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1) Che cosa
si intende con il termine poesia
La struttura di un
testo poetico è individuata dalla presenza del verso, della
strofa, delle regole metriche, dalla rima, dalle figure
retoriche, dai rapporti di consonanza ed assonanza delle
componenti foniche delle singole parole. Più generalmente il testo poetico
si struttura in segmenti di un certo numero di sillabe, che
scandiscono non solo l'andamento comunicativo del testo ma anche la sua
architettura espressiva e musicale.
Per quanto riguarda i contenuti spesso la poesia presenta caratteri di
particolare intimità, con forti implicazioni emotive, mentre la prosa si
presta - generalmente - a contenuti più argomentati. Il rispetto della
forma metrica codificata è stato, almeno fino al secolo XX,
praticamente l'unico criterio distintivo e vincolante per accreditare come
tali i vari tipi di componimento poetico.
Nel '900 si va lentamente imponendo una nuova concezione di poesia,
che segue la più libera ispirazione del poeta e lo sottrae ai
condizionamenti delle forme metriche. E' l'asse semantico (
significati e allargamenti di significati, guidati da simbolismi, analogie,
libere metafore, onomatopee, sinestesie.... ) che guida in modo meno
costrittivo la versificazione. Con il verso libero e le
sperimentazioni delle avanguardie la poesia si apre così alla
profonda perlustrazione del linguaggio - inteso spesso come forma
inconscia di manifestazione dell'io.
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2) La
concezione romantica della poesia.
Dopo la stagione
neoclassica che ha visto - in età napoleonica - ancora prepotentemente
affermarsi il rispetto di modelli codificati dalla tradizione ( ode
celebrativa, poemetto mitologico ) si afferma lentamente in Europa una nuova
idea di poesia. Essa è sempre meno legata all'abilità tecnica di
versificazione ( stilemi, repertori di citazioni, artifici retorici....) e
diventa invece, via via, un fatto di ispirazione, un dono dello spirito,
che si accompagna alla rivalutazione degli ideali di libertà dei popoli
ed alla percezione intensa del mondo della natura, popolato
da forze profonde e misteriose ( tematiche del sublime e del patetico,
del vago e dell' indefinito, scoperta dell'infinito al di là della realtà
concretamente percepita ). Quest' idea è particolarmente evidente nei
testi teorici dell'epoca ( nei passi di
Madame de Staël
e di
Coleridge
) ma si fa strada anche
nei testi poetici. Ad esempio un poeta come
Leopardi
che si era formato sui
testi classici nel corso della sua vita adottò soluzioni metriche sempre più
libere, sempre più adatte ad esprimere la libertà della creazione.
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3)
La poesia decadente
Nella
seconda metà dell'Ottocento e dei primi del Novecento il ruolo del poeta
muta. Egli non è più integrato nella società come un interprete degli
ideali del suo tempo. E' più isolato, spesso ribelle e contestatore della
nuova società industriale, ove una folla anonima diviene protagonista
della scena urbana, dove anche la cultura ufficiale è spesso rivolta ad
esaltare le conquiste del progresso ed il fascino della vita delle grandi
città. Il ruolo della poesia e dell'arte in genere pare divenire
marginale, quasi insignificante.
La
poesia si trasforma lentamente in attività artistica autonoma che
non deve più educare per forza a ideali storici o difendere principi
etici. Essa diviene soprattutto una testimonianza del dramma individuale
dell'artista, talvolta proprio della sua emarginazione o del
suo culto della bellezza fine a se stessa ( estetismo ). Un'attenzione
particolare va data al nuovo linguaggio della poesia ed alle nuove
scelte espressive. Simboli, analogie, sinestesie dominano ormai le nuove
composizioni: tali figure retoriche anticipano la definitiva rivoluzione
linguistico - espressiva delle avanguardie del Novecento che daranno vita
al verso libero.
Tra
le nuove finalità della poesia decadente c'è senza dubbio l'estetismo
inteso come esasperata
ricerca di bellezza in ogni sua trasposizione artistica e come fruizione della
bellezza della natura e delle opere dell'uomo
( D'Annunzio ). La
musicalità del verso è intesa come
campo di
sperimentazione di armonie e sonorità nuove date dal semplice
accostamento delle parole. Si profila un rinnovato parallelismo tra musica
e poesia, tra armonia dei suoni ed armonia delle parole
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4)
La poesia del Novecento
Le esperienze artistiche dei
simbolisti francesi e dei poeti decadenti italiani ( Pascoli e D'Annunzio
) preparano una più netta rivoluzione a livello linguistico -
espressivo. Le novità più importanti sono costituite dalla rottura
delle unità metriche classiche con l'approdo al verso libero e
dalle ricerche linguistiche sul valore dell'analogia iniziate dai
Futuristi (
L'analogia non è altro che l'amore
profondo che collega le cose distanti, apparentemente diverse ed
ostili;
solo per
mezzo di analogie vastissime uno stile orchestrale, ad un tempo
policromo, polifonico e polimorfo, che può abbracciare la vita della
materia,
Marinetti, Manifesto tecnico
della letteratura futurista ).
Il concetto di
avanguardia si impone come risposta alle nuove esigenze
dell'immaginario della società industriale. Con la poesia pura di
Ungaretti si
ha una ricerca
ed un impiego
attento della parola poetica ,
liberata da ogni
riferimento al suo uso puramente comunicativo.
La
parola si fa pura intuizione lirica, è scoperta soggettiva.
è illuminazione profonda ed improvvisa. Il verso libero senza
metri, rime e strofe tradizionali traduce l'immediatezza
dell'ispirazione poetica, ormai svincolata da codici di versificazione
troppo vincolanti, che rischiano di contaminare la purezza semantica del
verso e di disperdere la pregnanza espressiva delle singole immagini.
Lo studio delle varianti all'interno di queste composizioni è molto
importante.
La grande attenzione per la componente semantica della nuova
poesia viene ribadita dall'impiego da parte di
Montale ed
Eliot
del correlativo oggettivo,
che lega ( analogicamente ed allegoricamente ) la
componente connotativa ed espressiva delle piccole e povere realtà
quotidiane ( già rivalutate da Pascoli e dai Crepuscolari
) alla condizione esistenziale dell'uomo
contemporaneo.
Un ultimo rilievo riguarda
l'ermetismo,
che riconduce l'espressione poetica allo
sforzo di esprimere
l'inesprimibile,
cioè la dolorosa
reticenza comunicativa
del poeta che nega la denotazione di cose e sentimenti e lascia
trasparire, intuire il suo dramma esistenziale attraverso
qualche storta sillaba e secca ( Montale ).
Nel clima del neorealismo ( secondo dopoguerra ) tale
reticenza del poeta a schierarsi in modo evidente e comprensibile ai più,
sarà aspramente criticata dagli scrittori impegnati ad esaltare lo spirito
resistenziale dell'Italia neo repubblicana, liberatasi dal fascismo.
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