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Abbazia di San Fruttuoso
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Camogli (GE)
Tel. e Fax
0185 772703
FAI - Settore Scuola-Educazione Viale Coni Zugna, 5 - 20144 Milano
tel 02
46761584/85 (ore 9.00/14.00) - fax 02 48193631
E-mail:scuola@fondoambiente.it
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Tra Camogli e
Portofino, in una profonda insenatura della costa del promontorio
di Portofino, affacciata su uno specchio di mare protetto, sorge
la celebre Abbazia di San Fruttuoso, che la natura e la storia
hanno reso un luogo assolutamente unico. Dapprima covo di pirati,
poi luogo di preghiera, dal XIII secolo la sua storia si lega
definitivamente con quella dei Principi Doria. Si possono visitare
la chiesa con l’antica torre nolare, il monastero benedettino del
X-XIII secolo col chiostro su due livelli, le tombe e la torre dei
Doria. Anche la natura del Monte, con la caratteristica
vegetazione mediterranea, può essere oggetto di studio.
Il complesso di San Fruttuoso
–
visita guidata
per la scuola primaria e secondaria di I e II grado.Durata:
1 ora e 30’.
Un'Abbazia e il suo giardino
– la scoperta della storia e dell’architettura dell’Abbazia
di San Fruttuoso integrata dalla conoscenza degli aspetti botanici
e naturalistici del Monte di Portofino. La visita al complesso di
San Fruttuoso inizia a Camogli, per l’osservazione guidata del
paesaggio del Monte di Portofino; continua con la scoperta della
storia, dell’architettura e dell’arte dell’Abbazia, e lo studio
degli insediamenti a San Fruttuoso dal 1000 ai giorni nostri. Il
pomeriggio è dedicato allo studio degli aspetti naturalistici e
botanici del Monte di Portofino.
Visitattiva
per scuola primaria e secondaria di I e II grado.
Durata: 6 ore, compatibilmente con gli orari dei battelli.N.B.
In caso di mare mosso, e quindi di impossibilità a raggiungere via
mare San Fruttuoso, le classi che hanno prenotato la
visitattiva
vengono accolte a Camogli per un itinerario alternativo.
Caruggi, case, porti –
alla scoperta del
borgo marinaro di Camogli e della casa-museo di Lavagna.
Percorso tematico
per scuola primaria e secondaria di I e II grado.
Durata: 6 ore.
In viaggio verso San Fruttuoso tra natura e arte
– percorso a piedi da San Rocco a Punta Chiappa alla scoperta di
ambiente, vita e storia del Monte di Portofino; in battello fino a
San Fruttuoso ( da prenotare) per visitare la millenaria Abbazia.
Percorso tematico
per scuola primaria e secondaria di I e II grado.
Durata: 7 ore.
In aggiunta alla visita guidata o visitattiva,
visita alla Torre dei Doria.
Spazio pic nic per le classi che scelgono la
visitattiva.
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Acquario di Cattolica
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Parco Le Navi
P.le delle Nazioni, 1/A - 47841 - Cattolica (RN)
Tel 0541/837.1 - Fax 0541/83.13.50
Per prenotare o per richiedere informazioni potete contattare il
nostro
ufficio
prenotazioni:
tel. 0541- 8371 / 0541 – 837910 / 0541 – 837907
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Il
Dipartimento Didattico–Culturale dell’Acquario di Cattolica
fornisce al mondo scolastico il supporto per osservare e studiare
il mare nel miglior modo possibile, per educare, in modo
divertente ed innovativo, al corretto comportamento ed alla
consapevolezza dell’eccezionale risorsa che esso rappresenta. A
tutte le scuole del territorio vengono proposte una serie di
attività didattiche sviluppate attraverso esperienze interessanti
e divertenti, fornendo delle chiavi di lettura che permettano ad
ogni singolo studente di esprimere curiosità ed interesse.
Il Dipartimento Didattico propone percorsi differenziati per
ordini di scuola e per età, che saranno realizzati nel periodo di
bassa stagione (Novembre – Marzo).
I
laboratori sono:
Il
mare e i suoi amici
(scuole materne, I - II elementare)
Una storia coinvolgente seguendo le avventure di un Pesce Balestra
e dei suoi amici. Una passeggiata all’Acquario alla scoperta dei
protagonisti di questa favola. Un’esperienza diretta e tattile con
tutte quelle forme di vita marine che abitano davanti la nostra
costa.
A
caccia di energia
(dalla III elementare alla I media)
Cosa e come mangiare dipende da molti fattori. Anni di evoluzione
e adattamenti hanno portato gli esseri viventi a differenziare le
loro abitudini alimentari. In mare, più che sulla terraferma, le
strategie alimentari sono maggiormente diversificate grazie al
fatto che in ambiente acquatico il cibo si può trovare sotto forme
diverse
I
suoni del Mare
(dalla IV elementare alla II media)
I pesci vivono in un modo totalmente diverso dal nostro,
utilizzando e sviluppando nuovi sensi a noi totalmente estranei,
come gli organi elettrici utilizzati per la localizzazione. In
ogni caso il tempo e la selezione naturale hanno dotato i pesci di
sensi efficaci per il loro particolare stile di vita. La
produzione di suoni per i pesci è legata alla comunicazione. Alla
scoperta di una meravigliosa area interattiva tutt’altro che
silenziosa.
Attenti allo squalo
(dalla IV elementare alla II media)
Gli squali, da sempre, hanno colpito negativamente la fantasia
degli uomini, suscitando paura e terrore. Oggi, però, queste
creature così strane ed interessanti, rischiano di estinguersi ed
è proprio l’uomo il principale responsabile di tutto questo.
Il
Mediterraneo, la culla delle civiltà
(dalla IV elementare alla II media)
Il progetto sottolinea l’importanza del Mediterraneo come mezzo di
comunicazione, teatro e spettatore di tante vicende, che hanno
portato l’uomo e genti diverse ad incontrarsi in un vero crogiuolo
di anime e pensieri. Un’esperienza unica che avvicinerà i ragazzi
allo studio dell’archeologia con attività di scavo e di recupero.
Le
vite diverse
(dalla V elementare alla III media)
Nessun altro ambiente come il mare riesce a trasmettere con
altrettante emozioni l’impressione di ricchezza e di vitalità
tipiche del mondo marino. Un viaggio alla scoperta della
biodiversità attraverso l’osservazione di organismi ed ambienti.
I
segreti della riproduzione
(dalla V elementare alla III media)
La riproduzione, considerata come il processo più importante in
natura, regola la vita su questo pianeta. Ogni animale, pianta o
microrganismo lotta da sempre per generare discendenti e per dare
loro le migliori possibilità di sopravvivenza.
Per ogni
laboratorio si può scegliere una delle seguenti opzioni:
·
Progetto di 8 ore
di cui 2 ore svolte a scuola e 6 ore al parco (4 ore nei
laboratori e 2 ore nell’Acquario).
Costo
€ 200 a classe
·
Progetto di 6 ore
di cui 2 ore svolte a scuola e 4 ore al parco (2 ore nei
laboratori e 2 ore nell’Acquario).
Costo
€ 170 a classe
·
Progetto di 4 ore
di cui 2 ore svolte nel laboratorio e 2 ore all’interno
dell’Acquario.
Costo
€ 120 a classe
N.B.
Si identifica per classe un numero di studenti non superiore a 30
Le prime due opzioni sono dedicate principalmente alle scuole
della Provincia di Rimini che per la relativa vicinanza possono
svolgere il pacchetto in più appuntamenti.
Le attività
all’Acquario si svolgeranno dal Lunedì al Venerdì dalle 9,30 alle
13,30 e dalle 14.30 alle 18.30.
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Acquario di Genova |
Genova
tel.
010 2345 666
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Il
percorso dell’Acquario è molto ampio, si
sviluppa su due piani sulla Grande Nave Blu espositiva con
circa 600 differenti specie acquatiche nelle loro ambientazioni.
Foche, delfini, pinguini, squali, pesci di tutte le forme e
colori, accompagnano i visitatori lungo il percorso e, oltre alla
laguna corallina e alla foresta malgascia
con i coccodrilli e i camaleonti c’è la Grande Scogliera
Mediterranea che darà la possibilità a visitatori di conoscere e
toccare alcuni degli animali più comuni delle nostre coste. Durata
del percorso circa 2 ore 1/2.
Il Dipartimento Didattica
propone attività complementari alla visita;le metodologie e gli
strumenti utilizzati, diversificati per le diverse fasce
scolastiche, favoriscono l'osservazione, l'interazione, il
confronto e la discussione. Gli incontri con il personale
specializzato permettono l’approfondimento delle conoscenze ed
aiutano a sviluppare una “coscienza ambientale”.Si
tengono lungo il percorso espositivo, dove
vengono utilizzate solo le vasche rappresentative per
l’analisi delle tematiche proposte, o nella tranquillità di
laboratori attrezzati con strumenti difficilmente reperibili a
scuola.
Nel corso di tali incontri viene
privilegiato il metodo di indagine rispetto alla trasmissione di
nozioni scientifiche: ai fini didattici è più importante per gli
studenti porsi la domanda nella maniera corretta piuttosto che
dare la risposta giusta.
A tutti gli alunni verranno consegnate
schede didattiche di lavoro, relative alle attività prenotate
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Armeria Reale |
Torino
011543889
0115184358 |
Voluta da Carlo
Alberto al fine di raccogliere le armi appartenenti
ai Savoia, grazie ai nuovi acquisti
essa si arricchì a tal punto nel corso degli anni da diventare una
delle più importanti d’Europa. collezioni
di armi ed armature da combattimento e da parata, forgiate dai più
esperti armaioli italiani ed europei, trovano posto accanto a
raffinate armi provenienti dall’Asia e a quelle medievali. Degni
di nota sono, per il loro realismo, gli ottocenteschi cavalli
in legno.
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Basilica di
Superga |
Torino
Tel.
0118980083 |
Situata
sull’omonima collina, fu voluta da
Vittorio Emanuele II per un voto fatto in occasione
dell’assedio del 1706 . Al suo interno vi sono dipinti preziosi e
una statua in legno della vergine .
Nella cripta sono conservati i sepolcri dei reali sabaudi e dei
numerosi principi.Essa è anche
tristemente nota per la tragica fine della squadra del Torino che
vi perì a causa di un incidente aereo.
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Biblioteca Civica “F.Centa”
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Varallo
Tel.
016351677
Fax 0163
564086 |
È
tra i più importanti enti culturali
valsesiani . Il nucleo più
antico dei suoi fondi librari proviene dal convento di
Santa Maria delle Grazie.Nel 1915 con
il legato disposto da Marietta
Farinone, vedova
Centa, fu istituita la Biblioteca Civica e trovò
collocazione nel suo palazzo,
successivamente fu trasferita nel palazzo
Racchetti.
Negli ultimi anni si è arricchita della biblioteca
Mittino, Cognasso
e Durio, che comprende prevalentemente
pubblicazioni di interesse
valsesiano
Attualmente
sono presenti circa 60.000 volumi,testate di periodici di cui
parecchi antichi, manoscritti, fotografie, stampe e disegni.
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Biella
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Tel.8008101800
info@atl.biella.it
www.atl.biella.it |
La città si trova ai piedi delle Alpi
biellesi, al confluire delle acque del Cervo, dell'Oropa
e dell'Elvo.
é
famosa nel mondo per le produzioni tessili laniere.In
questa città vi sono un gran numero di siti di
archeologia industriale, fra questi la Città dell’Arte- la
Fondazione Pistoletto, l'Università delle Idee
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Bielmonte |
Numero Verde
800-012022.
Telefono e fax:
+39-015-756.129
www.prolocotrivero@tiscali.it |
Bielmonte
è il cuore dell'Oasi Zegna.
Geograficamente è la località più ad alta
quota (m 1.500 circa); si affaccia a balconata sulla
Pianura Padana, godendo così di una perfetta esposizione al sole.
In passato era il luogo degli alpeggi. Ermenegildo
Zegna, legato alla sua terra e
impegnato nel progetto di tutela del territorio, riconobbe in
Bielmonte un'interessante area adatta
allo sviluppo naturalistico e turistico. Si adoperò anche affinché
venissero mantenuti attivi gli alpeggi
rimasti.
Bielmonte in inverno è il parco della
neve, un perfetto connubio tra natura, sport e divertimenti. Oltre
che un'attrezzata stazione sciistica, propone gite con le
racchette da neve, in compagnia dalle guide naturalistiche, oppure
sulle slitte trainate dai cani nordici.
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Borgo di
Antagnod
e
borghi vicini |
APT Monte Rosa
Tel.
0125306335
Champoluc
012
5307113 |
Circondata dalle cime del Monte Rosa che
superano i 4000 m, e lambita da imponenti ghiacciai, l'alta
valle d'Ayas ha la forma di un largo
anfiteatro aperto verso sud, che va a chiudersi a nord in uno
stretto e boscoso vallone, sopra il paese di
Champoluc. Nella conca di
Ayas sono distribuiti ben 35 villaggi,
pittoreschi e antichissimi, dalle case addossate le une alle altre
e costruite nel tipico stile walser,
ossia con la base in muratura e la parte superiore in tronchi che
poggia su colonnine a fungo (parte in legno e parte in pietra),
mentre il tetto è ricoperto di lastre d'ardesia: i cosiddetti
rascard.
A parte Champoluc, che è diventata una
notissima stazione sciistica, Saint-Jacques,
nel cuore del Canton
des Allemands,
e Lignod, l'unico vero centro è
Antagnod, sede del comune e
della parrocchia da quasi mille anni.L'antico
nucleo, per il quale è programmato un
intervento di recupero gode - come Champoluc
- di una vista strepitosa sul Monte Rosa. Oltre che per i numerosi
rascard, i tetti con le lastre di
pietra, la casa del castellano con la torre scalare, dove
risiedeva il rappresentante dei signori di
Challant, Antagnod si fa
ammirare per la chiesa millenaria, ricostruita una prima volta sul
finire del XV sec. e radicalmente
trasformata nel XIX .La parrocchiale conserva all'interno un
grandioso altare maggiore barocco che da solo vale il viaggio sin
qui. Si tratta di una delle più importanti opere d'arte della
Valle d'Aosta, realizzata da artisti
valsesiani tra il 1708 e il 1713, in legno intagliato,
dipinto e dorato. Nella chiesa si conservano altri due altari di
legno risalenti al '600, un reliquiario
a cassetta in argento del 1471, una croce astile in argento
sbalzato della fine del sec. XV e alcune tavole dipinte intorno al
1500.
A Magnéaz (1700 m) si trovano alcune
case e rascard che portano sugli
architravi date che vanno dal 1500 al 1700.La
chiesetta attuale consiste in un presbiterio del
'400 con un'aggiunta del '700, stessa epoca degli altari
scolpiti in legno.
Un altro splendido villaggio walser
che sorge a 1893 m è Frantse, dove
fino al 1960 esisteva la scuola elementare; ora si sta
trasformando in centro turistico grazie al vicino comprensorio
sciistico del Crest. Qui vi sono
alcuni tra i più bei rascard della
valle, con date intorno al 1700, sempre accostate al monogramma di
Cristo.
A Champlan (1620 m), poco sopra la
moderna Champoluc (che pure ha un
vecchio borgo interessante, ignorato dai turisti: vedere casa
Duc), si notano alcuni
rascard di
epoca compresa tra 1500 e 1700. A
Magnéchoulaz e a Pilaz sono più
frequenti le costruzioni miste in pietra e legno, con finestre a
goccia e date sulle travi che risalgono fino al 1589.
Lasciato il grappolo di case di Frachey
(1614 m) in 15 minuti si sale a Saint-Jacques
(m 1689), piccola "capitale" dei Walser
d'Ayas, da cui partono le mulattiere
per raggiungere alcuni rifugi. Attorno alla chiesetta e alla
rettoria si raccolgono le case del
vecchio borgo. Uno dei rascard più
belli della valle si trova poco oltre, in località
Blanchard.
Il giro dei borghi d'alta quota parte dai villaggi di
Résy (2072 m) e di
Cuneaz (2032 m), anche questi fino
ai primi dell'800 abitati tutto l'anno.
Cuneaz al suo interno aveva la
cappella e un forno comunitario, ancora visibile.
Mandriou
(1828 m) ha alcuni rascard di rara
bellezza e una graziosa cappella. Anche
nell'hameau di
Mascognaz (1830 m) vi sono testimonianze storiche:
rascard settecenteschi, una cappella
dalla facciata dipinta, una porta ad arco murata e datata 1651.
All'inizio del secolo scorso fu luogo di villeggiatura estiva di
letterati e artisti.
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Borgo di
Castellaro Lagusello |
Monzambano
(Mantova)
Tel.
037 6800502
www.tuttomonzambano.it |
Il
borgo fortificato di Castellaro che si
specchia nel suo laghetto a forma di cuore, è un bellissimo
'anfiteatro morenico gardesano. Vi troviamo le antiche mura
guelfe, la pavimentazione in pietre di fiume, i sassi a vista
della canonica e delle case: come di quella
avvolta dai rampicanti, di fronte a villa
Arrighi-Tacoli rimasta intatta dal
Duecento.
Si entra nel piccolo borgo dal lato settentrionale attraverso
un'ampia porta che era dotata fino al Settecento di un ponte
levatoio. Un'alta torre quadrata, detta dell'orologio, sovrasta la
porta a sua protezione. Subito s'incontra, inoltrandosi fra le
rustiche case, la chiesa barocca dedicata a S. Nicola in cui è
custodita una Madonna in legno del
Quattrocento. Attraverso i vicoletti
laterali si giunge alla piazzetta terminale su cui si affaccia
l'ottocentesca villa Arrighi (oggi
proprietà dei conti Tacoli e
visitabile solo su richiesta), che
ingloba un fortilizio padronale con mura di cinta a merli guelfi e
bifore, dalle quali si gode una bella vista sul lago e la campagna
circostante. La villa è la trasformazione del preesistente
castello feudale e incorpora la chiesetta gentilizia di S.
Giuseppe che, ultimata nel 1737, conserva alcuni dipinti del
Seicento. La chiesa si apre sull'esterno, sulla piazzetta dalla
quale si accede allo specchio d'acqua
scendendo una breve scalinata. Le barche di legno ormeggiate
vicino alla riva aggiungono incanto all'idillio di questo luogo.
Mirabile è anche la visione da sud del borgo, che abbraccia la
cinta muraria risalente all'XI secolo
(coeva all'antico castello e un tempo scandita da nove torri), il
laghetto ornato di canne palustri e la rigogliosa natura intorno.
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Borgo di
Grazzano Visconti |
Pro Loco di
Grazzano Visconti
tel.
.0523/870997
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Grazzano Visconti
è una «città d'arte» del piacentino: dal 1986 nel piccolo
borgo si continuano, dopo secoli, la lavorazione del legno, del
ferro e della ceramica. Abbelliscono Grazzano,
oltre al castello, la Corte Vecchia (esempio
di architettura rurale), il monastero (di costruzione
anteriore all'anno 1000), il palazzo dell'Istituzione e l'albergo
del Biscione. Le case di
Grazzano, poi, recano affreschi sulle
pareti esterne: tutti sono opera di
Giuseppe Visconti, autore anche dei disegni dei costumi
grazzanesi e altre decorazioni.
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Butterfly ARC
Non solo una gita... |
Montegrotto Terme
(PD)
via
scavi 21/bis
Tel:049.7933456
www.butterflyarc.it
La vista all’orto
botanico è soggetta alle decisioni e alle
disponibilità
dell’Università di Padova
.
I gruppi interessati alla vista guidata debbono prima
contattare
l’Orto Botanico (indirizzo via Orto Botanico, 15 - 35123 Padova
Tel.
0498272119
- Fax 0498272120
- E-mail:
ortobotanico@unipd.it ) e prenotare
gli spazi (n.ro persone, giorno, ora) e poi contattare la
Butterfly Arc
allo
0498910189
o via email
info@butterflyarc.it per lezioni e percorsi guidati.
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A
Montegrotto Terme Butterfly Arc ha realizzato un percorso museale
che comprende due aspetti: la Casa delle Farfalle e il
Bosco delle Fate.
-La Casa delle Farfalle di Montegrotto Terme
costituisce uno dei più importanti centri museali viventi ed è il
centro di iniziative di portata mondiale e la sede della
progettazione e ideazione delle Casa delle Farfalle Italiane più
importanti come quella di
Milano Marittima in Emilia Romagna,
del grande centro museale di Bordano in Friuli Venezia Giulia e
l’esperienza di Monsteserra in Sicilia. Nella “Casa
delle Farfalle”
ci sono dei bellissimi giardini esotici dove giornalmente si
nutrono sui fiori e si riproducono, oltre 400 tra le più belle
farfalle del mondo.I giardini con le farfalle tropicali sono tre:
Amazzonico
o
neotropicale,
Afro-tropicale
e
Indo-australiano.
All’interno della “Casa
delle Farfalle”
si possono vedere tutti gli stadi di sviluppo delle farfalle:
uovo, bruco, crisalide e farfalla.Si possono osservare le
differenze tra le farfalle diurne e le notturne, dette “falene”.Il
visitatore può imparare e incontrare dal vivo alcuni tra gli
esempi più significativi di colorazioni e trucchi adottati per la
sopravvivenza,
- II Bosco delle
Fate, oltre che una presentazione divertente di antiche
leggende è anche un’occasione per risalire la storia e
immedesimarsi nelle paure e nelle passioni di chi ci ha preceduto.
Inoltre, e il modo più semplice per avvicinarsi alla natura, come
hanno fatto i nostri avi: dandole un’anima. Quando si entra nel
Bosco delle Fate – a partire dall’Amanita Muscaria per finire con
le betulle che chiudono il percorso – ogni specie vegetale e
affiancata da una favola, da un evento religioso che porta ogni
albero a essere non uno fra i tanti nel bosco, ma il nocciolo, il
sambuco, il frassino, e ci si ricorderà di essi anche in virtù
della storia associata.Il parco è popolato da molte forma di vita
piante e animali, che nell’interazione con la cultura umana hanno
contribuito a comporre l’immagine di molti esseri fattati. Tra
questi le caprette, i conigli, vari uccelli e le tartarughe.
Altri itinerari :
-.
Scavi romani e murales..
Durata : circa 1 ora
La
visita guidata per questo itinerario, prende il via da
un’osservazione generica dei luoghi che circondano gli Scavi
romani, quindi un’analisi del territorio con spiegazione della
geologia dei Colli, per arrivare a capire come si è generato il
fenomeno della termalità.
In seguito si affronterà la storia a partire dalla presenza
paleoveneta a Montegrotto, cercando di percepire nella
toponomastica anche il successivo influsso romano, per arrivare
fino ai nostri giorni spiegando come ancora oggi sono fondamentali
le Terme.
Si concluderà l’itinerario con l’osservazione di alcuni Murales,
fra i più grandi in Europa, interessanti in quanto riassumenti
l’essenza di Montegrotto (storia e caratteristiche principali
della città). Tutta la spiegazione sarà adattata all’età, alle
conoscenze e alle esigenze degli utenti, e sarà concordata con chi
ha richiesto la visita guidata (insegnante, capogruppo,
responsabile..).
- Un giorno con l' uomo di Neardenthal.Durata: circa
1 ora e 30min.
Il percorso si articola sui seguenti temi :
- Come fu scoperto il
primo uomo di Neardenthal
- Quando è vissuto
- Come collocarlo rispetto alle glacazioni
- Perchè lo studiamo
- Esperienze
- Il Parco di Villa Draghi.
A Ovest del Monte Ceva spicca il Monte Alto, alla cui base si erge
Villa Draghi. La costruzione, del 1700, fu di proprietà di varie
famiglie, dall’ultima delle quali ha ereditato il bizzarro nome.
Attorno alla Villa restano le vestigia di quello che fu l’antico
giardino nobiliare dov’è ancora possibile rinvenire piante
insolite per quel tipo di ambiente. Tra queste risaltano il bambù,
il cipresso, il nespolo e l’olivastro. Una delle attrattive
principali rimane la grande quercia, un centenario gigante che
sembra sorreggere il cielo con i suoi rami. Parte dell’antico
giardino è invaso da una pianta importata dall’America all’inizio
del l 800, la quale, date le sue doti di robustezza e scarse
esigenze nei confronti del clima e del terreno, si è diffusa
rapidamente in tutto l’areale dei colli.
- L’ Orto Botanico dell’ Università di Padova.
L’Orto
botanico di Padova è stato inserito dall’Unesco, nel 1997, fra i
patrimoni dell’umanità. Si può infatti dire che è l’Orto Botanico
più antico del mondo, in quanto fondato nel 1545 dal medico
naturalista Francesco Bonafede.L’Orto è diventato un supporto per
lo studio della botanica per l’Università di Padova, e centro di
introduzione di piante per l’Italia : patata, girasole, lillà,
agave, che furono per la prima volta coltivati all’interno delle
serre e poi esportate.Le tre principali funzioni dell’orto sono
gli studi medicinali, gli studi alimentari, l’identificazione di
specie rare o scomparse e loro reintroduzione nel territorio.
- A spasso col trenino " Puffetto ". Durata 45 mn circa..
Il Il
trenino “Puffetto”effettua un giro
circolare di circa un'ora tra: Mezzavia, viale Stazione, Zona
Scavi Romani, via Aureliana, ancora viale Stazione e poi si dirige
in via Manzoni e raggiunge, da quella parte, Villa Draghi,
passando davanti agli alberghi di fronte a Torre al Lago. Da Villa
Draghi raggiunge il Municipio e, percorrendo il corso Terme,
raggiunge la rotonda di Abano e poi torna indietro. Il viaggio,
sempre che ci sia posto, tra le altre, con lo stesso biglietto, si
può fare una sosta e tornare indietro, costa 1 euro per bambini
fino a 1,10 m di altezza e per gli over 65 anni residenti a
Montegrotto. Tutti gli altri pagano 2.5 Euro. Il trenino “gira”
dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 15.30 fino alle 19.30 e alla sera
solo nel periodo estivo, dalle 20.35 alle 24.00.I
gruppi che vistano la Butterfly Arc possono chiedere di prenotare
il trenino Puffetto tutto per loro.Questo servizio è disponibile
da marzo a ottobre e il giro dura circa 1 ora.
- Oasi di Monte Alto
Si trova a 5 km dalla Butterfly Arc di Montegrotto Terme, nel
comune di Torreglia.L'oasi comprende molte delle tipologie
vegetazionali e geologiche dei Colli Euganei e va dalla pianura a
oltre 200 metri di altezza.
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Casa Museo di
Rosazza |
Comune di
Rosazza
tel.
015-60.092
rosazza@ptb.provincia.biella.it |
La
Casa-Museo, cellula dell'Ecomuseo del
Biellese, si trova a
Rosazza, un pittoresco villaggio in
alta Valle Cervo, situato alle pendici del monte di
Valmosca, al termine della Panoramica
Zegna.
Il
museo è ospitato in un edificio settecentesco interamente
ristrutturato nella seconda metà del secolo scorso. Il percorso
espositivo si snoda attraverso 14 piccole stanze, distribuite su
cinque piani, ed è articolato per
ambienti di vita, per temi e categorie di argomenti che
rappresentano la realtà locale. La casa-museo è gestita
dall'associazione omonima all'interno della quale si sono
organizzate le "Valete an
gipoun", un gruppo di donne impegnato
nella valorizzazione del costume
femminile locale che spesso accoglie e accompagna i visitatori.
In una casa tipica nel centro del borgo è esposta la memoria della
Bürsch, l'antico nome della
comunità.
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Castelli della Val d’Aosta |
www.naturaosta.it |
In Valle d'Aosta
esistono circa 150 edifici medievali tra castelli, torri e case
forti. Alcuni di questi sono stupendamente conservati e
costituiscono esempi notevoli dell'architettura militare e
residenziale medioevale.
Attualmente
sono visitabili i castelli di Fénis,
Issogne, Verrès,
Ussel (Chatillon),
Sarriod de la Tour (Saint-Pierre),
Sarre, il
Castel Savoia di Gressoney
e, in estate, Cly (Saint-Denis)
Il castello di
Fénis è uno dei massimi esempi
dell'architettura militare e civile dei secoli XIV e XV. La
struttura, estremamente complessa, è il
risultato di successivi interventi, eseguiti principalmente dal
XIII al XV secolo. L'esterno del castello, dall'aspetto austero e
quasi repulsivo, è un'autentica summa delle tecniche difensive
dell'epoca: una doppia cortina di mura merlate, torri prismatiche
e cilindriche munite di caditoie e feritoie. L'interno, invece,
terminato all'inizio del '400, ha un
aspetto raffinato, quasi una residenza cortese, segno
dell'agiatezza e della cultura dei suoi inquilini. In particolare
gli affreschi del cortile e della cappella privata, realizzati
dalla bottega di Giacomo Jaquerio,
sono di altissimo valore artistico.
Tutto il complesso è disseminato di simboli: alcuni autori hanno
osservato come persino il percorso di
accesso alla dimora si possa leggere come un autentico viaggio
iniziatico.
Il castello di
Saint-Pierre, molto
suggestivo per la sua posizione, ospita
il Museo regionale di scienze naturali. Il castello
di Ussel
(Chatillon), primo esempio di castello
monoblocco in Valle d'Aosta, è invece sede di esposizioni annuali.
Il castello di
Sarre era stato scelto dal re
Vittorio Emanuele II come pied à terre per le sue battute
di caccia in Valle d'Aosta. E' stata residenza
dei Savoia fino all'8 settembre del '43. Conserva foto e
trofei, testimonianze dell'attività venatoria della corte sabauda.
Al piano superiore alcuni locali
conservano l'arredo di inizio '900.
Il castello di
Sarriod
de la Tour a Saint-Pierre,
riaperto al pubblico nel 2003, è un interessante e complesso
maniero, più volte trasformato ed ampliato nel corso dei secoli.
Attorno ad un antico donjon circondato
da una cinta muraria, si sono addossati nel tempo altri edifici e
torri a costituire un insieme molto suggestivo.
L'itinerario di visita comprende la cappella decorata da affreschi
duecenteschi, il viret (scala a
chiocciola) del '400 e la famosa
sala delle teste. Quest'ultima è
particolarmente interessante per le 171 mensole che sorreggono il
soffitto ligneo. Queste mensole, scolpite nel secondo quarto
del XV secolo, anticipano i temi e lo
stile degli stalli lignei della Cattedrale e di
Sant'Orso. Sono raffigurate figure
fantastiche o grottesche, talune alquanto licenziose, che
rappresentano uno splendido esempio
dell'iconografia tardo gotica.
Il parco del
castello Passerin d'Entrèves
a Chatillon ospita numerose piante
monumentali tra cui imponenti faggi
pluricentenari.
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Castello di Avio
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Sabbionara d’Avio (TRENTO)
tel e fax
0464/684453
FAI - Settore Scuola-Educazione Viale Coni Zugna, 5 - 20144 Milano
tel 02
46761584/85 (ore 9.00/14.00) - fax 02 48193631
E-mail:scuola@fondoambiente.it
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Il castello, uno
dei più affascinanti del Trentino, ancora apprezzabile nella sua
struttura medioevale, domina la Val Lagarina dalla sommità di un
colle, con il mastio dell’XI-XII secolo, l’ampia cinta difensiva,
le torri, il palazzo baronale del XIV secolo. All’interno
affreschi trecenteschi di carattere profano, famosi per il loro
valore documentario, decorano la Casa delle Guardie e la Stanza
dell’Amore nel mastio, ambedue del XIV secolo.
La storia e l’arte del Castello di Avio
–
visita guidata
per la scuola primaria e secondaria di I e II grado.
Durata:
1 ora.
Alla scoperta di un castello medioevale: il Castello di Avio
– gli studenti sono coinvolti in prima persona, con l’aiuto
di schede e lavorando in piccoli gruppi, nella scoperta e
conoscenza dell’organizzazione e della funzione degli spazi di un
castello medioevale, nonché della vita, usi e costumi dell’epoca.
Nella visita di una giornata intera (6 ore), laboratorio creativo
di costruzione di un libro per sistematizzare e rielaborare quanto
appreso.
Visitattiva
per
la scuola primaria e secondaria di I e II grado.Durata:
3 o 6 ore
Dame e cavalieri al castello
– i bambini, indossati veri e propri abiti di foggia medioevale,
esplorano gli ambienti interni ed esterni della fortificazione,
rivivendone la particolare atmosfera attraverso racconti e
cerimonie. Nella visita di una giornata intera (6 ore), torneo di
giochi medioevali.
Visita animata
in costume per rivivere la vita nel Medio Evo. Per la scuola
dell’infanzia e primaria.
Durata: 3 o 6 ore.
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Castello
della Manta |
PER
INFORMAZIONI: FAI - Castello della Manta. Manta
(Cuneo):
Tel.e Fax 0175/87822
faimanta@fondoambiente.it
FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano, Settore
Scuola Educazione, Viale Coni Zugna 5, 20144 Milano
Tel. 0246761584/5 – Fax 0248193631
www.faiscuola.it -
scuola@fondoambiente.it
|
Il Castello della Manta, situato sulle colline
del Cuneese, è stato donato al FAI, Fondo per l’Ambiente Italiano
dalla famiglia De Rege nel 1983. Da allora, dopo un accurato
restauro, è regolarmente aperto al pubblico.
La parte più antica risale al XIII secolo ed è stata incorporata
nelle successive costruzioni quattrocentesche ad opera dei Saluzzo
della Manta, signori del castello per lunghi secoli. L’immagine
attuale del castello è la tipica risultante della graduale
metamorfosi da fortilizio medioevale a signorile dimora,
impreziosita dai raffinati affreschi della Sala Baronale, gioiello
dell’arte gotica internazionale. In essa si possono ammirare la
sfilata degli “Eroi ed Eroine” dell’antichità, e l’affascinante
rappresentazione della “Fontana della Giovinezza”; l’ala
cinquecentesca è affrescata con decorazioni a “grottesca”. Si
possono visitare anche la sala da pranzo, la sala dei trofei, la
grande cucina, soffitte e cantine. Di particolare pregio
l’adiacente chiesa di Santa Maria al Castello di origine
quattrocentesca.
La visita guidata favorisce la conoscenza della storia, dell’arte
e delle trasformazioni del Castello della Manta.
Durata della visita: 1 ora e 30’.
Si può svolgere da febbraio a novembre, dal martedì al sabato.
Percorso
tematico : SCENE DI VITA IN UN CASTELLO
( conoscenza dell’architettura e delle vicende medioevali è
integrata dallo studio e dalla drammatizzazione delle attività,
abitudini, costumi e svaghi dell’epoca. )Programma
Il percorso tematico si prefigge di rendere l’incontro con il
castello medioevale affascinante e coinvolgente, attraverso
l’esplorazione, l’analisi e la riproduzione della storia e degli
stili di vita del XIV-XV secolo. Al mattino la classe divisa a
gruppi, sotto la guida di un animatore e col supporto di schede
predisposte, esplora gli ambienti del castello; successivamente
rielabora i risultati della ricerca per evidenziare gli usi e
costumi dell’epoca. Al pomeriggio sono previsti momenti di
drammatizzazione con dialoghi preparati per ricreare le Scene di
vita in un castello: ai ragazzi è chiesto di impersonare, col
supporto di oggetti ed elementi di costume, i personaggi che
vivevano e lavoravano nel castello così da far rivivere e meglio
apprezzare i diversi ruoli, funzioni e stili di vita.
E’ possibile, qualora la scuola o l’insegnante ne sia fornito,
riprendere le scene con una telecamera.
Percorso tematico : ABITI E STEMMI MEDIOEVALI
La classe, accompagnata da un animatore, visita al mattino il
Castello della Manta per conoscerne, con una modalità coinvolgente
di scoperta, la storia, l’arte e la vita, attraverso
l’esplorazione degli spazi e delle loro diverse funzioni nel
tempo, l’analisi storica e artistica dell’architettura e delle
decorazioni. Particolare attenzione viene posta ai cicli di
affreschi del Salone Baronale e agli stili degli abiti medioevali
in essi raffigurati.
Al pomeriggio, dopo essersi spostata nei locali del Centro Archea
di Bene Vagienna (allestito ricreando ambienti ed attività
quotidiane delle case di campagna dell’alto medioevo),
approfondisce alcuni dei temi esplorati al mattino con laboratori
creativo-espressivi a tema medioevale: dalla tintura degli abiti
alla creazione di uno stemma o “scudo” araldico.
Schede di esplorazione e di approfondimento sono utilizzate e poi
consegnate agli allievi, insieme agli elaborati realizzati nei
laboratori.
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Castello di
Castellengo
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(
Cossato- BI )
Alessandro
Ciccioni –
Cell.
338 / 35 43 101
Magda
Zago –
Cell. 335 / 52 52 890
info@castellengo.it
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Una
giornata nel Castello di Castellengo è
una giornata a stretto contatto con la sua lunga storia e quella
dei personaggi che lo hanno abitato. I resti dell'antica fortezza
medioevale, le torri e le mura convivono con le forme più
leggiadre della facciata barocca e la delicatezza dei giardini
terrazzati, voluti agli inizi del '700
dai Conti Frichignono, gli antichi
signori del Castello.
Il pozzo,
la piccola Cappella di San Giovanni, le cantine con i forni per il
pane, le splendide sale affrescate del piano nobile: ogni mattone
ha qualcosa da raccontare e rievoca periodi gloriosi in cui la
residenza era ancora coinvolta nelle vicende politiche ed
economiche del Piemonte. Il Castello di
Castellengo è citato su molti libri ed è stato oggetto di
diversi studi. Dal 1939 è stato dichiarato Monumento Nazionale ed
è sotto la tutela della Soprintendenza per i beni culturali ed
Ambientali del Piemonte.
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Castello Malingri di Bagnolo
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Informazioni e prenotazioni:
++39-335-5244080 ++39-0175-391394
++39-011-882485
e-mail:
info@castellodibagnolo.it
Indirizzo: Castello di Bagnolo
Via Palazzo, 23
12031 BAGNOLO PIEMONTE (CUNEO)
Fatturazione:
CASTELLO DI BAGNOLO S.S. - P.I. 08262260014
Via Palazzo, 23
12031 BAGNOLO PIEMONTE (CUNEO)
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In cima ad colle con ampio sguardo sulla
pianura e la montagne circostanti si leva l’austera costruzione in
pietra della fortezza: luogo di difesa sin dai primi secoli degli
anni mille era costituito in principio dal cassero (corpo
principale) ad un piano e dalla torre legate fra loro da un
passaggio aereo in legno Alla fine del ‘300 fu costruita la torre
delle scale ed eseguito l’affresco della Dama sul portale
d’ingresso.
Nei secoli successivi fu elevato fino all’attuale ultimo piano ed
ornato di merlature ghibelline (di cui si vedono ancora tracce
all’interno della sala centrale), del cammino di ronda in pietra e
al piano terra rinforzato con imponenti "barbacani" ( mura in
pietra che si allargano verso il basso). Tre ordini di mura di
difesa circondano il Castello il primo al piano della corte
interna, il secondo di cui restano vestigia a nord verso il bosco,
il terzo di cui rimane un tratto che termina con un portone ad
arco a fianco della Cappella dell’Immacolata (1700) e che si pensa
arrivasse a racchiudere con una torre di guardia l’attuale cascina
Castellino, molto più in basso.La struttura fortificata era usata
nei secoli per la difesa ed i Signori, fino alla fine del ‘700,
avevano l’obbligo di mantenervi un manipolo di soldati, nei
momenti di pericolo offriva ricetto e rifugio alla popolazione,
ciò che accande ancora nell’ultima guerra durante il periodo
partigiano.
Probilmente verso la metà circa dell’800 fu coperta da un tetto in
lose di pietra locale e nell’ultimo secolo adibita infine ad uso
rurale. Restaurata recentemente dall’attuale proprietario, è oggi
una delle poche fortezze medioevali del Piemonte ad avere
conservato le sue originali caratteristiche.
Programma
La classe visita al mattino il Castello-forte di Bagnolo (XI
sec.), alla scoperta di una struttura difensiva e di un feudo
medioevale: i ragazzi guidati da un animatore didattico
scopriranno come si costruiva, ci si difendeva e si viveva in una
fortezza al confine del ducato di Savoia;
al pomeriggio, dopo il pranzo al sacco consumato in un apposito
spazio del
castello, la classe, accompagnata da un operatore didattico,
esplora il Castello della Manta per scoprirne la storia, l’arte e
la vita, seguendo un percorso di scoperta con particolari
schede-guida.
La visita al Castello di Bagnolo (al centro di una tenuta
agricolo-forestale di 50 ettari) è immersione in un paesaggio
fuori dal tempo, sperimentazione dal vivo della vita dei guerrieri
e dei soldati, con l’esplorazione delle mura, torri, nascondigli,
camminamenti di ronda, feritoie, la conoscenza dei metodi per
comunicare con altri castelli, la vita durante un assedio, i
rifornimenti, le armi, le storie di battaglie, le invenzioni
militari…
Tempi
Durata del percorso tematico: intera giornata (6 ore)
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Castello di Masino |
Caravino
– Torino
Castello di
Masino
Caravino (Torino)
Tel. 0125 778100 Fax 0125 778551
FAI - Settore Scuola-Educazione Viale Coni Zugna, 5 -
20144 Milano tel 02 46761584/85
(ore 9.00/14.00) - fax 02 48193631
E-mail:scuola@fondoambiente.it
Laboratorio attrezzato per le
scuole.
Bar; servizio di ristoro su prenotazione (tel.0125 778486).
Vi è la possibilità di un pacchetto di visita completo di
trasporto, con pullman organizzati da Torino (Giachino Linea Verde
tel. 011 226 1941), oppure da Milano
(Girobus tel. 02 76028219, fax 02
76006268) |
Residenza per dieci secoli dei conti Valperga,
il castello di Masino, circondato da mura e torri, è immerso in un
monumentale parco romantico che domina la pianura del
Canavese. Gli interni, con i saloni
affrescati e riccamente arredati tra Seicento e Settecento, gli
appartamenti di Madama Reale, le camere per gli ambasciatori e gli
appartati salotti, sono documento delle
vicende di una famiglia che fu protagonista della storia
piemontese e italiana. Nel vicino
Palazzo delle Carrozze si può ammirare la ricca collezione di
carrozze del XVIII e XIX secolo.
Si organizzano visite guidate o animate con laboratori per
scolaresche su prenotazione. Le visite guidate sono condotte da
guide specializzate. Durata della visita: 1 ora e mezza circa.
La storia e l’arte del Castello di Masino
–
visita guidata
per la scuola primaria e secondaria di I e II grado.Durata:
1 ora e 30’.
Castelli nel verde –
proposta didattica
di visita congiunta al castello di Masino e al Castello Ducale di
Aglié, in collaborazione con il Ministero per i Beni e le
Attività Culturali, Soprintendenza per i Beni Architettonici e il
Paesaggio del Piemonte.
Visita guidata
per la scuola primaria e secondaria di I grado e di II grado.Durata:
6 ore.
Un castello da favola
–
Visita animata
con racconti, semplici costumi costruiti insieme e giochi di
scoperta. Nella visita di una giornata
intera
(6 ore), laboratorio creativo. Per la scuola dell’infanzia e
primaria.Durata:
3 o 6 ore.
Alla scoperta di
un castello: Masino.
Dopo la visita, arricchita da attività di esplorazione, gli alunni
si concentrano sull’evoluzione dei castelli nella storia,
attraverso l’analisi delle trasformazioni, la vita quotidiana, i
profili dei personaggi più importanti del castello di Masino.
Nella visita di una giornata intera (6 ore), laboratorio creativo
di costruzione di un libro per sistematizzare e rielaborare quanto
appreso.
Visitattiva
per la scuola primaria e secondaria di I e II grado.Durata:
3 o 6 ore.
Tanti castelli in uno
–
percorso tematico
sulle trasformazioni del castello di Masino dal 1000 al 1700, con
laboratorio per la realizzazione di un piccolo plastico. Per la
scuola primaria e secondaria di I e II grado.Durata:
6 ore.
Personaggi e mestieri di un castello
– scoperta “drammatizzata” degli abitanti e delle attività del
castello di Masino, con animatori in costume.
Percorso tematico
per la scuola primaria e secondaria di I e II grado.Durata:
6 ore.
I giochi di corte
– alla scoperta dei passatempi e dei divertimenti di fanciulli e
adulti del Settecento, al Castello di Masino e al Museo Accorsi di
Torino.
Percorso tematico
per la scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di I grado.Durata:
6 ore.
Delizie di corte
– itinerario sulle mode della società aristocratica settecentesca
al castello di Masino e al Museo Accorsi.
Percorso tematico
per la scuola secondaria di II grado.Durata:
6 ore.
Sulla
tracce di un re –
itinerario didattico dal castello di Masino all’Abbazia di
Fruttuaria, in collaborazione con il Ministero per i Beni e le
Attività Culturali, Soprintendenza per i Beni Architettonici e il
Paesaggio del Piemonte.
Visita guidata
per la scuola primaria e secondaria di I grado e di
II grado.
In aggiunta alla visita guidata o alla visitattiva,
visita dell’appartamento del Conte Luigi Valperga.
Scuola materna e I° ciclo elementare:
i bambini esplorano il castello, rivivendone la particolare
atmosfera attraverso racconti e costumi costruiti insieme.
II° ciclo elementare, scuola media inferiore e superiore:
gli alunni possono esplorare, attraverso l’analisi dei diversi
aspetti del luogo, la storia del castello e dei suoi abitanti. Il
grande parco offre l’occasione di studi
botanici, nonché di giochi all’aperto.
Percorso botanico
alla scoperta dell’assetto stilistico del giardino e delle sue
specie botaniche – per la scuola primaria e secondaria.
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Castello e Parco del Valentino |
Torino
01105646655 |
Realizzato nelle
forme attuali alla metà del secolo scorso, il Parco pubblico del
Valentino rappresenta una vasta cornice di viali e sentieri
alberati per l’imponente castello, il borgo medievale e l’orto
botanico in cui sono collocati.
Il primo, edificato fra il 1630 e il 1660, è il risultato di una
fusione fra i gusti barocchi dell’epoca e lo stile tipico dei
castelli francesi del ’600.L’edificio è
caratterizzato da una facciata in cotto che si affaccia sulle rive
del Po e da eleganti saloni, ricchi di decorazioni e dipinti. Il
borgo ospita invece fedeli riproduzioni di
edifici medioevali piemontesi e valdostani, realizzati per
l?esposizione generale italiana del 1884. L’orto botanico,
risalente al 1729, accoglie svariate colture di piante locali ed
esotiche ed una preziosa biblioteca.
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Castel Grumello
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Montagna in Valtellina (SONDRIO)
Tel. 0342
380994
FAI - Settore Scuola-Educazione Viale Coni Zugna, 5 -20144 Milano
tel 02 46761584/85 (ore 9.00/14.00) - fax 02 48193631
E-mail:scuola@fondoambiente.it
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Costruito nel 1326 da Corrado de Piro su di un’altura rocciosa che
domina la Valtellina, il complesso è un raro esempio di castello
“gemino” dove due fortilizi si fronteggiano: a est si trova la
torre, la fortificazione militare vera e propria; a ovest la zona
residenziale. Postazione ghibellina contrapposta a quella guelfa
di Castel Mesegra, dopo alterne vicende, nel 1526 fu distrutta dai
Grigionesi. Dal castello si può ammirare un magnifico panorama
sulla Valtellina con i caratteristici terrazzamenti lavorati a
vigneto che scendono fin al piano.
Castel Grumello: un
fortilizio sulla Valtellina
– gli studenti, accompagnati da una guida, possono rendersi
conto della storia della valle dominata dal castello e in
particolare conoscere le vicende legate alla divisione in guelfi e
ghibellini.
Visita guidata
per la scuola primaria e la scuola secondaria di I e II grado.
Durata: 1 ora e 30’.
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Cinque Terre
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www.cinqueterreonline.it
informazioni@cinqueterre.it |
Cinque
miglia di costa rocciosa nella Liguria orientale, due promontori
alle estremità, migliaia di chilometri di muretti a secco
coltivati
a
vite, cinque paesini meridionali arroccati su speroni di pietra o
disposti a grappolo in minuscole insenature: queste le coordinate
delle Cinque Terre.
Parco Nazionale e territorio tutelato dall’Unesco
dal 1997 in quanto sistema di interesse
naturalistico ambientale, questa zona è caratterizzata dalla
presenza di tipici versanti scoscesi coltivati a vite per mezzo di
faticosi impianti di terrazzamenti, testimonianza unica della
trasformazione operata dalla laboriosa attività dell’uomo sul
territorio.
Il tipo di costa a strapiombo sul mare, con falesie che
raggiungono spesso le verticalità, alternato a
baie, anfratti ed incantevoli
spiaggette tra gli scogli, con fondali profondi e ricchi di
varietà ittiche, fanno di questo comprensorio una autentica “opera
d’arte” della natura. Le rocce che nell'era terziaria sono state
spinte, rialzate, pressate insieme, hanno creato delle pieghe e
l'erosione continua di milioni di anni
da parte dell'acqua ha dato pian piano forma ad un'infinità di
penisolette e di baie tra la Punta
Cavo di Montenero e Punta Mesco.
Là si trovano i cinque paesi che costituiscono le famose Cinque
Terre:
Monterosso,
Vernazza,
Corniglia,
Manarola,
Riomaggiore.
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Città di
Aosta |
A.I.A.T.
AOSTA
tel:
0165.33352
fax: 0165.40532
www.aostashop.com/apt.htm
aptaosta@aostashop.com
uit-aosta@regione.vda.it
|
Aosta è una
città romana, fondata nel 25 A.C. col
nome di Augusta
Praetoria. Della città romana Aosta conserva importanti
monumenti quali l'Arco d'Augusto, la Porta Pretoria, il teatro,
il criptoportico ma soprattutto una cinta muraria quasi
completamente conservata e l'impianto urbanistico, rigidamente
ortogonale, che suddivideva la città in
insulae, ancora oggi riconoscibili nel tessuto
urbano attuale. Recentemente è stata aperta al pubblico la
grande villa romana
scoperta in regione "Consolata". La città conserva importanti
vestigia del medioevo, in particolare la collegiata di
Sant'Orso, probabilmente il
più importante complesso monumentale della città. La cattedrale
di Aosta racchiude 16 secoli di storia
e di arte.
Ad Aosta merita una visita la nuova Biblioteca Costruita in
parte sulla struttura di un Hospice
de Charité medievale, a sua volta
realizzato su di una delle due torri che fiancheggiavano la
porta decumana, è una biblioteca
moderna, molto accogliente e fornita. Ospita una ricca sezione
di fondo locale dove è possibile
reperire libri, riviste ed altri documenti inerenti la Valle
d'Aosta. Tutte le sezioni sono "a scaffale aperto", collocate
secondo una classificazione sistematica ed è perciò semplice
trovare e consultare i documenti desiderati.
Dispone di una fonoteca dove è
possibile ascoltare CD in loco e di una videoteca dove si possono
visionare o prendere in prestito film, selezionabili fra oltre
8.000 titoli in cassetta o DVD.
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Galleria d’Arte Moderna e
Contemporanea |
Torino
011 5629911
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Dotata di un
immenso patrimonio, con migliaia di dipinti, sculture,collezioni
di disegni,incisioni e fotografie d’autore, la galleria raccoglie,
ordinandole in sezioni, opere che
vanno dal XVIII secolo ai giorni nostri. Per quanto riguarda l’800
vi è una predominanza di artisti
piemontesi , lo stesso dicasi del ‘900 che è ben rappresentato,
sia per la pittura che per la scultura, da artisti italiani come
Modigliani, De Chirico,
Carrà,Morandi,De
Pisis, Guttuso,
Manzù... e di stranieri come
Klee, Ernst
e Chagall.
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Galleria Sabauda |
Torino
011 547440 |
La galleria è
distribuita su due piani del Palazzo delle Scienze ed è composta
dalla ricca collezione di quadri raccolti dai
Savoia a partire dal Cinquecento. Dipinti fiamminghi ed
olandesi di autori come
van Dyck e
Rembrandt trovano posto accanto a
quelli di pittori italiani quali Beato Angelico, Pollaiolo,
Mantegna
Tintoretto, Tiepolo.....
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Grotte di
Borgio Verezzi |
Borgio
Verezzi
tel.
019/610150. |
Caverna di Galluzzo, grotta
Mandurea, caverna dei
Parmorari, grotta di
Valdemino: sono solo alcune delle
numerose cavita che si
aprono nel territorio di
Borgio Verezzi.
Tutte hanno restituito reperti di
animali di epoca preistorica, in alcune sono stati rinvenuti i
segni della presenza umana, ma una di esse si distingue su tutte
per l'eccezionale bellezza degli ambienti e la varietà delle
concrezioni: è la grotta di Valdemino,
la "grotta di Borgio
Verezzi" per eccellenza, perfettamente
attrezzata e visitabile in ogni periodo dell'anno
Il percorso all'interno delle grotte è di circa 800 metri; i
visitatori procedono di sala in sala alla scoperta delle varie
concrezioni, meravigliandosi per i suoni prodotti dalle stalattiti
e per le loro molteplici forme quali, ad esempio, i cosiddetti
"spaghetti", il manto di San Martino o il busto di Papa Giovanni.
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Grotte di
Bossea |
Frabosa
Soprana
Tel.
0174/349240 |
La
Grotta di Bossea si apre in Vai
Corsaglia, nel Comune di
Frabosa Soprana; a 836 m. di quota;
fra le più belle ed importanti grotte turistiche italiane, è
caratterizzata essenzialmente da 3 aspetti: 1) Grandiose
dimensioni ambientali; con vaste panoramiche su paesaggi
pittoreschi e scoscesi; 2) Grande
ricchezza di acque correnti e precipiti; 3) Alto valore
scientifico e naturalistico. E' suddivisa convenzionalmente in una
zona inferiore caratterizzata da imponenti dimensioni e in una
zona superiore costituita essenzialmente da un complesso di
strette gallerie sviluppate su piani sovrapposti. Le due parti
della cavità sono separate dalla cascata dei
Lago d'Ernestina. La zona inferiore lunga circa 900 m. e
con dislivello ascendente di 1 1 6 m.
è attrezzata per la visita turistica e percorsa da un torrente la
cui portata varia da 50 a 1500 L/S. Dall'abbondanza d'acqua
discende la piena vitalità dei processi
speleogenetici; Bossea ci
presentaciò che la distingue in
maniera molto netta fra le principali grotte turistiche italiane.
Il concrezionamento calcareo
costituito da stalattiti, stalagmiti, cortine e colate
presenta spesso dimensioni imponenti e
grande bellezza per forme e colori. Esplorata nel 1850 da un
gruppo di valligiani guidati da Domenica Mora
venne aperta al pubblico il 2 agosto 187,4 ad opera dei
Seri. Giovanni Garelli di
Mondovì. Dal 1 969 è sede di una
stazione scientifica dei Gruppo Speleologico
Alpi Marittime dei C.A.I. di Cuneo, che ha come oggetto d'indagine
i fenomeni biologici tuttora in atto nella cavità.
Bossea annovera ben 50 specie
di animali cavernicoli di cui 1 0
endemiche e grande interesse riveste il materiale paleontologico
rivelato da scavi condotti per alcuni decenni a partire dal giugno
1 865. Con parte dei materiale è stato
ricostruito uno scheletro completo di URSUS SPELEUS, esposto nella
sala dei Tempio.
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Grotte di
Toirano |
Toirano
Tel.
0182/98062
Fax. 0182/921903 |
Risalendo la Val Varatella, poco oltre
Toirano, si
incontrano i contrafforti di un massiccio calcareo di dolomiti
grigie, solcato da una serie di valloni, in cui si aprono oltre 50
caverne naturali, tutt’oggi oggetto di
ricerca da parte di studiosi internazionali. Il complesso delle
grotte di Toirano, aperto al pubblico
nel 1953, dopo le opportune opere di sistemazione, è gestito
direttamente dal Comune e costituisce oggi una delle maggiori
attrattive che l'entroterra della Riviera Ligure di Ponente offre
al turismo italiano . La più celebre è
la Grotta della Basura, attrezzata per
la visita, con alcuni interessanti percorsi: il cimitero degli
Orsi con un enorme ammasso di ossa
dell’ Ursus spelaeus, il
Corridorio dell’impronte dove la
tracce dell’unghiate dell’orso o le impronte dell’uomo
testimoniano come si cacciasse al’interno
delle grotte, la sala dei Misteri , singolare per la presenza di
numerose palle di argilla fissate dal tempo sulla parete di fondo.
La grotta della Basura è collegata
alla grotta di S.Lucia. Nella parte
inferiore si possono ammirare alcuni
suggestive sale con spettacolari formazioni
stalattitiche e
stalagmitiche; nella superiore si accede ad un santuario
rupestre, di epoca medioevale, aperto a strapiombo sulla vallata.
Tutta la zona è caratterizzata dalla presenza di numerose
testimonianze preistoriche
Adiacente al complesso delle grotte di
Toirano, si trova la grotta del Colombo,
estremamente interessante per le tracce
lasciate dagli uomini preistorici che la abitavano.
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Il Tiglio di Pan
( Agriturismo ) |
Il Tiglio di Pan - Via Vespia, 7
10080 Vidracco (TO)
Info: 0125.789702
e-mail:
tigliodipan@tigliodipan.it
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L'azienda si trova in zona pedemontana, all'inizio
della Valchiusella, a 500 m.s.l.m.. Distanza da Torino Km 40, dal
casello di Ivrea km 13. E' a ridosso del Parco Naturale dei Monti
Pelati, zona di interesse mineralogico, e della Federazione
Damanhur (www.damanhur.it)
di interesse culturale ed artistico. A prevalenza orticola ad
indirizzo biologico (cert AIAB), con allevamenti di volatili.
Laghetto interno con pesca sportiva di Carpe. Prato con porte di
calcio per calcetto e giochi per bambini.
Programmi:
Tema principale: lo gnomo "Proppo" guida i bambini
alla scoperta dell'interazione ed equilibrio tra i diversi
ambienti dell'azienda quali il laghetto, l'orto, il parco
naturale, contestualizzando gli elementi nell'equilibrio che la
natura ha creato, e sensibilizzandoli quindi verso la
conservazione di un patrimonio messo a rischio dalle manipolazioni
genetiche e dei cibi artefatti in genere, unita alla protezione e
rispetto per animali e piante, allo stato naturale o coltivato.
Traduzione in inglese dei principali termini.
Attività principale: LO GNOMO, IL MULINO E I CINQUE ELEMENTI:Si
parte dalla vistita ad un vecchio mulino ristrutturato, nel comune
dove è situata l'azienda, dove si fanno osservare ai bambini i
meccanismi per la macinazione del grano e la forza dell'acqua.
Attraverso una passeggiata naturalistica sul Parco dei Monti
Pelati, si ha la possibilità di osservare i diversi strati del
terreno, la sua storia e la sua origine. Si giunge poi in azienda
e alle sue coltivazioni, tra cui il grano stesso, oltre ad altre
ortive e all'osservazione degli animali: pecore, cavalli-pony,
galline e conigli. A questo punto, se il tempo a disposizione lo
permette, si passerà alla coltivazione o alla trasformazione
alimentare, scegliendo una tra queste opzioni, anche in virtù
della stagionalità: seminare, trapiantare, raccogliere, fare il
pane, fare la pasta, i biscotti. L'attività occupa tutta la
mattinata e a volte anche il pomeriggio. In caso di pioggia si
potrà comunque effettuare la visita al mulino mentre le altre
operazioni si terranno all'interno, in un ampio salone vetrato.
Nel pomeriggio si potranno raccontare storie animate per i più
piccoli o cantare col karaoke per i più grandicelli.
Equipaggiamento richiesto: stivaletti impermeabili e ciabatte di
ricambio per le fasi al chiuso.
Attività principale: CERAMICA:
Un artigiano specializzato farà costruire ai bambini oggetti in
terracotta seguendo un tema. L'ambiente particolarmente favorevole
della zona di Castellamonte fa si che all'interno dell'azienda si
trovi un'antica cava di argilla rossa (quella delle stufe di
Castellamonte), la stessa che i bambini trasformeranno in oggetti,
forme e sculture. L'attività pratica comprende una breve
introduzione teorica sull'utilizzo nel tempo dell'argilla, della
terracotta, quale sinonimo di sviluppo e cultura della civiltà
umana, e considerate le fasce di età dei bambini, si comincia a
manipolare la creta immaginando di essere in un tempo preistorico
costruendo oggetti quali rudimentali piatti, bicchieri e quant'altro.
Sempre in considerazione dell'età dei bambini si aggiungerà a
quest'esperienza un'evoluzione della manipolazione in chiave
artistica, fino ad arrivare al tornio a pedale presente in
azienda, per la realizzazione di vasi e creazioni più raffinate.
(attività collaterale pomeridiana): Giro a cavallo: un operatore
farà fare un giro a cavallo ai bambini, a turno. L'ideale è
abbinarlo alla pesca o altra attività collaterale, o gioco libero,
mentre si attende il proprio turno. (attività collaterale
pomeridiana) Pesca di carpe nel laghetto. Con semplici canne i
bambini potranno cimentarsi nella pesca (i pesci abboccano
davvero!). Attività ideale mentre si aspetta di fare un giro a
cavallo.
Disponibilità ricettiva:
60 posti.Per scolaresche anche 120 posti.
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Italia in Miniatura
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Tel.0541
732004
Fax 0541
732203
www.italiainminiatura.com |
Ad “Italia in Miniatura “ si possono scegliere tre nuovi
itinerari didattici: Storia ed Architettura,
Fisica e Ambiente. Ogni percorso è stato pensato per
offrire a tutte le scuole , in ragione
del proprio ordine di grado, un’occasione di approfondimento
istruttivo e divertente attraverso numerose attività didattiche.
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La città dei Bambini |
Genova
tel.
010 2475702
fax. 010 2475712
info@cittàdeibambini.net
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È
il più grande spazio
ludico-didattico-educativo esistente in Italia per bambini
e ragazzi di età compresa tra i 3 e i
14 anni.Sono 2.700 mq.
realizzati e gestiti pensando ai
bambini. I percorsi, diversi a seconda delle
età (3-5 anni e 6-14 anni), propongono elementi espositivi statici
e dinamici con i quali bambini e adulti possono interagire per
giocare e fare "piccole-grandi" scoperte divertenti e utili alla
loro crescita.L' intera struttura è
stata pensata avendo a mente le caratteristiche dei piccoli ospiti
che sono i protagonisti della visita. Gli aspetti legati alla
sicurezza sono stati studiati per ridurre al minimo i rischi che
si corrono utilizzando gli elementi espositivi o muovendosi nella
struttura. La moquette intarsiata del pavimento è di una qualità
particolare e svolge anche la funzione di guidare il pubblico fra
le varie isole. L'illuminazione, il tipo, la forma ed il colore
degli arredi, sono stati studiati per dare una sensazione di
tranquillità e di "agio" ai visitatori. La Città dei Bambini
propone un metodo semplice: "fare o
fare insieme per scoprire ed apprendere mentre ci si diverte". I
bambini hanno l'opportunità di esplorare in sicurezza un piccolo
mondo dove avere stimoli e risposte utili ad ampliare il proprio
orizzonte di conoscenze.
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La Fabbrica della Ruota. |
Pray
Biellese
tel.
0157388393. |
In essa si conserva l'unico esempio
rimasto di trasmissione teledinamica
dell'energia. Il grande edificio è caratterizzato dalla grande
Ruota che permetteva la trasmissione del movimento a tutta la
fabbrica ; all'interno sono allestite
mostre didattiche sull'industrializzazione e sono esposti numerosi
macchinari tessili dell'epoca.
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Lavagna- Casa Carbone |
Per informazioni e prenotazioni
FAI, Casa Carbone, Via Riboli 14, Lavagna (Genova),
tel. 0185 393920, fax 0185 395300
FAI, Settore Scuola Educazione
tel. 02 46761585 , fax 02 48193631,
scuola@fondoambiente.it |
Lavagna è una caratteristica cittadina ligure
che si affaccia sul Golfo del Tigullio, facilmente raggiungibile
anche in treno.
Qui si trova Casa Carbone, piccola casa-museo di fine Ottocento,
che custodisce arredi, dipinti e oggetti che rispecchiano il gusto
dell’abitare dell’epoca; essa dal 1992 appartiene al FAI, Fondo
per l’Ambiente Italiano, che ne ha operato un accurato restauro
per aprirla al pubblico.
Percorso tematico: COSTRUIAMO UN LIBRO SULLA VITA DI 100 ANNI
FA
I modi dell’abitare del Novecento ligure illustrati dai ragazzi
dopo la visita a Casa Carbone Basta varcarne la soglia e lasciarsi
alle spalle il centro cittadino, per provare la sensazione che il
tempo possa a volte eccezionalmente rallentare la sua corsa. Si
ritrovano infatti perfettamente preservati i colori, i motivi
decorativi, la luce
e l’atmosfera tipici delle residenze signorili della Riviera
Ligure che hanno segnato l’arco di tempo a cavallo tra Otto e
Novecento. Ogni oggetto rappresenta un gesto, un’abitudine del
quotidiano, testimonianze di vita domestica e di storia
famigliare. Si possono così ancora ammirare la biancheria, i
servizi di piatti, gli attrezzi della cucina, i libri e i
soprammobili originari: scatoline, ventagli e gioielli disposti in
teche e vetrinette sono tracce fedeli del ritmo del vivere di ogni
giorno di un tempo.
La visitattiva per gli studenti è l’occasione per rivivere
l’atmosfera fin-de-siècle che la casa-museo ha mantenuto sia nella
struttura architettonica che nell’arredamento e per fissarne lo
scorrere in un libro-documentario.
Programma
Un operatore didattico accompagna gli studenti in visita alla
casa-museo e con il supporto di schede di ricerca li aiuta a
osservare e ricostruire lo stile di vita degli antichi proprietari
della casa.
Segue un laboratorio creativo in cui gli alunni, prendendo spunto
dagli elementi presenti nella casa-museo, costruiscono un libro
sui modi dell’abitare dei primi del Novecento.
Tempi :Durata della visitattiva: 2 ore
Le visite si svolgono tutto l’anno scolastico (tranne gennaio) dal
martedì al sabato.
Percorso tematico:
LA CASA DEI BURATTINI
Al suo interno Casa Carbone conserva
la divertente collezione di burattini raffiguranti personaggi
delle commedie e delle fiabe italiane, realizzati con grande
abilità e arguta ironia dallo stesso Emanuele Carbone, che ha
voluto donarla al FAI per la gioia dei piccoli visitatori assieme
alla sua casa.
Nel percorso un animatore coinvolge i bambini con racconti e
storie e li accompagna nella visita animata della casa museo che
si anima così dei tanti protagonisti delle fiabe più amate. La
particolare atmosfera d’altri tempi trasporta i piccoli visitatori
in un mondo magico in cui Pinocchio e la Fata Turchina prendono
vita e la fantasia dei bambini può immaginarli aggirarsi tra i
mobili e le suppellettili di fine Ottocento ... Al termine della
visita i bambini partecipano ad un laboratorio creativo in cui
costruiscono un piccolo burattino da portarsi via.
Tempi La visita animata dura 2 ore e si può svolgere dal martedì
al sabato su prenotazione.
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Monastero di Torba
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Gornate
Olona (Varese)
Tel e fax 0331 820301
FAI - Settore Scuola-Educazione Viale Coni Zugna, 5 - 20144 Milano
tel 02 46761584/85 (ore 9.00/14.00) - fax 02 48193631
E-mail:scuola@fondoambiente.it
Biglietto d’ingresso: € 2,5 a studente (2 insegnanti gratuiti
ogni 25 alunni).
Offerta didattica (gruppi max 25 studenti).
· 1 h e 30’: € 50
· 3 ore: € 80
· 6 ore: €150
Le scuole che desiderassero un pacchetto di visita completo di
trasporto possono raggiungere il Monastero di Torba con pullman
della Girobus (Girobus tel. 02 76028219, fax 02 76006268).
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Immerso nei verdi boschi del Varesotto, il complesso monumentale
di Torba, con la torre del V-VI secolo, la semplice architettura
della chiesa romanica e l’edificio del monastero benedettino, è
testimone di una vicenda millenaria: dapprima avamposto militare
del castrum romano di Castelseprio, poi sede monastica ed
infine dimora contadina. La torre custodisce rari affreschi del
IX-X secolo.Le visite :
La storia e l’arte del
Monastero di Torba
-
visita guidata
per la scuola primaria e secondaria di I e II grado.
Durata: 1 ora.
Civiltà dell’Olona: arte e storia tra il medioevo e il
rinascimento –
visita guidata
al Monastero di Torba e in seguito alla Collegiata e al Palazzo
Branda Castiglioni di Castiglione Olona. Per la scuola secondaria.Durata:
6 ore.
Alla scoperta della storia e dell’arte del Monastero di Torba
–
Visitattiva
per la scuola primaria e secondaria di I e II grado. I ragazzi
scoprono, attraverso la lettura dei segni impressi dal tempo, le
trasformazioni del luogo nelle varie epoche, studiando così il
sistema difensivo romano, la vita in un monastero medioevale e il
lavoro dei contadini. Nella visita di una giornata intera
(6 ore), laboratorio creativo di costruzione di un libro per
sistematizzare e rielaborare quanto appreso.
Durata: 3 o 6 ore
Da Roma al Medio Evo –
percorso tematico
sul castrum romano, la torre longobarda e il monastero
benedettino nei boschi del Varesotto, tra Castelseprio e il
Monastero di Torba. Per la scuola primaria e secondaria.
Durata: 6 ore.
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Museo civico
Durio da Roc |
Civiasco
0163.55700 |
Il Museo,
ubicato in due sale del palazzo comunale, fu inaugurato nel 1903
dal fondatore il Cav. Ercole
Durio
Accanto a costumi, abiti, utensili ed opere artistiche tipiche
della cultura valsesiana, vi sono una
grande varietà di oggetti marini,
animali e uccelli imbalsamati, reperti archeologici, armi di
svariate guerre, perfino ventagli spagnoli.Ogni
pezzo esposto cela realtà storiche molto
particolari, ad esempio il camino di marmo verde di
Climo parla di secoli di lavoro in
Valsesia nelle cave di serpentino e di
asbestina, anfore moresche, ventagli
d'avorio raccontano storie di emigrazione, di coloro che tra l'800
e il '900 andarono a cercare fortuna all'estero.
Testimonianze della guerra ci vengono da numerose penne e
taglierini ricavati da proiettili, pipe intagliate nei campi di
prigionia della prima guerra mondiale.Da
ammirare inoltre la serie di tessuti risalenti al XVIII e
al XIX secolo, si tratta di costumi
locali maschili e femminili, veli ricamati, cuffie, drappi in
damasco e seta, tappeti antichi, fazzoletti e alcuni gioielli
d'argento che andavano indossati con i costumi di
Civiasco.
Tutti questi oggetti, a cui vanno uniti un pugnale tartaro, un
cucchiaio russo, rare conchiglie tropicali, un cappello da sole
indiano, un'armatura da samurai che possono oggi far sorridere, se
osservati da un punto di vista storico, si trasformano quasi a
sembrare depliant illustrativi di viaggi di lavoro o di piacere,
vissuti come un'avventura da ricordare e raccontare.
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Museo Civico G.
Irico |
Trino
0161 829062
tridinum@iol.it |
Il Museo nacque
con l'intento di presentare in forma didattica la storia di Trino
e del suo territorio. Sala n. 1 Preistoria,
Protostoria. Epoca Romana e Tardo
Romana: raccoglie ritrovamenti della preistoria locale a partire
da 200.000 anni a.C..
Sala n. 2 I Pagi - Il tesoro di
Desana -
S.Michele in Insula: In questa
sala si parlerà del tesoro di Desana,
del Pagus ad
Septimum, del Pagus
Ricodunum. Sala n. 3 Le vie
consolari e la Mansio de
Rigomagus: Alcuni itinerari
di epoca romana e tardo antica che
registravano le distanze e i punti di sosta che si trovavano sulle
vie pubbliche. Area espositiva lungo la
scala: Cronistoria di Vittorio Viale, scomparso nel 1977,
studioso d'arte e archeologia. Il
ritratto del più importante studioso del nostro territorio e della
nostra storia: Gian Andrea Irico.
Sala n. 4 Il Medioevo: esposizione di una serie di
riproduzioni dei più significativi
documenti che, a partire dal 12° secolo, attestano il nome
Tridinum, a volte con alcune lievi
varianti, come Tridino e
Tritinum. E' visibile la mappa del
Bosco della Partecipanza; la più
caratteristica e singolare delle istituzioni
trinesi. Sala n. 5: Gli assedi del
'600 e la peste: dedicato agli eventi bellici che videro
protagonista la città di Trino nel corso del 600, in quanto
contesa dai tre maggiori belligeranti: la Spagna, la Francia e i
Savoia. Sala n. 6 Le opere d'Arte Pittorica: Sotto il
dominio pacifico e liberale dei Marchesi di Monferrato, fra la
seconda metà del 1300 ed il 1500, a Trino si era formato anche un
elevato ambiente d'arte e di cultura. Sala n. 7 Editori e
Tipografi Trinesi dalle origini al
1500: Due sono le sale che il Museo dedica agli stampatori
ed editori trinesi.
In queste, sono esposti vari esemplari di "incunaboli" e opere "cinquecentine"
che videro la luce nel corso del '500:
Sala n. 8 Editori e Tipografi Trinesi
il 1500: è riprodotta un'incisione impressa a Venezia nel 1556 da
Gabriele Giolito di un'opera di
Giovanni Gastaldo che rappresenta il Piemonte, la Liguria e parte
della Lombardia. Sala n. 9 il '700 e
l'800: Durante questo periodo Trino si ripopola e, grazie ad una
vigorosa ripresa edilizia, assume l'aspetto non più soltanto di
borgo rurale, ma di vera piccola città, e ne danno testimonianza i
grandi palazzi innalzati nel '700 ed esistenti ancora oggi.
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Museo dell’emigrante |
Roasio
0163.87024 - 0163.87038 - 0163.87025
www.smdgrafica.com
kappadav@libero.it
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Il
museo del'emigrante raccoglie le
memorie dei Roasiani che dalla fine
del 1700 hanno lasciato le loro case per affrontare le difficili
strade del mondo.
Sono stati qui raccolti: schede personali, fotografie, documenti e
lettere a testimonianza del loro difficile cammino, della loro
intraprendenza e operosità. |
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Museo di
Antichità |
Torino
Tel .011
5212251 |
Ordinate nelle
ex serre del palazzo reale, le collezioni qui esposte si
compongono di materiale archeologico di varia provenienza e
di origine
preistorica,cipriota,greca,etrusca,romana e medioevale. Una
particolare completezza è riservata alle testimonianze riguardanti
il territorio torinese e della pianura padana. Si è accompagnati
nella visita da percorsi definiti secondo accurati criteri
cronologici e topografici.
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Museo di
attivita' agricole e antichi
mestieri |
Guardabosone
015.76118 |
Il piccolo Museo
degli Antichi Mestieri è stato allestito in una vecchia casa
contadina, donata al comune di Guardabosone
per lascito testamentario, ristrutturata con garbo nel rispetto
della struttura originaria. Le stanze del piano terreno che si
affacciano sul portico e sul piccolo giardino, ospitano strumenti
contadini d'uso quotidiano relativi alla filatura artigianale
della canapa, praticata nel luogo fino agli inizi del nostro
secolo, e due telai per la tessitura.
Un'altra
stanza, un tempo ricovero per gli attrezzi, accoglie un torchio
originale del 1700, una macina in pietra ed altri oggetti un tempo
usati dai contadini per ottenere l'olio dalle noci. Il
piccolo comune di Guardabosone (350 ab.)
offre al visitatore un itinerario ricco e sorprendente,
infatti oltre al Museo degli Antichi
Mestieri si può visitare il
Museo di
Scienze Naturali,
il Museo d'Arte Sacra
ed un curatissimo Orto
Botanico, tutti
raggiungibili passeggiando tra antichi cortili e belle case
contadine.
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Museo di Storia naturale
Calderini |
Varallo
0163.51424
museivarallo@libero.it |
Grazie all'opera
del Prof.
Calderini nel 1867 venne
approvata l'istituzione del Museo di Storia Naturale, in seguito
intitolato allo stesso Calderini.. Il
Museo così costituito si arricchì di esemplari e materiali da
studio, donati da scienziati milanesi e piemontesi, materiali
esotici e rarità, memorie storico artistiche, nonché costumi
tradizionali donati dai Valsesiani.
L'allestimento attuale prevede una divisione per tematiche
scientifiche:
- la sezione di Storia naturale: fauna, flora
(piccolo erbario dell'Abate Carestia), mineralogia
valsesiana e generale, ornitologia,
entomologia generale (collezione del Dottor
Haas), rettili e loricati;
-la sezione di Paleontologia: fossili provenienti da varie
regioni, tra cui, interessanti, quelli rinvenuti nel corso degli
scavi sul Monte Fenera (mandibola di
rinoceronte e canino di orso);
-la sezione numismatica, che comprende un'interessante
raccolta di medaglie dei Papi;
- la sezione Egittologia con reperti provenienti dalle
tombe egizie, parti di mummie e una mummia peruviana.
Il Museo possiede, inoltre, una ricca biblioteca con incunaboli,
pergamene ed opere di numismatica e storia naturale.
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Museo e villaggio africano |
Basella
di Urgnano
-Bergamo
via G. B.
Peruzzo, 2
24059 Basella di Urgnano (BG)
Tel. 035.894670 - Fax 035.894819
info@museoafricano.it |
Una tappa obbligata, propedeutica o conclusiva per
progetti di educazione alla società multiculturale per le scuole.
Gli appassionati potranno dell’Africa potranno
soddisfare la loro curiosità riguardante questo continente grazie
al museo ed al Villaggio Africano allestiti dai Missionari
Passionisti nel 1984. Nelle sale si ammirano animali impagliati,giochi,
sculture, fossili, tutto rigorosamente proveniente dal Continente
Nero.
Si segue poi un percorso nel verde che ospita diverse tipologie di
capanne africane, fedelmente ricostruite a grandezza naturale
secondo i costumi delle varie tribù ed etnie dai Pigmei dello
Zaire ai Masai
del Kenia. Adatto soprattuttoper
bambini in età scolare a partire dalla classe quarta della scuola
primaria .
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Museo egizio |
Torino
tel
011 / 5617776
fax 011 / 5623157
www.museoegizio.org
cooplat@libero.it
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È
una tra le più importanti raccolte al mondo dopo
quella del Cairo. Fondato nel 1824
da Carlo Felice con l'acquisizione della raccolta del console di
Francia in Egitto, il piemontese Bernardino
Drovetti, e successivamente
arricchito dagli scavi di Ernesto
Schiaparelli, il museo consta di circa 30.000 pezzi e
documenta la storia e la civiltà dell'Egitto, dal paleolitico
all'epoca copta, con pezzi unici e
raccolte organiche di oggetti d'arte e d'uso quotidiano e
funerario (tra cui la Mensa Isiaca, la
tela dipinta di Gebelein, la tomba
intatta di Kha e
Merit, l'eccezionale tempio rupestre di
Ellesjia, i rilievi di
Zoser).
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Museo etnografico
della
Val Vartella |
Toirano
0182/989968
fax
0182/922721 |
Il
Museo Etnografico della Val Varatella
è allestito dal 1997 nelle cinquecentesche scuderie del Palazzo
D'Aste poi dei Marchesi Del Carretto.
L’esposizione raccoglie collezioni di diverso genere attinenti ai
mestieri agricoli, artigianali e alle attività domestiche
praticati anticamente nella Val Varatella.
Gli oggetti, datati dall’inizio del XVII sec. fino ai primi anni
del XX sec., sono 1.400 esposti in nove
sezioni, organizzati nelle varie fasi di lavoro, collocati
all’interno di ambientazioni che trasmettono in modo diretto e
immediato la realtà della vita nei secoli passati.
La visita al Museo restituisce il senso e l’atmosfera di
Toirano, un paese legato nei secoli,
alla terra, al lavoro dei campi, alle colture della vite e
dell’olivo.
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Museo etnografico e del folklore della
Valsesia
|
Borgosesia
0163.22505 |
La costituzione
e l'allestimento del Museo sono frutto del lavoro appassionato di
un gruppo di "folklorini"
borgosesiani, costituitisi in
associazione nel 1977, con l'intento di offrire testimonianze
della creatività, dell'operosità e della cultura
valsesiana. La
ex cappella di un convitto per operaie, attivo fino ad
alcuni decenni or sono, è la sede che accoglie l'allestimento
museale di grande valore documentario:
strumenti per le lavorazioni artigianali locali, suggestive
ricostruzioni di interni con mobilio originale e oggetti d'uso
quotidiano. Di particolare interesse la
collezione di strumenti musicali tipici, spartiti, pergamene e la
sezione dedicata ai costumi tradizionali della valle. Unici
per la finezza della lavorazione sono le guarnizioni in pizzo
locale (Puncetto) e i manufatti
dell'oreficeria valsesiana,
particolarmente ricca di granati e filigrana. L'arte della
filigrana che si è sviluppata in Borgosesia
nel secolo XVII ed è rimasta fiorente fino agli inizi del
'900, trova riscontro in particolare nell'acconciatura che
accompagna i costumi: spilloni in filigrana alternati a nastri di
broccato
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Museo Geopaleontologico |
Castello di Lerici
Telefono 0187 969042
Fax 0187 942838
http://www.museocastello.lerici.sp.it
info@museocastello.lerici.sp.it
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Il Museo tratta temi di geopaleontologia, servendosi anche di
innovativi sistemi espositivi. In una 'isola robotica', ad
esempio, dei piccoli robot-artropodi si muovono in quello che
potrebbe essere lo scenario terrestre fra 50 milioni di anni.
Nella sala sismica, invece, collocandosi sopra una tavola vibrante
è possibile sperimentare cosa si prova durante un terremoto.
Il Museo Geopaleontologico ha la sua
sede nel castello di Lerici e la sua creazione si deve al
ritrovamento di alcune impronte di dinosauri nel territorio
lericino. Scopo principale del museo è quello di mostrare,
attraverso le più recenti tecniche di presentazione museale, come
doveva essere la vita di questi grandi animali e come si svolsero
i grandi mutamenti climatici ed ambientali del passato. La visita
si articola in quattro sezioni espositive: il cortile dei rettili
(con riproduzioni a grandezza naturale), la storia
geopaleontologica del territorio spezzino (con i diorami
rappresentanti il nostro territorio nel passato), la sala di
simulazione sismica ( in cui si mostrano cause ed effetti dei
terremoti) e la sala di simulazione robotica (unica in Italia,
permette ai visitatori di vedere piccoli artropodi robot in
movimento in un ipotetico scenario futuro).Nel
sito del Museo moltissime informazioni scientifiche sui temi
trattati. Interessante anche l'edificio: le prime fortificazioni,
nel luogo dove ora è il castello, risalgono al 1100.
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Museo Nazionale della Scienza
e della Tecnologia |
Prenotazioni scuole per visite guidate e laboratori a cura
dell'Ufficio Organizzazione per i Servizi Educativi.
Tel.: 02-48.555.331/2/3/4/5/6
Email:didattica@museoscienza.it
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Al
Museo potrete vedere numerosi modelli e ricostruzioni al vero
delle macchine che Leonardo da Vinci progettò durante il suo
soggiorno a Milano e nel corso della sua vita esposti nella
grande galleria intitolata a suo nome. Potrete confrontare le
macchine realizzate negli anni '50, con le corrispondenti
riproduzioni dei disegni di Leonardo. Potrete ammirare la
realizzazione del telaio meccanico di Leonardo, primo esempio di
telaio completamente automatizzato, che il Museo ha potuto
ricostruire partendo da un disegno conservato nel Codice
Atlantico. Il rivoluzionario lancio automatico della navetta
ideato da Leonardo, duecento anni più tardi ha contribuito ad
avviare il processo che prende il nome di Rivoluzione industriale.
Le scuole potranno sperimentare nei laboratori di Leonardo
l’emozione, il divertimento, il fare in prima persona manipolando
oggetti e usando gli exhibit didattici basati sulle sue
invenzioni .Perché al
Museo potrete manipolare oggetti e usare exhibit didattici nei 18
laboratori interattivi, come i.lab robotica, i.lab genetica &
biotecnologie, i.lab chimica e biologia. Imparerete a fare
bolle di sapone indistruttibili, preparare una birra
schiumosa, toccare un fulmine o pettinare il ferro con i magneti,
mescolare inchiostri per ottenere nuove tinte..
*Il
viaggio del visitatore si può snodare attraverso un immenso
patrimonio costituito da oltre 10.000 reperti, divisi tra oggetti
al vero e modelli. Le sezioni espositive occupano 23.000 mq su una
superficie totale di 40.000 mq.Data l'estensione e la varietà
delle collezioni, un'esplorazione approfondita dell'intero museo
non può esaurirsi in un'unica visita.
Vi consigliamo di rivolgervi al Dipartimento Servizi Educativi (Tel.:
02-48.555.331/2/3/4/5/6) che vi saprà proporre itinerari
tematici guidati studiati per offrire ai visitatori di ogni età la
possibilità di vivere un'esperienza piacevole alla scoperta delle
collezioni e dei laboratori interattivi.
Sono ammesse le riprese amatoriali (senza flash).
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Museo Nazionale
dell'Antartide 'Felice Ippolito',
Sezione di Siena
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Non è previsto nessun biglietto di entrata.
Per prenotare una visita contattare telefonicamente i numeri:
0577 / 233 982-83.
0577 233 889
0577 233 890
http://www.mna.it
mna@unisi.it
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Il Museo Nazionale dell'Antartide, istituito
nel 1996 per divulgare i risultati delle ricerche scientifiche
italiane in Antartide, ha tre sedi, Genova, Siena e Trieste, e
ogni sede dispone di un Centro studi, un Centro Documentazione e
un Centro Espositivo. La sezione di Siena è dedicata soprattutto
alle scienze della Terra, ed espone rocce e meteoriti raccolte nel
corso di 15 spedizioni italiane in Antartide. La collezione viene
continuamente arricchita di nuovi esemplari.
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Museo Nazionale del
Risorgimento Italiano |
Torino
011 5623719 |
Si
trova all’interno di Palazzo
Carignano, rappresenta la più
importante raccolta del Paese di materiale connesso alle complesse
fasi dell’indipendenza e dell’unificazione italiane. Troviamo qui
documenti, cimenli, bandiere,manifesti,
dipinti e carte autografe dei più importanti personaggi del
Risorgimento italiano .
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Museo Nazionale della Montagna
“ Duca degli Abruzzi” |
Torino
011 6604104 |
Sullo sfondo
delle Alpi il museo è ospitato in un’ala del convento dei
Cappuccini. Nato e gestito da un’iniziativa
del C.A.I. torinese, accoglie materiale di svariata natura,
riguardante la montagna e le attività che la riguardano.
Esemplari di fauna alpina, calchi di
incisioni rupestri,costumi, mobili ed oggetti di vita quotidiana
trovano qui una collocazione accanto ad oggetti più strettamente
legati all’attività alpinistica , come
cimeli , attrezzature e ricostruzioni di rifugi. Molto belli i
centri di documentazione con fototeche
, cineteche e videoteche.
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Museo Parco”Lame del Sesia” |
Oldenico
0161.73112 |
Il Museo
dell'Ente Parco nasce dall'intento di documentare e di illustrare
i lavori di ricerca e gli studi naturalistici svolti nel parco nel
corso degli anni. Suddiviso in diversi settori, il Museo espone
alcuni degli aspetti peculiari del territorio protetto. Maggior
risalto è stato dato all'ornitologia essendo il Parco frequentato
da una numerosa avifauna.La collezione ornitologica presenta 468
esemplari perfettamente realizzati e conservati che rappresentano
specie di uccelli europei e in minor
numero extraeuropei, 140 dei quali sono osservabili durante l'anno
nel Parco (essendo stanziali o di passo).
Gli
esemplari, maschio, femmina e giovane sono esposti in ordine
sistematico¸ un cartoncino illustrativo di facile e immediata
lettura descrive: l'ordine di appartenenza, la famiglia, la
specie, il nome italiano e latino.
Inoltre sono
rappresentati attraverso simboli, interpretabili con la legenda
allegata al biglietto di ingresso,
alcuni aspetti di biologia generale come l'arenale
di nidificazione, le abitudini di vita, gli ambienti frequentati
di solito e il periodo di nidificazione.
Altri
settori sono dedicati ad altri aspetti territoriali: l'aspetto
botanico forestale che illustra i contenuti del Piano
di Assestamento Forestale e le
caratteristiche botaniche relative a piante e funghi;
La sezione
geologica che espone alcuni clasti del
fiume Sesia e la morfologia del territorio circostante; il settore
entomologico dove è esposta una raccolta di insetti appartenenti a
diversi ordini, tra cui gli Eterotteri
e i Lepidotteri.
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Museo Pietro della Vedova
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Rima
S.Giuseppe
0163.95025/95125
www.laproxima.rima.it |
L'edificio della
Gipsoteca è una costruzione sobria che sorge appartata rispetto
all'abitato di Rima; al suo interno si conserva l'allestimento del
1903. In due ambienti, un vestibolo ed un salone di circa 150 mq.,
si trovano circa 180 calchi, bozzetti e modelli in gesso che
consentono una rapida e al tempo stesso globale visione della
produzione di Pietro Della Vedova. Gli originali
in marmo sono in gran parte a Torino.
Le sue principali opere sono da rintracciarsi
nei cimiteri monumentali dei capoluoghi piemontese e lombardo
e furono realizzate a partire dal 1871.Sono
opera sua la colossale statua dell'Industria per la facciata di
Palazzo Carignano, il sarcofago
monumentale di Monsignor Ricardi di
Netro, nel cimitero torinese, il
monumento al pittore G.
Ferrari per la città di
Varallo, la statua di Napoleone III a
Lingornetto (Svizzera). Egli
ricevette grandi riconoscimenti anche all'estero, lavorò in
Ungheria, Perù Svizzera, Francia,
Austria ed America .
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Museo regionale di Scienze
Naturali |
Torino
011 4323080 |
Il museo, nato
con l’intento di riunire in un’inica
struttura tutte le collezioni
universitarie della città di torino,,
offre un’immensa documentazione di zoologia, botanica,
entomologia, geologia, mineralogia e paleontologia, ricca di
esemplari, specie e campioni di ogni genere
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Museo”F.Borgogna” |
Vercelli
0161.252776 – 211338
musborg@libero.it
www.museoborgogna.it |
Situato nel cuore di Vercelli il Museo Borgogna ha sede in un bel
palazzo neoclassico che racchiude la seconda pinacoteca in
Piemonte dopo la Galleria Sabauda per quantità e qualità dei pezzi
esposti. Il Museo attualmente espone
450 opere disposte su tre livelli in circa 3000 metri quadri. Esso
conserva un insieme unico per ricchezza e coerenza della pittura
rinascimentale piemontese e vercellese:
un centinaio di affreschi staccati e
pale d'altare testimoniano l'eccezionale sviluppo di tali scuole,
vi si possono ammirare opere pittoriche che spaziano da Defendente
Ferrari a Girolamo
Giovenone, da Gaudenzio
Ferrari a Bernardino
Lanino. L'arte rinascimentale
lombarda, toscana e veneta è rappresentata dalla raffinata
collezione riunita da Antonio Borgogna, che, a sua volta, spazia
da Tiziano a Bernardino Luini, dal
Francia al Sodoma.
La raccolta Borgogna prosegue con una buona selezione
di pittura sei e settecentesca italiana
(Ludovico Carracci, Carlo
Maratta) e un cospicuo nucleo di
dipinti fiamminghi e olandesi della stessa epoca. Assai
consistente è anche il fondo dell'Ottocento italiano e straniero
(Girolamo Induno, Stefano
Ussi), mentre pochi sono i selezionati
pezzi del primo Novecento (Angelo Morbelli,
Ambrogio Alciati).
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Oasi
Zegna |
Trivero
Tel e fax-015-756.129
prolocotrivero@tiscali.it |
Esteso territorio montano che permette la scoperta di diversi
ambienti grazie ai numerosi sentieri segnalati
: dalla passeggiata attraverso la conca dei rododendri
all'aspra Valsessera dove si possono
incontrare, sostando negli alpeggi, animali selvatici. Con cadenza
periodica e costante, l'Oasi Zegna
propone una serie di iniziative nel
campo dell'educazione ambientale, del turismo e degli sport
eco-compatibili, in collaborazione con enti e professionisti che
da anni svolgono queste attività sul territorio. Per informazioni
sugli eventi e sulle iniziative dell'Oasi
Zegna, è possibile rivolgersi al Centro Visita
Accoglienza o chiamare il Numero Verde 800-012022.
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Padiglione del mare e della
navigazione” |
Genova
Sezione Didattica Padiglione del Mare
Tel: 010/2463678
Fax: 010/2467746
musei@solidarietaelavoro.it
www.padiglionedelmare.it |
Realizzata secondo una concezione
museale che prevede cambiamenti
ed evoluzioni questa esposizione prende in esame la storia della
navigazione genovese dal XV secolo fino agli anni ’30 del
Novecento.Particolare attenzione è riservata a tutti gli elementi
della cultura materiale – costruzione delle navi e vita di bordo –
con una raccolta di strumenti da lavoro e oggetti
di uso comune.
La Sezione Didattica del Padiglione del Mare e della Navigazione
organizza attività didattiche, eventi, lezioni specifiche,
laboratori per un'ampia fascia di destinatari: bambini dell'asilo
nido, scuola materna, scuola elementare, scuola media
inferiore e secondaria superiore, oltre
ai laboratori per adulti e ai laboratori estivi ed invernali per
le famiglie. Inoltre sono sempre attivi
gli incontri periodici con gli insegnanti per illustrare il
percorso espositivo e presentare il programma didattico.
Lo scopo principale delle nostre attività è quello di far
conoscere e scoprire un mondo spesso ancora oggi misterioso e
sconosciuto: il museo. Il Padiglione del Mare vuole essere un
museo fruibile e divertente, divenendo un importante momento
di esperienza e di conoscenza; le
attività didattiche sono quindi un mezzo importante di
"esplorazione e scoperta", sollecitando la curiosità, stimolando
l'osservazione, la capacità di porre domande e di formulare
ipotesi.
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Palazzo
Carignano |
Torino
011 5623719 |
Sede del
parlamento di Sardegna e casa natale di Carlo Alberto e Vittorio
Emanuele II fu teatro della proclamazione del
regno d’Italia, presenta una monumentale facciata ornata di
statue. di statue. Ospita il Museo
Nazionale del risorgimento Italiano.
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Parco Villa Taranto |
Verbania
www.villataranto.it
Tel.
0323 404555
Fax 0323 556667 |
I
Giardini Botanici di Villa Taranto si estendono sulla riva
piemontese del Lago Maggiore, coprendo un’area di circa 20 ettari
sul promontorio detto della Castagnola. Essi rappresentano uno dei
più perfetti esempi di giardino all’inglese visitabile in Italia.
Il
grandioso complesso occupa tutto il fianco nord orientale del
promontorio della Castagnola. Lo stabile della villa (oggi sede
della Prefettura) è situato nella parte alta del parco
, lontano dai cancelli d'ingresso che si affacciano sulla
strada statale. E' di stile franco-normanno, visibile, in
particolare, nel tetto a mansarda con finestre sporgenti e nella
snella torretta poligonale sormontata da cuspide. Fu edificata
verso la fine del XIX secolo ,nel
1931venne acquistata dal capitano scozzese Antonio
Neil McEacharn,
arciere della regina d'Inghilterra e Accademico
Linneano. E' grazie al lavoro assiduo
e metodico di questo gentiluomo scozzese, amante della natura e
delle cose belle, se noi oggi possiamo visitare i più bei giardini
botanici d'Europa. Nel 1939, infatti,
Neil McEacharn,
non avendo eredi, decise di donare la villa e tutto il complesso
del parco, da lui creato fra 1931 e il 1936, allo Stato
Italiano. Nel 1952 i giardini furono aperti al pubblico, ed oggi
sono gestiti dall'Ente Giardini Botanici Villa Taranto, che
ha continuato ad arricchire il
patrimonio botanico e paesaggistico con nuove varietà arboree. Il
pergolato di glicini azzurri e gialli, la valletta, la scalinata,
la fontana dei putti, la serra dove galleggiano le enormi foglie
della Victoria regia, i tulipani, il maestoso viale di conifere, i
policromi aceri giapponesi, il giardino d'inverno con le sue
specie subtropicali, sono solo alcune delle meraviglie che
possiamo ritrovare in questo complesso
botanico-naturalistico, vero e proprio capolavoro d'arte.
Un' ultima curiosità: la villa ed i suoi giardini furono
battezzati con il nome "Taranto" dal capitano scozzese in memoria
di un suo antenato, il maresciallo Mac
Donald, nominato da Napoleone duca di
Taranto.
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Parco “Lame del Sesia “ |
AlbanoVercellese
Tel. 0161.73112 / 0161.73393
- Fax 0161.73311
infoparc@lamedelsesia.vc.it |
Il
Parco Lame
del Sesia, è attraversato in tutta la sua lunghezza dal fiume
Sesia. La sponda orografica destra è quasi interamente in
provincia di Vercelli, mentre quella sinistra interessa per un
ampio tratto la provincia di Novara. La Sesia
è un fiume è un fiume soggetto a piene improvvise e violente,
alternate a periodi di magra; questo comportamento ha contribuito
a creare gli ambienti che caratterizzano l’area protetta.
In occasione di eventi di piena di particolare entità, i meandri
o anse del fiume, possono essere “saltati”, l’acqua può superare
le sponde e scavare un nuovo tratto di alveo di raccordo tra due
anse. Il meandro che è stato saltato si trasforma lentamente in
uno stagno di forma arcuata chiamato localmente “lama” o
lanca.
Altri tipi di lame si formano in corrispondenza di rami
secondari che si separano e si ricongiungono più volte formando
isolotti. Questo è dovuto
all’abbondante materiale solido trasportato che favorisce
frequenti cambi di direzione della corrente. A causa dello
spostamento dell’alveo i rami non sono più alimentati da quantità
d’acqua significative e poco alla volta
vengono colonizzati dalla tipica vegetazione palustre. I depositi
alluvionali, costituiti da ciottoli e ghiaie frammisti a sabbia,
sono situati in zone abbandonate dal fiume, in
posizioni lievemente rilevata rispetto all’attuale letto
del corso d’acqua. Colonizzati da vegetazione
termoxerofila, costituiscono le radure del bosco e
vengono chiamati “gerbidi”.
Questi ultimi vengono progressivamente
invasi dagli arbusti e dagli alberi. Lo stesso processo interessa
anche le lame che subiscono un lento interramento trasformandosi
prima in prati umidi e successivamente
in bosco. Attualmente la Sesia, nel
tratto di pianura considerato, scorre compresa tra arginature
artificiali che ne limitano il divagare. L’insieme di questi
ambienti: boschi, lame e gerbidi
costituisce quella porzione di
territorio definita “golena” ovvero l’area compresa tra l’alveo
inciso di un corso d’acqua e l’argine maestro, necessaria al
rallentamento e al contenimento delle piene.
Il Parco è situato a una quota sul livello del mare che va dai
160 metri del confine nord ai 135 metri del confine sud ed è posto
a circa due chilometri dagli antichi terrazzi fluviali localmente
chiamati “baragge”.
Questi terrazzi, esistenti nel territorio del comune di
Villarboit, sono costituiti da un tipo
di suolo poco fertile, argilloso, ricco di
ossidi e idrossidi di ferro che gli conferiscono una
colorazione rossastra denominato “ferretto” per indicarne le
trasformazioni pedogenetiche che
consistono nella lenta concentrazione di materiali argillosi e
concrezioni di materiali ferro-magnesiaci (ossidi e idrossidi).
Questo lembo di baraggia costituisce uno degli ultimi resti delle
estese brughiere un tempo diffuse e oggi
sicuramente meritevoli di protezione.
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Parco Dei Cento laghi
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Il Parco si trova in
provincia
di Parma
http://www.parks.it/parco.cento.laghi/arr.html
Tel .0521
354112
Fax 858260
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Il
Parco dei Cento Laghi si trova in un'area di grande interesse
paesaggistico che, grazie alla evidente
impronta glaciale, ricorda gli spettacolari ambienti alpini. Le
zone più alte del Parco sono costellate da un numero
particolarmente elevato di belle conche lacustri
di origine glaciale, così come di altre
morfologie che testimoniano quel tipo di
morfogenesi.
Di rilievo sono anche alcuni ambienti forestali (con
suggestive fustaie di conifere e
latifoglie) e gli ambienti montani a maggiore naturalità, quali
rupi, brughiere d'altitudine, torbiere e pozze d'alpeggio.
Notevole è infine la presenza di specie
floristiche rare e minacciate, in genere piante alpine
relitte o specifiche degli ambienti
ofiolitici.
Il Parco fin dalla sua istituzione ha individuato l'educazione
ambientale tra le proprie priorità, investendo tempo e risorse
nella formazione del personale, nell'attività con gli studenti e
gli insegnanti delle scuole del territorio, nei percorsi didattici
per le scuole esterne all'Area Protetta e nella creazione di un
Centro di Educazione Ambientale.
Le attività promosse mirano alla conoscenza del territorio e delle
emergenze naturalistiche attraverso favole, giochi, laboratori e
attività manuali.
ll Parco dei Cento Laghi, ha potuto
allestire ed avviare un centro di Educazione Ambientale (CEA) con
due sezioni una “AZZURRA” a Monchio
delle corti legata al tema dell’acqua (i laghi, le zone umide, i
torrenti, le centrali idroelettriche...), l’altra "VERDE" a Bosco
di Corniglio (gli abeti bianchi e
rossi, i faggi, il sottobosco, le carbonaie...) con riferimento al
tema della foresta. La sezione del CEA di
Monchio delle corti e di Bosco
di Corniglio si trovano a fianco della
scuola e sono costituite da un ampio spazio polifunzionale
utilizzato come sala per conferenze, piccoli convegni, corsi di
formazione e come accoglienza per le classi in visita al Parco. La
piccola biblioteca offre testi specializzati per un pubblico
giovane e giovanissimo, nonché manuali,
guide naturalistiche e cartografia.
L'ampio laboratorio è attrezzato con una ricca strumentazione
dedicata all’approfondimento delle attività e delle osservazioni
compiute sul campo. Chi abbia interesse
ad utilizzare il CEA per iniziative specifiche può contattare
l’Ente Parco per prenotare ed organizzare l’attività.
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Parco del Ticino |
info@parcodelticino.pmn.it |
Questo Parco è stato istituito per :
l'organizzazione del territorio per la fruizione a scopo
ricreativo, didattico e scientifico, la salvaguardia della qualità
delle acque, la promozione dell'attività agricola e la tutela del
patrimonio forestale. Il Territorio del parco ha una superficie di
6250 ettari ed occupa una ristretta fascia lungo la riva destra
del Ticino, dal suo imbocco dal Lago Maggiore fino al confine
regionale, comprendendo parte del territorio
di undici Comuni, da Castelletto Ticino a Cerano. Insieme
al Parco Lombardo del Ticino costituisce una tra le maggiori aree
protette d'Italia, caratterizzata dalla presenza costante del
fiume. E'disponibile materiale didattico comprendente una serie
di audiovisivi sugli aspetti storici,
faunistici, botanici, ambientali del
Parco. Vengono proiettati, a richiesta,
nelle scuole, presso la sede di associazioni, enti, gruppi
interessati. Annualmente vengono
organizzate conferenze giornate di studio, corsi di aggiornamento,
mostre, concorsi, programmi di collaborazione con scuole. Numerose
sono le attività scientifiche e le collaborazioni con enti
diversi: il CNR per la rilevazione e lo studio delle piogge acide
e per lo studio delle acque, con gruppi di studio per ricerche
botaniche, con le università per studi geologici, archeologici,
fitopatologici,idrogeologici.
Sono stati inoltre realizzati un centro di
inanellamento per lo studio
delle migrazioni, un laboratorio di analisi e controllo della
qualità delle acque ed il progetto di studio per la reintroduzione
della lontra.
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Parco della
Burcina |
Pollone (
Biella )
Tel.
015 2563007
Fax 015
2563914 |
Un
grande bosco ed un giardino ben
caratterizzato: questi sono i due aspetti del Parco
Burcina. Il bosco
fa da contorno e da sfondo al Parco, insieme raggiungono un
equilibrio di rara bellezza. Il giardino è informale, paesistico,
le piante sono disposte con apparente casualità, ad imitazione di
ciò che avviene in natura: boschetti alternati a prati e radure,
grandi alberi isolati; la vista a volte è chiusa da barriere verdi
a volte può spaziare sia verso la pianura sia verso le montagne
retrostanti. Una strada tortuosa si
inerpica sino alla sommità del colle offrendo ad ogni svolta
sempre nuove emozioni e sorprese. Come nei giardini paesistici
anche nel Parco Burcina sono state
introdotte molte specie esotiche perfettamente inserite nel
disegno generale del parco; nel bosco invece si ritrovano le
latifoglie tipiche dei nostri ambienti: faggi, castagni, aceri,
frassini, querce, ciliegi, betulle.
Per le scolaresche e chiunque altro ne faccia richiesta è prevista
una visita guidata, condotta dai guardaparco, della durata di
circa 2 ore, assai utile per conoscere, attraverso diversi
itinerari, le caratteristiche del parco.
Vengono anche organizzate delle attività di
educazione ambientale che consentono di studiare l'ambiente
attraverso momenti di lezione, di ricerca, di raccolta materiale,
di gioco.
Per informazioni e prenotazioni telefonare alla sede del parco
dalle ore 8,30 alle ore 10,00 al numero
015-256.3007
XILOTECA
Al
parco è presente una raccolta di diverse specie
di alberi legnosi. Si tratta di
campioni costituiti da un piccolo asse,
normalmente sezionato secondo un taglio radiale ed uno
tangenziale, e da una parte di albero che evidenzia la corteccia.
In quasi dieci anni, sono state raccolte più di 120 specie di
legni diversi, molti dei quali presenti
all'interno del parco stesso.
Possiamo fornire a chiunque ne fosse
interessato, l'elenco completo delle specie sino ad ora
raccolte e saremmo lieti di poter acquisire altre essenze che
andrebbero ad arricchire la nostra raccolta.
La xiloteca è visitabile tutti i
giorni, previa prenotazione.
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Parco della Villa
Pallavicino |
Stresa
Tel.:0039-0323 32407
Fax: 0039-0323 31533
www.parcozoopallavicino.it
|
Il parco della Villa Pallavicino è
dimora ottocentesca ai piedi del Lago Maggiore al cui interno
vivono oltre 400 animali appartenenti ciascuno a 40 differenti
specie: castori, canguri, zebre, daini, uccelli esotici, scimmie,
furetti, cani della prateria, volpi del deserto, scoiattoli di
prevost, varie specie di pappagalli,
cane procione… e la lista potrebbe proseguire ancora per molte e
molte righe. Da visitare anche lo splendido giardino botanico
dove crescono le più belle varietà di piante e di fiori, dalle
camelie ai grandi alberi secolari, dal ginko
bilboa alle sequoie…. All'interno del
parco, oltre alla splendida Villa, la cascina
delle Filippine costruita nel 1776 intorno alla quale si è
tentato di ricostruire l'habitat naturale di diverse specie
animali che vi abitano, vi è inoltre, un'area attrezzata con
giochi per i più piccini.
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Parco Delta del Po |
www.parcodeltapo.it
www.provincia.rovigo.it/turismo
Azienda di
Promozione Turistica:
Tel.
0425/361481
|
Il Po, il fiume
più lungo d'Italia, con i suoi 650 chilometri attraversa la
pianura Padana fino all'Adriatico, dove sfocia a delta, dando vita
ad una delle più vaste zone umide europee e del Mediterraneo. Il
Delta del Po è una terra stupenda ancora in buona parte
sconosciuta, da percorrere lentamente, scoprendo la dolcezza del
paesaggio, l'accoglienza calda e ruvida dei
casoni, l'emozione dei ponti di barche, il mistero dei
folti canneti, i vasti orizzonti, le attività nelle valli, nelle
lagune e negli orti, fino al fascino della foce e degli estremi
scanni, lembi di sabbia finissima in continuità con il mare.
L'estensione delle aree protette del Parco è di 120 chilometri
quadrati. 9 i comuni interessati, tutti
in provincia di Rovigo. Sono:
Adria,
Ariano nel Polesine,
Corbola,
Loreo,
Papozze,
Porto Tolle,
Porto Viro,
Rosolina,
Taglio di Po
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Parco di Pinocchio
|
Tel.0572
429342
Fax 0572
429614
www.pinocchio.it
fondazione@pinocchio.it |
Il tema dell’itinerario è quello di rivivere le avventure di
Pinocchio attraverso un percorso guidato all’interno di una
macchia mediterranea , dove si possono
ammirare vari monumenti dedicati al celebre burattino.All’interno
del Parco si trova anche il Museo-Biblioteca “ Laboratorio delle
Parole e delle Figure “ dove si tengono mostre
di illustrazioni per l’infanzia e di opere d’arte ispirate
alla lettura giovanile di tutto il mondo, esposizioni didattiche,
spettacoli di burattini e laboratori didattici....
E inoltre:da visitare anche l'antico
borgo, la Villa e il Giardino Garzoni.
L'antico borgo, detto Collodi Castello, ha probabilmente origine,
come molti altri borghi o castelli medievali, da motivi militari
che spinsero la popolazione della valle a fortificarsi sulla
collina sovrastante, detta Colle di Odo o di Odolo, nome di
origine germanica. In ottima posizione strategica, Collodi ebbe
poi la sfortuna di trovarsi sulla fascia di confine fra il
territorio lucchese e quello fiorentino, e fu quindi conteso dal
1329 al 1442. Dopo numerosi assedi e saccheggi, divenne un
avamposto fortificato della Repubblica di Lucca, con economia
basata sull'olivicoltura e sullo sfruttamento dell'acqua del
Pescia Minore (o Pescia di Collodi) attraverso numerosi mulini,
frantoi, filande di seta e cartiere.
Veramente originale è la sua struttura: ancora oggi si può
percorrere solo a piedi. E' una cascata di piccole case
arrampicate su di un colle scosceso: in alto l'antica Rocca, in
basso la maestosa Villa Garzoni. Lungo le vie strette e lastricate
le case mantengono l'impianto medievale, si incontrano i resti
delle fortificazioni e, alla sommità del paese, la Pieve di San
Bartolomeo (sec. XIII).
|
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Parco
faunistico“Le Cornelle “
|
tel.035
527422
Fax 035 528285
www.lecornelle.it |
Il Parco nasce nell’ottica di rispetto
tra uomo e natura, un rapporto fatto di delicati equilibri che
devono essere rispettati per il mantenimento e l’incolumità di
qualsiasi specie umana ed animale.. La presenza di oltre cento
specie di animali ospitati nel parco non vuole essere una semplice
ed esclusiva attrattiva, ma un preciso stimolo alla conoscenza dei
problemi che riguardano il mondo animale e quindi, più in
generale, la natura.
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Parco Ittico Paradiso |
Zelo Buon Persico (LO) - Frazione Villa Pompeiana
Tel.
02/9065714
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Una gita al Parco Ittico fornisce numerosi spunti che possono
interessare gli insegnanti sia delle scuole elementari che delle
medie inferiori e superiori. Elementi di
educazione ambientale e storia naturale contribuiscono nel
fare dell'escursione al Parco una vera e propria lezione all'aria
aperta, in cui si potrà far osservare dal vivo le nozioni
acquisite dai libri.
I sentieri naturali del Parco non presentano ostacoli
architettonici e si sviluppano in un ambiente incontaminato fra
laghetti, ruscelli, canali, stagni, risorgive e fontanili, che
ospita oltre ai pesci molte altre specie appartenenti ai più
diversi gruppi naturali, come uccelli (germani reali,
nitticore, martin
pescatore, folaghe) e mammiferi minori (conigli, tassi, ghiri,
ricci, donnole) tutti gli animali vivono in totale libertà. La
presenza di una piccola "fattoria" permette ai ragazzi di
conoscere i più comuni animali da cortile come galline, tacchini,
oche, pavoni e faraone. Lungo il
percorso una puntuale segnaletica descrive ed illustra gli
animali e le piante presenti con fotografie, disegni e didascalie.E'
inoltre presente un luogo di ristoro al coperto attrezzato per
colazioni al sacco. Bar, toilette (attrezzato per disabili)
. Si può scegliere di essere accompagnati durante la
passeggiata da una delle guide del Parco, a pagamento e su
prenotazione
|
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Parco la Mandria
|
parco.lamandria@reteunitaria.piemonte.it
Tel: 011/4993311
Fax: 011/4594352
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Parco "storico" nelle immediate vicinanze di Torino dalla
morfologia a terrazzi alluvionali in cui le zone boscose si
alternano ad ampi pascoli, piccoli laghetti e terreni agricoli.
Il mutevole paesaggio è intervallato testimonianze
architettoniche: dimore reali risalenti all'epoca del re Vittorio
Emanuele II, quali castelli, reposoir
di caccia, oltre a cascine dei secoli scorsi e antiche chiese. La
copertura vegetale dell'area costituisce un relitto della foresta
di pianura dominata da querce e frassini ed offre rifugio a
numerose specie di animali. In questo
significativo residuo di foresta di
pianura vivono liberamente o in modo semibrado diverse specie di
nimali selvatici e domestici.Il
Parco offre aree attrezzate per picnic, percorsi ginnici, percorsi
natura, percorsi a cavallo, mostre e manifestazioni culturali e di
svago,
soprattutto nel periodo primaverile e autunnale. Recentemente la
Regione Piemonte ha acquisito una nuova porzione di territorio,
circa 320 ha, comprendente la Tenuta dei Laghi ed il Castello
omonimo; la tenuta è visitabile su prenotazione.
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Parco
Minitalia
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- Capriate San
Gervasio – Bergamo
Tel. 02/9090169
Fax 02/90963469
info@fantasyworld.it
www.fantasyworld.it |
Un'inconsueto
villaggio virtuale,
alla ricerca delle bellezze artistiche e
naturali più famose del Bel Paese. E' il parco
Minitalia, che propone un
panoramico giro d'Italia a grandezza d'uomo. Avrete a portata di
mano,
ricostruiti in scala 1:50, oltre 200
dei monumenti italiani più riconoscibili:
il Colosseo e il Duomo,
P.zza San Marco e la Mole
Antonelliana, passando per le Dolomiti
e le miniere sarde di carbone.
Inoltre, da qualche anno, è stato allestito un paradiso di
divertimenti, in un'area verde di 200 mila metri quadrati.
Giostre, tappeti volanti, zattere
galleggianti, treni e trenini e ogni giorno uno spettacolo storico
dal vivo, ambientato nell'antica Roma imperiale. Area
pic nic
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Parco natura viva |
Bussolengo
045
7170052
Fax 045
6770247
www.parconaturaviva.it
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Nel Parco
Faunistico sono ospitati esemplari
rari e poco conosciuti. In collaborazione con importanti
associazioni europee. Il Parco Natura
Viva si occupa delle specie minacciate in via di estinzione. La
passeggiata tra querceti e piante secolari è
allietata dalla presenza di numerose specie selvatiche, che qui
trovano il loro habitat ideale.
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Parco naturale del Monte
Fenera |
Tel:
0163/209356
Fax:
0163/209356
parco.fenera@reteunitaria.piemonte.it
|
Il
Parco prende il nome dal monte che si erge, possente e solitario,
sopra i rilievi della Bassa Valsesia e
che, per il suo profilo, è riconoscibile dalla pianura
novarese e
vercellese: il Fenera.
Il suo territorio, ottima scelta per una vacanza alternativa, è
situato in zona baricentrica rispetto
alla pianura caratterizzata dalle risaie, all'Alta
Valsesia, dove si erge il gruppo del
Monte Rosa, ai laghi d'Orta e
Maggiore. E' quindi un punto di partenza per escursioni correlate
al territorio circostante dove storia, cultura e tradizioni si
sono espresse e influenzate reciprocamente nel tempo.
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Parco
nazionale delle Cinque Terre |
www.parks.it
www.parconazionale5terre.it
Per tutte le informazioni relative alla realizzazione degli
itinerari contattare:
SOC. COOP. A R.L. ONLUS “VIA DELL’AMORE”
Via del Santuario, 83 - 19017 Riomaggiore (SP)
Tel. 0187762187 - Fax 0187760092 -
E-mail:
viadellamore@libero.it
Dott. Gianluca Pasini
Tel. 0187760530 - Cell. 3483162471 - E-mail:
gianluca_via@yahoo.it
|
Il Parco Nazionale
delle Cinque Terre si trova in Liguria, in provincia della Spezia.
I suoi confini sono la costa di Tramonti, a levante, e il comune
di Monterosso, a ponente.L'Area Marina Naturale Protetta delle
Cinque Terre, prospicente la costa dei cinque borghi, è compresa
tra il Promontorio di Punta Mesco, a ponente, e il Capo di
Montenero, a levante.Il Parco Nazionale delle Cinque Terre,
inserito nell'elenco del patrimonio mondiale, ambientale e
culturale dell'Unesco, offre caratteristiche ambientali e
culturali da salvaguardare e valorizzare: coste a strapiombo sul
mare con baie e spiaggette, migliaia di chilometri di muretti a
secco a segnare i terrazzi per la coltivazione della vite, i
caratteristici rustici, i borghi medievali, i santuari, i sentieri
panoramici sul mare e sui pendii.
Tutte le escursioni che presentiamo possono essere rivedute,
personalizzate e combinate tra loro a seconda delle esigenze.Per
questioni di sicurezza sui sentieri e per un migliore svolgimento,
tutte le escursioni sono state pensate per gruppi di 25 persone al
massimo.
L’abbigliamento per i percorsi sui sentieri deve essere molto
comodo e funzionale e, cosa molto importante, raccomandiamo una
particolare attenzione alle calzature.
Le iniziative sono principalmente indicate per studenti delle
scuole medie, ma i percorsi più semplici sono adattabili anche
agli studenti delle scuole elementari.
Escursioni :
Cinque Borghi: come e perchè.
Un percorso
guidato, in treno e a piedi,
Da Riomaggiore al Santuario della Madonna di Montenero
.
Dal mare alla montagna: un percorso naturalistico affascinante,
ricco di curiosità e leggende legate all’immagine della Madonna di
Montenero
.Da
Vernazza al Santuario della Madonna di Reggio
Salendo verso il santuario di Reggio, fino ad incontrare i giganti
verdi che da secoli lo avvolgono con le loro ombre. Il fascino
intatto del borgo attraverso i “carrugi” meno conosciuti
Il
promontorio del Mesco: dal Santuario di Soviore a Monterosso
.
Un itinerario escursionistico dedicato all’osservazione dei
singolari fenomeni geologici del promontorio fino all’eremo di S.
Antonio con la più spettacolare visione dell’intera costa delle
Cinque Terre.
Il vino racconta: lo Sciacchetrà e altre
delizie
.Un’escursione alla scoperta dei vigneti terrazzati, delle
tecniche di coltivazione e vinificazione, arricchita dalla visita
di una tipica cantina delle Cinque Terre.
Odori e colori delle Cinque Terre: il Sentiero
Azzurro
.
Tra i profumi delle piante aromatiche e gli ombrelli delle
euforbie, un percorso attraverso il tempo e la fatica dell’uomo.
Torre Guardiola: il percorso della scrittura
Attraverso le tredici tappe dell’itinerario elaborato dalla
Prof.ssa Tonfani giungeremo alla produzione di piccoli testi
narrativi ispirati dalle nostre emozioni.
Torre Guardiola: la macchia mediterranea
Un
sentiero costruito con duro lavoro di volontari dove si possono
vedere e toccare le piante che costituiscono l’intricata macchia
mediterranea e giungere alla vecchia postazione militare, oggi
trasformata in centro di osservazioni naturalistiche.
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Parco Ornitologico Martinat |
Pinerolo
Tel:
0121 30.31.99
Fax:
0121 30.30.77
www.parcomartinat.it
|
Il
Parco Ornitologico Martinat si estende
per circa ottantamila metri quadrati sulla collina ai confini dei
comuni di Pinerolo e San Pietro Val
Lemina Il clima, se si considera che
si è in Piemonte, è eccezionalmente favorevole.Proprio
per questo motivo la zona è stata scelta dal dottor Sergio
Martinat per stabilirvi la sua
collezione di uccelli esotici, una
delle più grandi del mondo: oltre duemila esemplari di cui la metà
pappagalli, che, come si sa, stanno diventando sempre più rari.
Lo scopo principale del Parco è quello di far riprodurre e
conservare per le future generazioni specie che
attualmente sono in grave pericolo di
estinzione.
In secondo luogo di mettere a disposizione del
pubblico animali rari ed ormai quasi introvabili, nelle migliori
condizioni possibili, in modo che la gente possa rendersi conto
della bellezza e dell'importanza di quanto nelle regioni tropicali
si sta sconsideratamente distruggendo.
Il Parco, inoltre, offre un sicuro ricovero ad animali che
altrimenti sarebbero stati soppressi: è
il caso delle tigri e dei leopardi attualmente ospitati che
rimangono di proprietà del privato che li ha allevati.
E così per pappagalli scimmie, procioni,
tartarughe e molti altri animaletti tenuti in casa sino a che non
si sa più che farne. Nel Parco si trovano
:
la
più grande voliera del mondo, di ben 13.000 metri quadrati, con
sette laghetti popolati da anatre, oche, gru, fenicotteri, ibis,
cicogne, ecc: centinaia di uccelli in grado di volare e vivere
come fossero in libertà, ma senza i pericoli che questa comporta;
la
quarta voliera del mondo, di 5.000 metri quadrati, dove si può
ammirare il volo di uccelli come pellicani, gru, otarde, cicogne,
ecc.;
una
delle più grandi collezioni di pappagalli esistenti. Centinaia di
pappagalli (are di 14 specie sulle 16 esistenti, cacatua,
amazzoni, ecc.) vivono e volano in voliere speciali di ben trenta
metri di lunghezza. In nessun'altra
parte del mondo si possono vedere 130 Are
ararauna e 40 Are macao volare tutte
insieme;centinaia
di voliere più piccole per la riproduzione, vasti recinti per gru,
casuari, emù, cervi, caprioli, daini,
canguri, lama, alpaca, guanachi. Di grande interesse è la presenza
di una grande tartaruga delle
Seichelles, del peso di circa un
quintale;un
centro per la moltiplicazione di specie rare minacciate di
estinzione, con notevoli successi a livello mondiale: ad esempio
la riproduzione del rarissimo Cacatua oftalmica della Nuova
Guinea, del Cacatua delle Molucche, dell'Amazzone di Cuba,
dell'Amazzone Pretrei, dei
Fenicotteri.
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Parco safari della Preistoria |
Rivolta
D'Adda – Cremona
Tel.
0363/78184 - 0363/370250
Fax 0363/370290
info@parcodellapreistoria.it
.78184 - 0363.37025
Fax. 0363.370290
|
Il
Parco della Preistoria è un'area naturale costituita da un bosco
secolare, resto dell'antica foresta
planiziale padana, di oltre cento ettari sulla sponda
sinistra del fiume Adda, a soli 25 chilometri da Milano. Lungo il
suo itinerario , intercalato da acque e
laghetti, sono state inserite oltre trenta ricostruzioni a
grandezza naturale di animali vissuti nella preistoria, fra cui
artropodi, pesci, anfibi, rettili arcaici, dinosauri, pterosauri,
rettili marini, mammiferi, uomini preistorici: si tratta di una
delle esposizioni più complete a livello europeo. Gli animali e
gli uomini preistorici, ricostruiti con metodi scientifici in
grandezza naturale, sono distribuiti lungo l'itinerario in ordine
cronologico ed evolutivo e presentano forme e dimensioni
straordinarie: essi, infatti, si presentano così
come erano, viventi, milioni di anni
fa. Ogni animale è accompagnato da un cartello che ne illustra le
principali caratteristiche.Il Parco
offre anche un percorso botanico, una mostra di fossili e
minerali, la vista di animali in
semilibertà, aree attrezzate per pic-nic, parchi giochi
emolte altre
attrative. Ed inoltre...
Ecologia Viva
E' un programma sviluppato dalla direzione del Parco per educare
studenti e visitatori al rispetto della natura e alla raccolta
differenziata dei rifiuti. Una speciale
cartellonistica distribuita lungo
l'itinerario invita il pubblico al rispetto di
animali e piante e alla gestione di rifiuti che devono
essere riposti nei numerosi contenitori per la raccolta
differenziata presenti nel Parco. Ciò permette di avviare i
rifiuti agli appositi centri di
riciclaggio riducendo al minimo l'impatto ambientale: il rigoglio
del bosco del Parco è il miglior testimone del successo di questa
iniziativa.
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Pinacoteca di
Varallo |
Tel.
0163.51424
museivarallo@libero.it |
La Pinacoteca di
Varallo si costituì nel 1887 grazie
all'azione congiunta della Società di
Incoraggiamento allo Studio del Disegno e della Società di
Conservazione delle Opere d'Arte e dei Monumenti in
Valsesia.La prima struttura della
Pinacoteca prese vita sulla base dei preesistenti nuclei di
materiale di proprietà della Scuola di Disegno e della Società
di Incoraggiamento e soprattutto grazie
alla buona riuscita di una esposizione di arte antica e moderna.
Sul finire degli
anni '50 la Società di Conservazione acquisì gran parte del
Palazzo dei Musei e la Pinacoteca fu riordinata occupando
un quindicina di sale tra primo e
secondo piano.Le opere presenti, circa
3.300, si radicano nella realtà figurativa
valsesiana offrendone un panorama che spazia
dal XV al XIX secolo. L'attuale
allestimento comprende opere di Gaudenzio
Ferrari e di Tanzio da
Varallo, ai quali è dedicata un'intera
sala, ma anche di Morazzone,
Lanino, Gianoli,
Orgiazzi e altri.Vi
sono inoltre pregevoli bronzi, gessi, intagli, terrecotte, mobili.
Nella
sezione dedicata alla scultura vi sono interessanti lavori
provenienti dal Sacro Monte di Varallo
e i bozzetti di diversi scultori: Carestia,
Antonini, Albertoni, Della
Vedova.
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Ravenna
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Tel.
800 303.999
www.diocesi-ravenna.org. |
Attraverso
gli splendidi monumenti si ripercorre
la storia dei secoli successivi alla caduta dell’Impero Romano, i
Bizantini, i regni romano-barbarici...Importanti i mosaici e le
altre decorazioni anche per la conoscenza della simbologia
cristiana.. I monumenti più importanti del percorso : Basilica di
San Vitale, Mausoleo di Galla Placida,Sant’Apollinare
Nuovo, Battistero Neoniano, Museo
Arcivescovile.
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Ricetto di
Candelo |
Pro Loco
:
tel
. 015 2538728
Fax 015
2538957
www.ricettodicandelo.it |
Il
Ricetto è una fortificazione collettiva sorta per iniziativa della
popolazione di Candelo negli anni a
cavallo tra Duecento e Trecento.
È il più intatto di tutti i ricetti del Piemonte e rappresenta la
memoria della gente di Candelo, che lo
utilizzava come deposito per i prodotti agricoli in tempo di pace
e come rifugio in tempo di guerra o di
pericolo. Si è conservato grazie alla sua matrice contadina,
infatti fino a pochi anni fa nelle
"cellule" si faceva il vino e si mettevano al sicuro i prodotti
della terra.
La cinta muraria ne segue tutto il perimetro ad eccezione del lato
sud, ora occupato dal palazzo comunale in stile neoclassico
costruito nel 1819 in stridente contrasto con l'architettura
medievale del ricetto.
Le mura sono in ciottoli a spina di pesce con un coronamento
merlato..Gli
angoli del ricetto sono protetti da quattro torri rotonde, in
origine tutte aperte verso l'interno per facilitare le operazioni
di difesa. I coronamenti in cotto, con decori di mattoni posti a
scalare, risalgono a sistemazioni successive.L'unica
via d'accesso era protetta, a sud, da
una poderosa torre-porta, varcata la quale ci si trova in una
piazzetta pavimentata con le pietre tondeggianti del vicino
torrente.La costruzione più imponente
è il palazzo del principe.Il palazzo
presenta una struttura a mastio, oggetto di
vari interventi in epoca successiva.
Le strade - sono a ciotoloni
inclinati verso la mezzaria e con
pendenza da sud a nord per permettere il deflusso delle acque
superficiali verso la torre di cortina. Dal ricetto, scendendo
lungo il tratto erboso a sinistra della torre di sud-ovest, si
raggiunge la chiesa di S. Maria attraverso un viottolo che
costeggia la roggia Marchesa, il canale che dal 1561 dà acqua alle
campagne circostanti e alle risaie del
Vercellese.
In questi terreni, fino alla piana del torrente Cervo, si
trovavano le fosse per la macerazione
della canapa, coltivazione dismessa
agli inizi del Novecento.La chiesa,
variamente rimaneggiata, è menzionata per la prima volta nel 1182
e conserva una bella facciata romanica costruita con pietre di
torrente disposte a spina di pesce. All'interno, sono pregevoli i
capitelli quattrocenteschi delle colonne, gli affreschi della fine
del XV secolo e il pulpito della metà
del XVII.
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Riserva naturale della
Bessa |
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Una radura svela un paesaggio del tutto particolare, in cui
affiorano i cumuli di ciottoli,resti
dell'antica miniera d'oro a cielo aperto di epoca romana, che
coprono una superficie di 10 kmq e fanno della
Bessa un sito unico al mondo. Le
tecnichedi ricerca dell'oro,
illustrate al Museo dell'Oro di Vermogno
, possono essere sperimentate nel torrente Elvo.
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Sabbioneta |
www.sabbioneta.org |
Numerosi ed importanti ritrovamenti archeologici su tutto il
territorio comunale e nel capoluogo indicano la presenza di centri
abitati sin dall'Età del Bronzo (insediamenti
palafitticoli-terramaricoli) che, sommati ai reperti databili al
periodo romano repubblicano ed imperiale, confermano l'antichità
del "sito" su cui sorge Sabbioneta.
Da
visitare:
Palazzo Giardino,
Teatro
All'antica ,
Palazzo Ducale ,
Porta Vittoria ,
Porta Imperiale ,
L'
Incoronata,
Chiesa
Dell'assunta ,
Chiesa Di San
Rocco, Chiesa del Carmine,
Museo Di Arte
Sacra , la Sinagoga
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Sacrario militare del
Leiten |
Asiago
Tel.
0424-463088 |
Fu progettato
dall’architetto Orfeo Rossato,
realizzato in marmo bianco del luogo anche con l’opera degli
scultori Montini e
Zanetti, venne
inaugurato il 17 luglio 1938.
Presenta una base quadrata di 80 m. di lato con sovrastante
terrazza a cui si accede mediante due scalinate frontali e sul cui
parapetto sono apposte frecce che indicano le cime e le località
che furono teatro delle più sanguinose battaglie. Un’altra scala
permette di raggiungere la parte superiore, un grandioso arco
trionfale quadrifronte con al centro
un’ara votiva.
Interno la parte inferiore, meglio definibile come “cripta”, è
percorsa da corridoi perimetrali e assiali lungo i quali sono
distribuiti i loculi con i resti dei Caduti. I corridoi convergono
tutti in una cappella ottogonale con
altare. Lungo le pareti sono collocati i resti
di dodici medaglie d’oro al Valore Militare.
Nel Sacrario sono custodite le salme di 33.086 caduti
italiani (di cui 12.795 noti e sistemati in loculi individuali e
20.291 ignoti raccolti in tombe collettive); sono stati anche
raccolti e tumulati i resti di 18.505 caduti
austroungarici (dei quali 12.355 ignoti) provenienti
anch’essi da cimiteri di guerra altopianesi.
Il Sacrario militare si trova sulla collina
Leiten, a poche centinaia di metri dal centro
di Asiago.
Inaugurato nel 1938, esso era nato dal desiderio di costruire un
monumento alla memoria ed al valore di tanti uomini che hanno
perso la vita in Altopiano durante il primo conflitto mondiale. Il
Sacrario è stato costruito su progetto dell'architetto
O.Rossato, con l'opera degli scultori
Montini e Zanetti.
Vicino all'ingresso dell'Ossario sono stati raccolti alcuni
oggetti trovati sui campi di battaglia dell'Altopiano, oltre a
documenti e fotografie dell'epoca.
Una sezione illustra le vicende belliche del settore montano,
dall'Adige al Brenta, negli anni 1915-16. Un'altra sezione
documenta le vicende del biennio 1917-1918 con i combattimenti sul
Pasubio, i lavori
di organizzazione logistica e di rafforzamento delle
posizioni montane oltre all'olocausto delle truppe alpine nella
battaglia dell'Ortigara.
. |
|
Safari Park
|
Tel.0321
956431
Fax 0321
956401
www.safaripark.it |
Un immenso parco di oltre 50 ettari al confine tra la parte più
meridionale del Lago Maggiore e il Parco della Valle del Ticino;
in esso sono state realizzate varie
aree tematiche dove centinaia di animali esotici vivono liberi in
ambienti che riproducono il loro habitat naturale. Tutti gli
animali presenti sono nati in cattività.
|
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Santuario
di Oropa |
Oropa
( BI)
015 24 55 927
015 24 55 880.
www.atl.it |
Il Santuario di
Oropa sorge a 1200 m. di altitudine ed è il più importante
santuario mariano delle Alpi. Esso è legato al culto della Madonna
Nera, detta Santa Vergine di
Oropa.Nel quarto secolo dopo Cristo,
Sant'Eusebio allora Vescovo di
Vercelli, trovò a Gerusalemme una statua di legno della Vergine
Maria scolpita da San Luca, la portò con sè
e la collocò dentro ad un Sacello in una cappella nella conca
di Oropa.
La costruzione di una vera chiesa è documentata verso il 1200, da
allora il Santuario si è espanso per ospitare i sempre più
numerosi fedeli, sino all'attuale aspetto imponente,
posizionato su tre cortili contigui
posizionati su piani diversi.
Altre cose da visitare
Il
Sacro Monte con 19 cappelle dedicate alla vita della Santa
Vergine, con statue policrome scolpite a partire dal 1620, la
raccolta degli ex voto nelle gallerie
laterali, l'esposizione della flora e fauna e negozietti tipici
con oggetti sacri e locali.
Su richiesta: il museo e tesoro del
Santuario, l'osservatorio meteosismico,
il padiglione reale ed il giardino botanico.
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Villa della Porta Bozzolo
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Casalzuigno (Varese)
tel 0332 624136, fax 0332 624748
FAI - Settore Scuola-Educazione Viale Coni Zugna, 5 - 20144 Milano
tel 02 46761584/85 (ore 9.00/14.00) - fax 02 48193631
E-mail: scuola@fondoambiente.it
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Sorta nel ‘500
come villa di campagna, divenne poi nobile dimora di
rappresentanza e nel Settecento fu arricchita da affreschi rococò,
che trasformano tra giochi illusionistici e profusione di colori
la visione degli interni con scorci e dettagli naturali su pareti,
soffitti e porte. All’esterno, oltre al giardino segreto,
la villa è circondata da un imponente giardino a terrazze
percorso, fra statue e fontane, da una splendida scalinata. Gli
ambienti interni ed esterni offrono numerosi spunti sulla storia,
l’arte e i modi di vivere dei secoli passati.
La storia e l’arte
di Villa Della Porta Bozzolo
–
visita guidata
per la scuola primaria e secondaria di I e II grado.Durata:
1 ora.
Tra ville e giardini del Varesotto –
visita guidata
tra Villa della Porta Bozzolo, Villa Panza, Villa Recalcati. Per
scuola secondaria di II grado.Durata:
6 ore.
Giornata di festa d’altri tempi
– gli abitanti della villa si preparano per una grande festa… i
bambini partecipano con esplorazioni, costumi costruiti insieme e
danze. Nella visita di una giornata intera (6 ore), laboratorio
creativo.
Visita animata
per la scuola dell’infanzia e primaria.
Durata: 3 o 6 ore.Alla
scoperta delle sale, degli affreschi e del giardino di Villa Della
Porta Bozzolo
– gli alunni, suddivisi a piccoli gruppi e con l’aiuto di schede
predisposte, scoprono la storia della villa attraverso l’analisi
degli aspetti artistici, socioeconomici, naturalistici. Nella
visita di una giornata intera (6 ore), laboratorio creativo di
costruzione di un libro per sistematizzare e rielaborare quanto
appreso.
Visitattiva
per la scuola primaria e secondaria di I e II grado.
Durata: 3 o 6 ore.
Fiori e erbe da “gustare” in villa e in campagna
– dopo la visita a Villa Della Porta Bozzolo, studio della natura
negli affreschi e nei giardini, con particolare attenzione alle
piante medicinali.
Percorso tematico
per scuola primaria e secondaria di I grado.
Durata: 6 ore.
Storie di contadini e pescatori
– gli usi e le tradizioni della produzione agricola e della pesca
della Valcuvia e del lago di Varese.
Percorso tematico
per scuola primaria e secondaria di I grado.Durata:
6 ore.
In aggiunta alla visita guidata o alla visitattiva,
visita allo studio della villa. Uno degli ambienti più antichi,
vissuti e documentati della villa, conserva intatto il grandioso
arredo ligneo del ‘700. Nato per conservare i documenti e i
carteggi del secolare archivio di famiglia, si è poi arricchito
con i libri raccolti dai diversi proprietari che si sono
succeduti.
|
|
Villa
Menafoglio
Litta Panza |
Biumo (Varese)
Varese, Biumo Superiore
tel 0332 283960 fax 0332 498315
FAI - Settore Scuola-Educazione Viale Coni Zugna, 5 - 20144 Milano
tel 02 46761584/85 (ore 9.00/14.00) - fax 02 48193631
E-mail:scuola@fondoambiente.it
|
Circondata da un
magnifico giardino all’italiana, la villa, costruita nella metà
del XVIII secolo, fu ampliata in epoca neoclassica dall’architetto
Luigi Canonica. È celebre nel mondo per la collezione d’arte
contemporanea che Giuseppe Panza di Biumo vi ha raccolto a partire
dagli anni ’50. Nelle sale, elegantemente arredate, sono ospitate
opere dei maggiori artisti contemporanei accanto ai pezzi di arte
primitiva africana e precolombiana; nell’ala dei rustici è
allestita una delle più importanti collezioni di arte ambientale
del mondo, con installazioni di pura luce e colore.
Villa Panza e la sua collezione d’arte contemporanea
-
visita guidata
per la scuola primaria e secondaria di I e II grado.
Durata:
1 ora 30’.
Tra ville e giardini del Varesotto
–
visita guidata
tra Villa Della Porta Bozzolo, Villa Panza, Villa Recalcati. Per
la scuola secondaria di II grado.Durata:
6 ore.
Giornata di festa
d’altri tempi
– gli abitanti di Villa della Porta Bozzolo si preparano per una
grande festa… i bambini partecipano con esplorazioni, costumi
costruiti insieme e danze. Nella visita di una giornata intera (6
ore), laboratorio creativo.
Visita animata
per la scuola dell’infanzia e primaria.
Durata: 3 o 6 ore.
Alla scoperta della storia e della collezione
d’arte contemporanea di Villa Panza
–
sotto
la guida dell’operatore didattico gli studenti visitano la villa,
il giardino e la collezione d’arte contemporanea con il supporto
di schede e attività per l’approfondimento. Nella visita di una
giornata intera (6 ore), laboratorio creativo.
Visitattiva
per la scuola primaria e secondaria di I e II grado.Durata:
3 o 6 ore.
Fiori e erbe da “gustare” in villa e in campagna
– dopo la visita a Villa Della Porta Bozzolo, studio della natura
negli affreschi e nei giardini, con particolare attenzione alle
piante medicinali.
Percorso tematico
per la scuola primaria e secondaria di I grado.
Durata: 6 ore.
Storie di
contadini e pescatori
– gli usi e le tradizioni della produzione agricola e della pesca
della Valcuvia e del lago di Varese.
Percorso tematico
per la scuola primaria e secondaria di I grado.
Durata: 6 ore.
Laboratorio
attrezzato per le scuole. |
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Walsermuseum |
Alagna
Valsesia
0163.922998
|
Una
autentica casa
Walser, con all'interno mobili,
oggetti e suppellettili, costituisce il Museo etnografico di
Alagna Valsesia
che ripropone momenti di vita quotidiana del fiero popolo
Walser.Nel XIII secolo questi coloni,
originari dell'Alto Vallese da cui
deriva appunto il nome Walser,
migrarono per motivi politici e religiosi e si insediarono in
diverse località alpine, tra cui alcune valli del Monte Rosa,
conservando la loro lingua tedesca, i loro usi e
tradizioni.I
Walser inizialmente mantennero rapporti con i luoghi
d'origine dai quali dipendevano per gli approvvigionamenti e
questo isolamento aumentato dalla difficoltà di comunicazione con
gli altri valligiani li costrinse ad una fiera indipendenza e ad
un forte senso della collettività teso a salvaguardare il bene
comune e al reciproco aiuto.
La struttura abitativa Walser,
formata da tronchi sovrapposti uniti ad incastro negli angoli e
circondata da loggiati su tre o quattro lati è solitamente a tre
piani e ospita le tre funzioni principali: la stalla,
l'abitazione, il fienile-granaio. Vera "memoria storica" del
luogo, il Museo propone un viaggio incentrato sugli aspetti
sociologici e antropologici inerenti la
cultura di questi coloni che conservarono inalterate nel tempo le
tradizioni, gli usi e l'antico linguaggio tedesco.
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Zoo Safari |
Varallo
Pombia
0321 956431
fax
0321 956431 |
La
visita prevede un percorso in navetta per vedere gli animali in
libertà divisi in settori ( settore erbivori,
tigri,leoni,scimmie, bufali ...)
Comprende inoltre:
il
parco giurassico,un
pecorso didattico nel bosco,
spettacoli dal vivo,un’ area giochi e aree pic-nic ed altro
ancora.
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