persone,
cose, idee, chiusura in se stessi);
d.
difficoltà emozionali
(iperemotività, ansia).
Le manifestazioni più ricorrenti del disagio nella nostra scuola possono
essere così sintetizzate:
*
difficoltà di apprendimento
*
deficit motivazionale
*
difficoltà relazionali
*
difficoltà di accettare regole e di riconoscere ruoli
*
aggressività di tipo fisico o verbale rivolta a persone e strutture
*
iperattività
*
incapacità di portare a termine compiti o esperimenti comuni
*
iperimpulsività
*
passaggio repentino da un interesse all’altro
*
incapacità di concentrazione
*
ricerca continua di “altro”
Le
linee guida per l’a.s. 2007-2008
Un mondo nuovo, un mondo da
cambiare: la sostenibilità della Scuola

Poiché, nel momento in cui il bambino o il ragazzo, fa il suo ingresso a
scuola può presentare dei comportamenti problematici, le cui conseguenze
si ripercuotono inevitabilmente sul percorso di apprendimento, la Scuola
deve mettere a punto interventi mirati e congiunti a quelli della famiglia
e prevenire o rimuovere tempestivamente il disagio utilizzando risorse
interne o cercando collaborazioni con enti territoriali e personale
qualificato. Il nostro Istituto Comprensivo consapevole che uno degli
obiettivi prioritari è quello di incentivare la personale motivazione
all’apprendere e vivere consapevolmente nella società contemporanea, ha
definito:
*
un’organizzazione del tempo scuola tale da promuovere nell’utenza la
valorizzazione delle potenzialità e delle competenze, la possibilità di
ampliamento e arricchimento, di recupero e di sostegno della maturazione
individuale;
* un’
attenzione particolare alla prevenzione del disagio relazionale, sociale e
di apprendimento che parta dall’inizio del processo di scolarizzazione e
attraverso lo scambio, la comunicazione e attività in verticale accompagni
i soggetti disagiati lungo tutto il percorso educativo.
La
“prevenzione”, pratica intesa come costruzione e attuazione di un sistema
educativo e didattico centrato sulla persona nella sua interezza,
perseguita negli anni precedenti, diventa il motivo guida dominante ad
esaltare il nesso indissolubile esistente tra ambiente, salute e persona.
Lo slogan scelto per questo POF vuole alludere alla capacità che
ciascun ragazzo ha di diventare il protagonista delle sue scelte di
cambiamento, un cambiamento che prima investe lui come persona, poi si
allarga al contesto sociale, fino a toccare i temi importanti della
sostenibilità e dell’ambiente.
Proprio allargando il tema della sostenibilità dal terreno ambientale a
quello sociale e personale si possono portare alla luce i punti nevralgici
su cui sia possibile elaborare un piano di azione educativo e formativo a
tutto tondo. Non si tratta unicamente di parafrasare la metodologia e il
lessico “ambientalista” per giustificare azioni educative, quanto
piuttosto di giocare sul tema modulando attività sempre più interconnesse.
Accanto al tema della sostenibilità e della sua divulgazione come momento
importante della Educazione alla cittadinanza, anche il tema della
sostenibilità motivazionale e personale si può sviscerare per raggiungere
l’obiettivo prioritario di vincere le remore che bloccano lo sviluppo
armonico della persona in quegli studenti demotivati per retaggio
culturale o sociale o per carenze motivazionali. Così se per la
sostenibilità l’educazione al risparmio energetico e la ricerca di fonti
di energia alternative diventa importante a causa del venir meno delle
fonti non rinnovabili, altrettanto vero è che, di fronte a problemi di
insuccesso scolastico, la ricerca di “energie alternative” personali può
diventare il tema importante per far crescere e maturare i ragazzi che
stanno esaurendo o hanno già esaurito tutto il loro bagaglio di risorse
personali positive.
Non basteranno quindi le consuete attività di sensibilizzazione alle
tematiche con collegamenti disciplinari, ma una presa di coscienza
maggiore su metodi e prospettive diverse per far raggiungere a tutti un
corredo significativo di esperienze, tale da portare ciascuno ad
affrontare la complessità del mondo di oggi.
Ogni alunno è portatore di potenzialità a volte inespresse che la Scuola
può anche non scoprire, tutta tesa a guardare al raggiungimento di
obiettivi minimi di apprendimento, quando invece anche chi sembra aver
perduto ogni risorsa possibile porta sempre dentro di sè energie
valorizzabili e capaci a volte di “cambiare il mondo” per farlo veramente
“nuovo”.
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