Finalità educative

                                 

 

“La migliore prevenzione è l’educazione”.
 Educare significa accompagnare il discente alla conquista della capacità di pensarsi e, quindi, di comprendersi per quello che è, e di pensare agli altri, in un continuo confronto. Fin da piccoli i bambini devono essere accompagnati nella riflessione sulla diversità, dapprima di genere (maschi-femmine), quindi di gruppo (io-gli altri), infine nella riflessione sulla diversità di cultura e di svantaggio psico-fisico.
 La diversità dovrà essere presentata come ricchezza, come confronto continuo per imparare-educare anche gli altri coetanei. E ciò ha tanto più valore quando la consapevolezza della diversità si accentua, rischiando di generare azioni di esclusione non solo di tipo culturale, ma anche di tipo sociale.

Nella nostra realtà, la Scuola dell’Infanzia è riuscita a costruirsi una forte identità, riconosciuta sempre di più dalla società territoriale.

Essa costituisce un contesto educativo dove: 
    si definisce la maturazione dell’identità;

    si favorisce l’autonomia;

     si stimolano intenzionalmente le competenze.

Gli Obiettivi Generali del Processo Formativo


  Promuovere nell’alunno la maturazione di una identità intesa come personalità individuale

  Promuovere nell’alunno la maturazione di una corretta relazionalità sociale.

  Promuovere nell’alunno il raggiungimento delle competenze attraverso lo sviluppo delle capacità, l’apprendimento e  l’utilizzo delle conoscenze e
    delle abilità acquisite.

  Promuovere nell’alunno la consapevolezza del proprio ruolo come cittadino.

 


  

STRATEGIE E METODOLOGIE DIDATTICHE
 

 

 La metodologia della scuola dell'Infanzia prevede come connotati essenziali:

   
   La valorizzazione del gioco

   L’esplorazione e la ricerca

   La vita di relazione

   La mediazione didattica

   L’osservazione, la progettazione e la verifica

   La documentazione.


 

 

Le insegnanti saranno attente a:


    proporre giochi collettivi
   coinvolgere e responsabilizzare il bambino nell’organizzazione della vita di gruppo
   favorire la conversazione e sollecitare la partecipazione di tutti
   organizzare gli spazi scuola in modo flessibile favorendo attività a piccoli gruppi.


 

Le linee metodologiche più idonee richiedono un insegnante che:

 
    sia disponibile alle concezioni che i bambini esprimono ed ai modi della loro formulazione dia spazio alle loro domande
        ed eviti di dare risposte premature e preconfezionate

   sappia stimolare individualmente e collettivamente processi di ricerca, di osservazione, di sperimentazione, di
       discussione

   valorizzi il pensare con la propria testa

   non penalizzi l’errore che, come espressione del proprio punto di vista, promuove il senso critico ed è occasione
      di autocorrezione.
 

 


Verifica e valutazione


La valutazione si articola in:


    
  momento iniziale dove si evidenzia il quadro delle capacità con cui ogni bambino entra nella scuola (problematiche,
         potenzialità, interessi e inclinazioni);


    
momento in itinere che consente di modificare ed individualizzare le proposte educative e i  percorsi di apprendimento;

     momento finale per la verifica degli esiti formativi, della qualità dell’attività educativa e  didattica e del significato globale
        dell’esperienza scolastica.

 
 
 Nel Portfolio verranno inseriti :
 
   
le osservazioni, le verifiche e le valutazioni del bambino;

    
la registrazione degli stili di relazione e di apprendimento;

   
la scheda di ingresso compilata dai genitori;

    
verbali condivisi con altri specialisti che eventualmente si occupano del bambino;

    
materiale prodotto dal bambini, disegni, schede, lavori più significati in accordo anche con le insegnanti nella Scuola
          Primaria.

 

 

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