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La riforma della Chiesa e Cluny - La lotta per le investiture |
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XII- XIII sec. l'impero e la Chiesa L'espansionismo cristiano |
Monasteri ed abbazie. Benedettini e Cistercensi.
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Il monachesimo benedettino |
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Negli
anni bui delle invasioni è importante ricordare la vitalità della Chiesa
di Roma, unica protettrice delle popolazioni latine. A
diffrenza del monachesimo orientale ascetico i monaci occidentali vivono
un'esperienza religiosa matura: alternano alla preghiera e alla
meditazione il lavoro dei campi e creano comunità economicamente
autosufficienti e protette , che ,in caso di pericolo, offrono valida
difesa alle popolazioni minacciate. Un'altra
importante funzione dei monasteri benedettini è quella culturale : la
regola benedettina imponeva ai monaci molte ore di lettura e di
meditazione. Carlo Magno affidò loro il compito di organizzare un sistema
regolare di istruzione ( alfabetizzazione e conoscenza dei testi sacri
della Bibbia: nacquero così scuole monastiche e scuole episcopali urbane.
Infine furono i padri
amanuensi a trascrivere
pazientemente i manoscritti latini sottratti alla furia devastatrice delle
invasioni barbariche. |
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Movimenti di riforma monastica - XI secolo - area di diffusione |
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Movimenti di riforma monastica - XII secolo - area di diffusione |
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Abbazia di Montecassino
Abbazia benedettina di Pomposa, Ferrara La fotografia aerea fa intuire l'antica funzione economica del complesso ( bonifica del territorio e organizzazione di una comunità rurale ). Fu fondata dai Benedettini nel secolo VIII dopo il Mille estese la sua giurisdizione - anche sul piano civile - in un vasto territorio circostante.
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Nella seconda metà del secolo XI, l’eremetismo,
la ripresa della tradizione monacale e il pullulare di iniziative
spontanee di predicatori itineranti si intensificano. Accanto alla
condanna delle immortalità clericali, il fattore comune di questi
movimenti è la ricerca di una purificazione morale personale.
Nell’assoluta povertà e nel radicale distacco da qualsiasi superfluità
terrena, i riformatori individuano la condizione necessaria per il
raggiungimento di una perfezione di vita tanto individuale quanto
collettiva. Il
rilancio del monachesimo occidentale si attua sulla base di questa
radicale rinuncia al possesso di qualsiasi bene. E’ ciò che prescrive
la Regola dei Cistercensi, il nuovo Ordine monacale che dall’originario
monastero di Citeaux
(1098) si diffonde rapidamente in tutta l’Europa
cristiana: applicando alla lettera le prescrizioni di
S. Benedetto. |
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Il chiostro romanico dell'abbazia cistercense di di Thoronet ( Provenza ) - Il chiostro è tanto più semplice e severo in quanto è cornice del pensiero cistercense. Spesse mura, colonne dai nudi capitelli, l'unica distrazione viene dall'occhio nel timpano delle bifore. L'abbazia fu iniziata nel 1146.
I monaci dissodatori, I monaci non ebbero nei dissodamenti la parte di primo piano che fu loro attribuito. Tuttavia la loro attività in questo campo, principalmente quella di coloro che appartenevano ai nuovi ordini apparsi intorno al 1150, non fu trascurabile. In questo manoscritto di Citeaux ( 1115 ) un monaco abbatte un albero che viene sfrondato da un contadino, probabilmente salariato, poiché i cistercensi a quell'epoca non avevano servi. Il capitolo generale del 1134 regolamenterà l'impiego di questi salariati.
Abbazia cistercense di Staffarda ( Cuneo) - Fu fondata nei primi decenni del XII secolo grazie alle donazioni di Manfredo I di Saluzzo e della sua famiglia. Appare come un complesso articolato in stalle, magazzini, forno, officine, mercato coperto oltre all'ospizio per i pellegrini, cortile, chiesa e chiostro. La fabbrica segue lo schema preso dai modelli borgognoni semplificati e modificati in alcune parti. La chiesa segue solo in parte le norme cistercensi.
Abbazia cistercense di Staffarda ( Cuneo) - il chiostro e la sala capitolare
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