Tradizioni del periodo natalizio
Festa degli anziani
Il sabato che precede il S. Natale, il Comune di Rossa festeggia tutti gli anziani del paese (dai 60 anni in su) con la S. Messa, celebrata in mattinata dal parroco e con un pranzo offerto dall'Associazione Pro Loco, in collaborazione con il Comune, presso il Teatro Comunale di Rossa.
Durante il pranzo, di solito, intervengono piccoli gruppi musicali e, nel corso del pomeriggio, gli alunni della scuola elementare si esibiscono in un piccolo spettacolo per allietare la giornata.
Nei giorni precedenti la festa, a ogni anziano viene recapitato un pacco dono, contenente generi alimentari differenti, prodotti igienici per la pulizia personale e della casa; a tale iniziativa collaborano aziende della zona e l'Amministrazione Comunale.

GRUPPO DI ANZIANI ALL'USCITA DALLA CHIESA DOPO LA S. MESSA
Vigilia di Natale
La notte del 24 dicembre, dopo la celebrazione della Messa solenne, sotto il porticato della Chiesa Parrocchiale di Rossa, l'associazione Pro Loco offre a tutta la popolazione panettone, cioccolata calda e vin brulè. Contemporaneamente un Babbo Natale regala a tutti i bambini dolci e caramelle e più tardi è possibile assistere ad un piccolo spettacolo di fuochi artificiali.
Capodanno
La mattina del 1° gennaio, i musici della Banda Musicale di Rossa si recano a casa del loro Direttore e dal Sindaco per svegliarli con una musica scelta dal repertorio. Successivamente tutti raggiungono la Chiesa Parrocchiale per assistere alla S. Messa; al termine tutta la popolazione partecipa ad una processione, durante la quale la statua di Gesù Bambino viene portata da quattro persone attraverso la piazza principale. Tornati davanti alla Chiesa, si procede ad un'asta per l'acquisto simbolico dei quattro "bastoni" su cui poggia la statua. Il ricavato è donato alla Chiesa.
Cena "delle ossa del porcello"
La sera del 5 gennaio, il Comitato Pro Paniccia organizza, presso la Trattoria dei Cacciatori di Rossa, una cena, detta "delle ossa del porcello", durante la quale, fino a qualche anno fa, veniva eletta Miss Befana, scelta tra le donne presenti.
Dopo la cena i festeggiamenti proseguono nel salone del Teatro Comunale con un ballo, durante il quale vengono presentate le maschere del paese, cioè la "Itta d'alfora", il "Carlu dal Busacchi", due ciambellani e due damigelle, che avranno il compito di rappresentare il Comune di Rossa durante il periodo carnevalesco, partecipando a feste e sfilate nei paesi circostanti.
Epifania
Il pomeriggio dell'Epifania, verso le ore 16.00, nel salone del teatro Comunale, ad ogni bambino di età compresa tra gli 0 e gli 11 anni viene donato un giocattolo offerto dall'associazione Pro loco, che provvede anche alla distribuzione di panettone, vino bianco e cioccolata calda. Subito dopo si può assistere ad un piccolo spettacolo pirotecnico nella piazza G. Pastore.
Tradizioni del periodo carnevalesco

GRUPPO DI MASCHERE VALSESIANE DAVANTI ALLA TRATTORIA DEI CACCIATORI
Il Carnevale dei Bambini
Il Carnevale dei bambini ha luogo tre domeniche prima del giovedì grasso per le strade del paese; partendo da piazza Concordia, i bambini mascherati, accompagnati dal Carlu dal Busacchi, dalla Itta d'alfora, dai ciambellani e dalle damigelle, rallegrano gli abitanti di Rossa lanciandosi coriandoli, stelle filanti e facendosi scherzi. Giunti alla piazza S. Rocco, la Pro loco e il Comitato Pro Paniccia offrono a tutti bibite, vin brulè, panini e stuzzichini; più tardi il corteo raggiunge la Trattoria dei Cacciatori per gustare cioccolata calda e panettone.

GRUPPO DI BAMBINI IN MASCHERA DURANTE LA SFILATA
La Giubiaccia
In dialetto rossese, "Giubiaccia" significa Giovedì Grasso. In questa occasione, a partire dal mattino fino al tardo pomeriggio, adulti e bambini, divisi in gruppi, bussano alle porte delle case delle frazioni e del centro di Rossa per vendere a tutte le famiglie i buoni - razione per l'acquisto della Paniccia, i biglietti della lotteria di Carnevale e la "Cansun d'la Giubiaccia" (Canzone della Giubiaccia), scritta dal Cav.Wilfredo De Dominici, nella quale si scherza sugli avvenimenti particolari della vita nel paese durante l'ultimo anno; inoltre, raccolgono riso, salumi e verdure da utilizzare nella preparazione della Paniccia, e denaro per contribuire al pagamento della cena, che si terrà la sera stessa presso la Trattoria dei Cacciatori.
Il menù, di solito, comprende affettati, lasagne alla bolognese, risotto con i funghi, bistecca alla milanese con contorno di patatine fritte e insalata, formaggi tipici, frutta e dolce (tortelli di Carnevale).
Dopo cena ci si reca al Ballo, presso il salone del Teatro Comunale di Rossa, al quale partecipano anche molte maschere tipiche, in rappresentanza dei vari paesi della Valsesia. Le danze proseguono fino a tarda notte, tra scherzi e risate.

TAVOLATA DI PARTECIPANTI ALLA CENA
La "Paniccia"
La domenica che segue il giovedì grasso, nella piazza antistante il Teatro Comunale, si cucina la "Paniccia", che successivamente verrà distribuita a tutta la popolazione.
La Paniccia è un particolare minestrone di verdure, tipico della tradizione rossese, al quale viene aggiunta della pasta.
I preparativi cominciano già nel pomeriggio di sabato, quando i membri del Comitato Pro Paniccia, aiutati da alcuni volontari, si riuniscono nel salone del Teatro per pulire e preparare le verdure, lasciate a bagno nell'acqua fino al mattino seguente, quando in piazza vengono accesi dei fuochi per cucinare la Paniccia, lo spezzatino ed il purè in grandi pentoloni.
La cottura prosegue tutta la mattinata e, dopo la Messa delle ore 11.00, il parroco benedice la Paniccia, la Banda Musicale di Rossa esegue alcuni brani e i presenti cantano la canzone della Itta d'Alfora.
La distribuzione avviene seguendo un' antica tradizione, secondo la quale devono essere serviti per primi gli abitanti delle frazioni più lontane, che nei tempi passati raggiungevano il centro di Rossa a piedi.
Parte del cibo cucinato in piazza viene portato alla Trattoria dei Cacciatori, per essere servito a pranzo e a cena, cui partecipano numerose maschere valsesiane. In serata, nel salone del Teatro, si tiene un ballo per tutta la popolazione e si estraggono i numeri vincenti della lotteria.

MEMBRI DEL COMITATO PRO PANICCIA AL LAVORO
La cena dei nervetti
La sera del lunedì che segue "la Paniccia", presso la Trattoria dei Cacciatori, si tiene una cena aperta a tutti, durante la quale si gusta, tra le altre cose, l'insalata di nervetti, che conclude ufficialmente i festeggiamenti per il Carnevale rossese. Durante la cena, i rossesi presenti eleggono il nuovo Presidente ed il nuovo Vice Presidente del Comitato Pro Paniccia, che rimarranno in carica un anno.
Tradizioni del periodo Pasquale
Giovedì Santo
Fino a circa quarantacinque o cinquant'anni fa, il pomeriggio del Giovedì Santo, gli abitanti di Rossa si riunivano nella Chiesa Parrocchiale e da qui raggiungevano in processione il piccolo oratorio intitolato alla Madonna della Neve, in località Giavinelle, poco distante dal paese, in mezzo ai boschi.Guidavano il corteo il sacerdote ed i suoi chierichetti, uno dei quali portava una croce di legno; durante il tragitto venivano benedetti i prati ed i campi circostanti per favorire un raccolto abbondante.
Venerdì Santo
In un passato ormai remoto, fino a circa trentacinque anni fa, dal Venerdì Santo fino alla domenica di Pasqua, non si suonavano più le campane (tradizione comune in tutta la valle e non solo) ed i ragazzi più grandi, seguiti dai bambini, alle ore 12.00 passavano per le strade del paese suonando le raganelle (in dialetto "ransighi") per segnalare il mezzogiorno. Tutto ciò evidentemente in segno di lutto per la morte di Cristo. Si ritornava alla normalità con il suono delle campane a festa durante la S. Messa di Pasqua, per festeggiare la resurrezione del Signore.
In inverno, i contadini raccolgono le rape e ne conservano le bucce,che vengono appese in un ambiente chiuso ad essiccare fino al Venerdì Santo. Quel giorno vengono immerse in acqua per ammorbidirle, quindi fritte e mangiate durante i pasti della giornata, per rispettare il digiuno imposto dalla nostra fede religiosa.
La domenica di Pasqua
Durante il pomeriggio, il sacerdote ed i chierichetti percorrevano le strade del paese e bussavano ad ogni porta per benedire le case. Dopo la benedizione, gli abitanti di Rossa consegnavano loro denaro oppure uova, come offerta alla Chiesa.
Tradizioni del periodo primaverile
Festa degli alpini
L'ultima domenica di aprile, verso le ore 7.00, gli iscritti al Gruppo Nazionale Alpini, sezione di Rossa, si radunano davanti al Teatro Comunale per addobbare il centro abitato con bandiere tricolori. Alle ore 11.00 si celebra nella Chiesa Parrocchiale una S. Messa in suffragio degli alpini rossesi ormai scomparsi; di seguito, in corteo, accompagnati dalla Banda Musicale, ci si reca presso il Monumento ai Caduti per deporre una corona di fiori. Dopo il discorso delle autorità comunali si prosegue verso la Trattoria dei Cacciatori dove viene offerto un aperitivo a tutti i presenti.
E' possibile partecipare al tradizionale pranzo presso il salone del Teatro ed assistere o prendere parte ai giochi popolari che si svolgono nel corso del pomeriggio.
Durante la giornata vengono distribuite ai presenti spille rappresentanti la bandiera d'Italia.
Pellegrinaggio al Sacro Monte di Varallo
Nel mese di maggio, il sacerdote organizza ogni anno un pellegrinaggio a piedi al Sacro Monte di Varallo Sesia, a cui prendono parte gli abitanti dei paesi della Val Sermenza. Si parte da Boccioleto e ci si ritrova tutti in frazione Cerva, da dove, pregando, si prosegue sulla Strada Statale fino a Varallo; da qui si imbocca la mulattiera tra i boschi, che conduce a destinazione. Alcune persone raggiungono il Santuario anche in bicicletta ed in automobile per assistere alla S. Messa; di seguito si pranza al sacco oppure in uno dei ristoranti del luogo.

PELLEGRINI DELLA VAL SERMENZA DAVANTI AL SANTUARIO
Corpus Domini
Al mattino, dopo la s. Messa nella Chiesa Parrocchiale, ha luogo una processione per le strade del paese, durante la quale il sacerdote mostra l'Ostensorio e tutta la popolazione partecipante ricopre la strada con petali di fiori.

INIZIO DELLA PROCESSIONE
Tradizioni del periodo estivo
Festa di San Giovanni
Si festeggia alla frazione Piana, nella bella chiesa costruita nel primo '800, dedicata al Santo come l'antico, minuscolo tempietto, tuttora ivi esistente.
Caratteristica è la benedizione dei mazzetti di fiori, particolarmente scelti perché, secondo gli alpigiani, con la benedizione acquisivano capacità protettive dalle calamità naturali, se arsi dal fuoco del camino.
Il giorno di San Giovanni (24 giugno), ogni famiglia rossese prepara un mazzo di fiori, poi si reca alla frazione Piana dove il sacerdote locale celebra una messa, durante la quale benedice i mazzi di fiori; più tardi si fa l'incanto delle offerte. Il ricavato dei prodotti messi all'asta (tome, torte, miele, vini, burro, salumi...) viene usato dal prete per le spese parrocchiali. Anticamente, se c'era un temporale e in quel momento ci si trovava nei propri alpeggi, dove i fulmini sono pericolosi, il mazzo ormai secco veniva bruciato in modo che San Giovanni proteggesse le persone.
Giovanni Tosi De Regis, autore della commedia in dialetto rossese "A festa 'd San Gian" (La festa di S. Giovanni), ha descritto magistralmente l'evento.

ROSSESI DAVANTI ALL'ORATORIO DI S. GIOVANNI
La festa di San Pietro
La festa di San Pietro era, fino a qualche anno fa, molto sentita dagli abitanti di Rossa. In quel giorno nessuno lavorava: al mattino la gente andava a messa, più tardi tutti si incamminavano verso Boccioleto dove, solo per quell'occasione, si teneva un mercato in cui gli adulti compravano vestiti e attrezzi da lavoro, mentre ai bambini veniva regalato un giochino.
Era tradizione che tutti comprassero un "chiapeit", cioè una piccola scodella, tipica degli alpeggi valsesiani ed usata per bere il caffè.
Sagra degli Alpini
Ha luogo alle Piane di Folecchio, alpeggio al confine tra i Comuni di Rossa e Balmuccia, l'ultima domenica del mese di luglio.
È organizzata dal gruppo di Rossa dell'Associazione Nazionale Alpini, che si affianca alla festa annuale del Gruppo, che si svolge nel capoluogo.
La S. Messa viene celebrata sul sagrato del locale Oratorio. Sempre a cura del Gruppo, fanno seguito il pranzo ed i giochi popolari.
Anticamente, la Festa delle Piane, come quella del Sasso, cadevano nel mese di Settembre e avevano la funzione di ringraziamento per il favorevole esito dell'alpeggio estivo e coincidevano anche con la demonticazione delle greggi. Questa usanza è scomparsa insieme all'agricoltura di montagna.

BANDA MUSICALE DURANTE IL CONCERTO
Festa delle Giavinelle
La Festa si svolge il 4 agosto (data variabile) all'Oratorio delle Giavinelle, dedicato alla Madonna della neve; esso è ubicato a fianco della mulattiera che da Rossa porta agli alpeggi alti della Valle del Cavaione; testimone di secoli di storia rossese, la Madonnina dell'Oratorio ha accolto tante preghiere a sollievo della dura vita della gente di montagna e anche oggi molti fedeli si rivolgono a Lei.
Dopo la S. Messa ha luogo l'incanto delle offerte, seguito da un rinfresco che si prolunga fino a sera.
Festa alla frazione Cerva
Di solito ha luogo l'11 agosto, ma la data può essere variabile. Si svolge all'oratorio della frazione, intitolato a San Barnardo da Mentone, dove il pomeriggio si celebra la S. Messa seguita da una processione, nella quale la statua del Santo viene portata attraverso le vie di Cerva, accompagnata dalla Banda Musicale di Rossa. Al termine, si procede all'incanto delle offerte e, di seguito, gli abitanti della frazione offrono un rinfresco.

MOMENTO DELLA PROCESSIONE DI SAN BARNARDO
Festa alla frazione Salerio
Si svolge il 14 agosto (data variabile) all'oratorio dedicato a S. Lucia. Il pomeriggio, dopo la celebrazione della S. Messa, la Banda Musicale di Rossa si esibisce in un piccolo concerto, seguito da un rinfresco.
Festa patronale di Rossa
E' la festa della Parrocchia di Rossa, dedicata a Maria Vergine Assunta. La chiesa parrocchiale, che Padre Eugenio Manni, nel suo libro "I Campanili della Valsesia" definisce "la Reggia dell'Assunta", ha visto la posa della sua prima pietra nel settembre del 1807 e fu terminata nel 1811. Progettata dall'architetto rossese Luca Raineri, fu completata con il portico esterno nel 1834 e l'intonacatura definitiva nel 1889. E' stato necessario costruire questa nuova ed attuale chiesa, dal momento in cui la chiesa antica, dedicata alla Madonna delle Fontane e ubicata sull'attuale Piazza della Concordia, venne giudicata inagibile e, comunque, non più sufficiente per la popolazione di allora, che tendeva ai mille abitanti.
I festeggiamenti religiosi sono solenni e ricorrono all'ausilio della corale parrocchiale e della Banda Musicale. Originariamente, la festa si svolgeva in due tempi: al mattino la S. Messa e al pomeriggio i Vespri, con l'incanto delle offerte. Da qualche anno, invece, è tutto concentrato al mattino.
Nel civile, alla sera, la locale Società Filodrammatica concludeva la giornata con una recita, attualmente sostituita da un concerto, nel pomeriggio, della Banda musicale.
Festa di San Rocco
Ha luogo nel centro di Rossa, nell'oratorio di San Rocco, costruito subito dopo la peste del 1630 - '31 per ringraziare il Santo di aver protetto i rossesi dal terribile morbo. I festeggiamenti sono simili a quelli di tutte le altre feste del periodo estivo, ma la sera, nel Teatro Comunale, l'Associazione Pro Loco organizza il Palio dei Rioni; gli abitanti dei vari rioni (Fontane, Ricera d'Anna, Cerva, Ca de' Bianchi, San Rocco, Castagno), suddivisi in squadre di 5 o 6 persone, si sfidano in giochi tradizionali. Il rione vincitore si aggiudica lo stendardo, che conserva fino all'anno successivo. Al termine della manifestazione, la Pro Loco offre a tutti i partecipanti una pizza.
Festa alla frazione Ca de' Bianchi
Si svolge il 17 agosto (data variabile) all'oratorio dedicato a Sant'Antonio da Padova. Il pomeriggio, dopo la celebrazione della S. Messa, gli abitanti della frazione offrono un rinfresco.
Festa alla frazione Folecchio
Si svolge il 18 agosto (data variabile) all'oratorio dedicato ai Santi Fabiano e Sebastiano. Il pomeriggio, dopo la celebrazione della S. Messa, gli abitanti della frazione offrono un rinfresco, durante il quale si possono gustare le tradizionali "miacce", crepes dolci o salate, tipiche della Valsesia, realizzate con farina, uova, panna e latte fresco.
Festa dei Cacciatori
Verso la fine di agosto, le Associazioni dei Cacciatori dei Comuni confinanti, sul Pizzo Tracciora, presso l'altare da loro eretto,ogni anno fanno celebrare una Messa in memoria di Guido Sottile, benemerito in queste zone per ospitalità e assistenza ai cacciatori e agli altri viandanti. Al mattino le persone che desiderano assistere alla celebrazione, si trovano davanti alla frazione Ca'dei Bianchi, dove vengono fatte salire sull'elicottero un po' per volta e portate sull'alpe , mentre alcuni vanno a piedi. Al termine della funzione religiosa i cacciatori offrono polenta e spezzatino. E' tradizione che tutti i partecipanti, prima della fine della giornata, firmino un registro contenuto in una scatola di latta nascosta all'interno dell'altare, dove possono scrivere anche una piccola dedica.

ROSSESI DURANTE LA FESTA
Festa della Madonna del Sasso
Si svolge presso l'oratorio della Madonna del Sasso, dedicato alla Madonna Addolorata, la seconda domenica del mese di settembre. Su una sporgenza rocciosa si erge l'oratorio voluto dal padre dell'insigne rossese Canonico Nicolao Sottile, alla cui memoria è stato posto un busto sul muro del vecchio municipio.
E' una festa ricca di memorie che, come già detto per quella delle Piane di Folecchio, concludeva il periodo dell'alpeggio.
Ai tempi la festa era frequentatissima e i partecipanti andavano a gara per portare le offerte in natura più belle e più gustose, come funghi, focacce di famiglia, nonchè burro e formaggi. Completavano le offerte i Puncetti, che le laboriose montanare riuscivano a realizzare nei pochi ritagli di tempo che il duro lavoro concedeva loro.
L'accesa battaglia, a suon di zecchini, per l'acquisto dei loro prodotti, a tutto favore della cassa dell'oratorio, era la più ambita ricompensa al loro lavoro.
Festa alla frazione Rainero
Ha luogo il 15 settembre presso l'oratorio della frazione.
Tradizioni del periodo autunnale
La castagnata
Ogni anno, il giorno di Ognissanti, dopo la S. Messa del pomeriggio, l'Associazione Pro Loco di Rossa organizza, presso il Teatro Comunale, una castagnata aperta a tutti.
Gli alunni della Scuola Elementare partecipano attivamente, creando gli addobbi per il salone, preparando le castagne e distribuendole ai partecipanti.
Le caldarroste sono vendute ad offerta libera ed il ricavato viene donato interamente alla scuola per l'acquisto di materiale didattico.
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