Indirizzi programmatici

 

 

 DOPO LA RIFORMA: LA STRATEGIA EDUCATIVA DELL’ISTITUTO COMPRENSIVO NELL’ANNO DI PASSAGGIO

 

Gli orientamenti del Ministero sulla cosiddetta Riforma Moratti considerano questo nuovo anno scolastico un anno di riflessione e di passaggio verso una nuova meta, in parte lasciando integro il dettato della legge 28 marzo 2003, n. 53, ma mettendo in luce i limiti che essa presenta al suo interno, in parte indicando la legislazione precedente come orizzonte normativo all’interno del quale muoversi in attesa di chiarimenti e messe a punto. Un confronto fra le scelte operate dalla normativa sulla Riforma, i nuovi orientamenti ministeriali e la filosofia di base dei documenti programmatici elaborati dall’Istituto comprensivo, ha confermato l’impressione che scelte educative, attività didattiche e orientamenti formativi possono ancora essere considerati validi in questo anno scolastico, in quanto rappresentano la tradizionale riflessione del nostro istituto. L’idea di Scuola quale esce da questa dialettica, non può che essere coerentemente mirata ad accogliere l’eredità recente per adeguarla alle esigenze delle nuove disposizioni.

 

  La crescita e la valorizzazione della persona umana

Uno degli assi portanti della Riforma era il mettere al centro del processo formativo e di apprendimento lo studente. Nulla a tal proposito sembra mutato nei nuovi orientamenti ministeriali: è una scelta naturale che comporta una metodologia di osservazione e di analisi particolarmente attenta, in quanto ogni singolo studente deve essere valutato per quello che è, per quello che è in grado di apportare significativamente alla progressione globale del gruppo nel quale è inserito. Nell’ultima stesura del POF già si era insistito sulla necessità della personalizzazione del cammino formativo. Il cammino formativo deve quindi tenere conto delle reali possibilità di ciascun studente e a livello di progettazione formativo-didattica, valorizzare quanto ogni parte del tutto-gruppo può apportare per la crescita personale e comune.


  Il rispetto dei ritmi dell’età evolutiva

La verticalizzazione dell’Istituto, compiuta a partire dall’a.s. 2000-2001, realizza la continuità educativa tra Scuola dell’Infanzia, Scuola Primaria e Scuola Secondaria con modalità, procedure, tempi e articolazioni meditate e seguite nel tempo. La verticalizzazione è certamente una ricchezza, perché favorisce l’interscambio di informazioni, il coordinamento degli obiettivi formativi, la pianificazione delle conoscenze disciplinari in un arco di almeno dieci anni. Questo monitoraggio su lungo periodo permette una maggiore incidenza formativa sul bambino-ragazzo-preadolescente, che viene inserito in un continuum armonico tale da evitare i salti tra ordini di scuola diversi.


 

Il rispetto delle differenze e dell’identità di ciascuno

 

La presenza sempre più numerosa di cittadini extracomunitari nei paesi che ospitano i diversi plessi dell’Istituto ha da sempre imposto una particolare attenzione della comunità educante verso questa realtà, che si è dovuta imporre naturalmente – si potrebbe dire – alla sensibilità di docenti, famiglie, comunità sociale e amministrazioni pubbliche. La Scuola ha perciò operato ed opera per inserire questi ragazzi all’interno della propria struttura che, proprio per aver sempre avuto come fine l’educazione alla tolleranza e all’integrazione, risulta lo strumento di mediazione migliore tra gli studenti, le loro famiglie e la società civile. La presenza di studenti diversamente abili ha poi arricchito ulteriormente l’immagine della nostra Scuola come luogo-spazio di sperimentazione all’accettazione della diversità, intesa come ricchezza e non come problema.

  Il rispetto delle scelte educative della famiglia e la loro condivisione con la Scuola

Se, in qualsiasi discorso educativo, si considera centrale il valore della persona (studente= soggetto della propria attività formativa), la Scuola non può esimersi dal cercare anche e soprattutto il rapporto con le famiglie, un rapporto che si instauri a livello non tanto e non solo di scambio di informazioni, quanto piuttosto come momento di confronto e di proposta nell’elaborazione di un percorso educativo, che inizi a casa e continui senza soluzioni di continuità a Scuola. Pertanto le modalità dei rapporti con le famiglie dovranno contemplare sia i consueti strumenti quali i colloqui individuali e generali, le assemblee di classe o di Istituto, sia nuove forme di cooperazione che dovranno essere attentamente valutate.
Il Patto formativo, stipulato tra docenti e alunni, docenti e docenti, scuola e territorio, famiglie e scuola, dovrà essere condiviso da ogni componente della relazione formativa, che si farà carico di intervenire attivamente con osservazioni e proposte in ordine alla specificità dell’Istituzione in cui esso diverrà operativo. E’ impensabile oggi che, in una comunità civile piccola come le realtà dei comuni che fanno parte dell’Istituto Comprensivo, l’intero tessuto sociale non si preoccupi di formare nei luoghi deputati i propri cittadini, senza un Patto chiaro e coerente che si allarghi dalla famiglia alla Società, attraverso la Scuola.


 Il principio dell’autonomia delle istituzioni scolastiche

 

Principio fondante dell’identità della Scuola, il principio dell’autonomia prevede l’assunzione in primo piano da parte delle singole istituzioni scolastiche, delle scelte formative, delle modalità di attuazione delle stesse e delle indicazioni normative generali.
Per realizzare serenamente questo principio è imprescindibile la necessità di creare o di mantenere uno staff educativo-amministrativo, che sia in grado di attuare – nei modi e nelle forme adeguate – l’idea di Scuola che ha elaborato. Per questo motivo, la formazione e l’aggiornamento costante del personale docente e del personale amministrativo, tecnico e dei collaboratori scolastici diventa il punto centrale per rispondere a questa sfida.
La prima risposta a tale esigenza viene dall’impegno autonomo dei singoli, che si evidenzia in un positivo atteggiamento di autoformazione rispetto alle esigenze emergenti. La motivazione personale, la disponibilità al cambiamento e la collaborazione reciproca tra tutto il personale della Scuola sono gli elementi imprescindibili per far funzionare “autonomamente” la Scuola.
È un circolo virtuoso che si realizza attraverso un impegno alla frequenza di corsi di aggiornamento, le cui tematiche nascono all’interno dei bisogni emersi durante il lavoro quotidiano, e alla frequenza di corsi di formazione proposti dalle diverse istituzioni territoriali, che meglio si prestano a rispondere ai bisogni di conoscenza e di aggiornamento professionale.



 

 L’Istituto Comprensivo come “Centro territoriale di promozione culturale e formativa”

La declinazione di questi cinque principi dovrebbe portare alla realizzazione di una realtà di Scuola non più rinchiusa in se stessa, ma aperta al dialogo con il territorio in cui vive e di cui è parte integrante e, nel senso dell’educazione e della formazione, preponderante; una Scuola che, all’interno della realtà territoriale della Bassa Valsesia, diventi un vero e proprio Centro di promozione culturale e formativa.
L’Istituto comprensivo intende in ultima analisi proporsi come agenzia promotrice di cultura, formazione ed istruzione nei confronti dell’intero tessuto sociale; lo impone innanzi tutto la frammentazione delle iniziative sui fronti della proposta culturale e la carenza di attività volte all’integrazione linguistica e culturale della significativa presenza di comunità di immigrati extracomunitari.
La Scuola così, diversificando e articolando la sua offerta, si pone come obiettivo primario l’interazione con le altre agenzie educative, spaziando negli ambiti maggiormente penalizzati dalle risorse territoriali, non nell’ottica della supplenza, ma nell’ottica della promozione partecipata di momenti di riflessione culturale i più ampi e condivisi possibile.

Lo slogan Una Scuola per tutti,  assunto come espressione della finalità ultima di tutto l’operato dell’Istituto, racchiude proprio lo spirito animatore della duplice funzione in cui si sente coinvolta: 

  • attraverso l’attività formativo-didattica, intende fornire a tutti i suoi studenti ed a ciascuno la propria identità culturale e sociale, uguale nei fondamenti, diversificata nelle potenzialità al fine di educare cittadini capaci di affrontare le sfide di una società sempre più complessa come la nostra;
     

  • attraverso le varie opportunità formative integrative e le relazioni con il territorio, vuole offrire a tutti e ad ognuno l’opportuntà di recuperare il valore e il senso della propria identità culturale, nel proficuo scambio con culture e realtà diverse che non devono-non possono rimanere estranee, ma devono con-vivere in un’armonia sociale, difficile da raggiungere, ma non per questo irraggiungibile.