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SONO TRE ANNI CHE PARTECIPIAMO AL
CONCORSO SUL RISPARMIO ENERGETICO INDETTO DALL'ENEL
L'ANNO SCORSO ABBIAMO PRESENTATO UN
PROGETTO PER RISPARMIARE ENERGIA NEI CIMITERI UTILIZZANDO PANNELLI
FOTOVOLTAICI PER FAR FUNZIONARE LE LUCI VOTIVE
ABBIAMO RICEVUTO UNA MENZIONE
SPECIALE PER L'ORIGINALITÀ DEL PROGETTO
ABBIAMO RITIRATO IL PREMIO PRESSO LA
CENTRALE IDROELETTRICA DELL'ENEL A ENTRACQUE

IL PROGETTO DI QUEST'
ANNO E' STATO MOLTO PIU' ELABORATO IN QUANTO HA RICHIESTO UNO
STUDIO DEL TERRITORIO PER INDIVIDUARE QUALE FONTE RINNOVABILE E'
PREVALENTE
QUESTA E' LA RELAZIONE DI QUANTO
FATTO DA NOI CON L'AIUTO DEI NOSTRI INSEGNANTI: SARESINI ANTONELLA E
MATHIAS MILANOLO

Siamo
i 16 alunni della scuola primaria di Boccioleto.
Anche
quest’anno abbiamo deciso di partecipare al concorso indetto dell’ENEL.
Il
nostro progetto prevede di utilizzare una fonte rinnovabile presente in
abbondanza nel nostro territorio: 
Nella
nostra valle,ValSermenza(valle minore della Valsesia), sono presenti
numerosi corsi d’acqua, più o meno grandi, dai ruscelli ai torrenti.
Addirittura c’è un lago artificiale, lago di Rimasco, che alimenta una
centrale idroelettrica, centrale di Fervento.

Invaso artificiale :lago di Rimasco
Quindi perché non utilizzare questa fonte rinnovabile creando un
progetto utilizzabile nelle piccole realtà della nostra valle?
Un
aiuto ci è anche venuto dalla storia .
Nella
nostra valle sono presenti gli antichi insediamenti dei Walser,popolazione
di origine tedesca che si stabilì nelle zone più alte della Valsesia
intorno al 1100 d.c.
Questo popolo abitando in zone remote doveva essere autosufficiente,
quindi utilizzavano tutto ciò che era presente sul territorio: legno ,
pietra e acqua.
I
Walser coltivavano la segale, nelle terre che erano riusciti a
disboscare, in seguito la segale doveva essere macinata, quindi
costruirono delle macine, in pietra e legno che funzionavano con la
forza dell’acqua dei torrenti.
Utilizzavano l’acqua per far girare le pale del mulino che attraverso
un ingranaggio faceva girare la macina che macinava la segale per fare
la farina.

Antichi mulini funzionanti ad acqua
Abbiamo anche visto che in alcune realtà alpine venivano fatte
funzionare le burriere con delle ruote ad acqua
L’anno scorso siamo anche andati a visitare la centrale idroelettrica di
Fervento e abbiamo visto , in grande , il funzionamento delle turbine
per produrre energia elettrica
Allora perché non applicare tutto ciò, più in piccolo, per produrre
energia idroelettrica per illuminare i rifugi o gli alpeggi?
Prima
di tutto vediamo come funziona una centrale idroelettrica
Per
far funzionare una centrale idroelettrica ci deve essere un invaso che
attraversa la condotta forzata (grande tubo) che porta l’acqua alla
centrale dove delle turbine contenenti delle pale che la potenza
dell’acqua che la trasforma in energia idroelettrica.

Abbiamo saputo dal signor Francione Piercarlo che esistono anche delle
micro centrali idroelettriche da piazzare negli alpeggi o nei rifugi e
pesano solo 14 kg. circa.
Schema di funzionamento di una di queste microcentrali

Con
l’aiuto del maestro Matthias Milanolo e della maestra Antonella Saresini
abbiamo realizzato il nostro progetto
Abbiamo scelto il plastico per rappresentare il nostro progetto.
Per
costruire il plastico ci siamo divisi in tre gruppi :un gruppo costruiva
le case Walser , il secondo si occupava di dipingere le casette e il
terzo costruiva la base del plastico.
All’
inizio abbiamo iniziato a costruire la base con palline di giornale e
scotch, poi le tre case e incollate sul plastico.
Poi
con l’aiuto del maestro Matthias abbiamo costruito la turbina e le
batterie.
Poi
abbiamo costruito i fili elettrici utilizzando un filo spesso e lo
abbiamo colorato con un pennarello nero e lo abbiamo attaccato alle case
;
abbiamo fatto il pannello fotovoltaico con la carta argentata e
l’abbiamo attaccato
Sul
plastico ogni cosa l’ abbiamo posizionata in modo che si possa vedere,
ma i tubi in realtà sono sotto terra per il rispetto dell’ambiente.
Abbiamo saputo che questo tipo di microturbine sono utilizzate in un
rifugio della nostra valle (rifugio Massero)
E in
un alpeggio di un nostro compagno di scuola Alpe Pianelli.

In
questa foto vediamo la “casetta” della turbina all’Alpe Pianelli non
si vedono tubi perché sono interrati
Ci
piacerebbe tanto che questa idea fosse divulgata in tutti i territori
montani perchè ci sembra adatta alle realtà di montagna rispettando
l’ambiente e risparmiando energia elettrica.

QUESTO E' IL PLASTICO DA NOI
REALIZZATO
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